venerdì, Maggio 14

L’Italia in mostra con le bollicine field_506ffb1d3dbe2

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 SparklingItaly

Il volume Sparkling Italy, appena uscito per Mondadori Electa, è stato presentato alla Triennale di Milano. Esso raccoglie la storia dello spumante, prettamente inedita, attraverso le foto di bottiglie di importanti case viticole italiane, realizzate dal celebre fotografo Giò Martorana, sullo sfondo di paesaggi e bellezze artistiche nostrane, del mondo del design, della moda, della gastronomia, della musica e della tecnologia. Si narrano, così, la classe e lo stile del bel vivere italiano: almeno in questo campo un’Italia che eccelle e che ci viene invidiata da tutto il mondo. Un patrimonio inestimabile in fatto di gusto che racconta storie di secoli lontani, ma di grande semplicità.

Il tema del libro è quello della bellezza: e l’autore non si lascia sfuggire citazioni di celebri personaggi della letteratura, del cinema italiano e della musica in generale. Le foto sono scattate in contesti artistici che rendono omaggio non solo a questo tema caratterizzante, ma anche al genio italico. Il libro è diverso da tutti quelli finora realizzati sul vino perché non vi sono foto di vigneti, tranne quella della tenuta del famoso orafo Gianmaria Buccellati; inoltre le bottiglie diventano un elemento caratterizzante in luoghi cult a livello internazionale, come Portofino, Venezia, la costiera amalfitana, e altri.

Il volume diventa un invito ad attraversare l’Italia intera alla scoperta di itinerari inediti, ma sempre di uguale valore e interesse, e riconduce l’attenzione sul gusto che dà ‘l’assaporare’ un buon calice di spumante.

Si passa da Pompei a Polignano a Mare con la statua omaggio al cantautore Modugno, celebre per la sua canzone ‘Volare‘, oppure dal Teatro la Scala di Milano con la cavea, dove si raccoglie l’orchestra nei concerti o nelle opere liriche, incredibilmente vuota e il palcoscenico con il sipario chiuso, a Catania con una modella che rende omaggio al film ‘Il Gattopardo‘ di Luchino Visconti nella Galleria Biscari, e infine ad un circo in onore di Federico Fellini. Vengono rappresentati monumenti e luoghi famosi in tutto il mondo, così come luoghi comuni di intrattenimento ludico. Inoltre c’è la rappresentazione di un’Italia di qualità a livello internazionale attraverso il brand dei marchi nostrani sulle bottiglie di spumante fotografate con particolari effetti di luce.

 

 

Giò Martoran, come mai l’idea di un libro fotografico sulle eccellenze nel campo degli spumanti?

Non è un libro sulle eccellenze, ma sull’arte e la cultura italiana. L’unica vigna di cui tratto è quella realizzata da Gianmaria Buccellati. Nelle fotografie si vedono la Loggia dei Lanzi, la Costiera Amalfitana, Pompei, la Galleria dei Biscari di Catania con una modella che rende omaggio al film Il Gattopardo, come anche il circo che ricorda cinematograficamente Fellini. È un libro che parla dei monumenti in riferimento alle bollicine.

Questo libro rientra nel cosiddetto ‘brand Italia’, quali sono i luoghi turistici e legati alla produzione vinicola che tocca questo libro?

L’Italia è tutta bella e tutta coltivata a viti, dal Piemonte alla Puglia. L’Italia è una vigna da Nord a Sud, fino a Pantelleria, quindi la cosa fondamentale è la ‘compagnia delle bollicine’ in questi luoghi. Merita di essere ricordata perché significativa la fotografia delle cravatte dentro ai bicchieri da spumante.

Qual è il luogo turistico e la foto che l’hanno divertita di più?

Il circo con le sue strane persone e gli animali. Tenere una tigre ferma su uno sgabello fino allo scatto non è impresa facile: un animale del genere pretende i suoi spazi. Il viaggio da Roma al Friuli è stato nel complesso una vera ‘immagine on the road’ attraverso il gusto di uno dei prodotti italiani di successo, il vero ‘spirit of Italy’.

Come mai il libro è stato presentato alla Triennale di Milano che si occupa principalmente di teatro, arte e design?

Perché il libro è un esempio di design, un’eccellenza del pensiero, il concetto di bellezza applicata al gusto, al savoir faire, un po’ come il parmigiano rappresentato come una luna nelle fotografie o l’aceto balsamico, o il Ponte dei Sospiri, che fanno parte tutti dello stile italiano. Lo stesso concetto viene espresso dal contesto del circo che nella fotografia del libro presenta un uomo che viene sparato dal cannone con una bottiglia di spumante in mano.

Lei ritiene che gli spumanti in genere rientrino tra le eccellenze del nostro paese e abbiano una ricaduta anche nel settore culturale?

Non c’è dubbio. Un ottimo prodotto diventa un’eccellenza nazionale. Questo libro supera il solito concetto di vigna e di discorso sul vino, ci fa capire che l’Italia è cultura anche nel cibo. Esso rappresenta  un’eccellenza italiana, ma questo non vuol dire che intendo paragonare il culatello agli Uffizi, bensì che tutto il mondo ci invidia questi prodotti che devono essere valorizzati di più.

Ritiene che sottolineare questo tipo di eccellenza faccia ripartire il paese?

Certamente. Essere italiani è un modo di esprimere una cultura che va dal Nord al Sud del paese. Per questo bisogna conservare la nostra originalità: ci sono beni da tutelare per il loro gusto, la classe e la tradizione.

Come diventa protagonista lo spumante nelle sue foto?

Lo spumante diventa protagonista nel concetto di effervescenza, tipico anche del carattere degli italiani. L’effervescenza viene espressa dalla capacità di guardare oltre, sia nel gusto, sia nei vini, nell’arte e nelle creazioni di architetti italiani antichi e contemporanei.

Quanto l’aspetto naturalistico è percepibile nel libro?

Lo vediamo nella barca sospesa all’aria nella duna di Trapani. Questo esempio di paesaggio antico viene contrapposto allo skyline di Milano trasformato dai grandi architetti che partecipano all’Expo 2015. La cosa più importante è far conoscere tutte queste diversità ambientali.

Che macchina fotografica usa?

Adotto come mezzo il mio cuore e il mio modo di vedere il mondo.

Che tecniche fotografiche sperimenta?

Nessuna in particolare: mi baso sulla luce e sull’ambiente. La luce diventa l’inchiostro dell’immagine.

 

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