giovedì, Aprile 22

L’Italia futura secondo Casaleggio

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Attenzione a irridere uno che è riuscito a dare finalmente sostanza all’annoso tentativo di un pur eccellente attore di essere anche protagonista politico. Attenzione a prendere sottogamba uno che, facendo l’imprenditore, ha accettato di porsi come ‘Robespierre mediatico’, accettando quindi di conseguenza che tutte le proprie attività siano esaminate sin nel dettaglio: pericoloso in generale, quasi suicida in Italia dove i ‘bilanci aggiustati’ sono la merce più corrente. Attenzione a sottovalutare uno che, a mani nude e pulite, ha portato un ‘raccogliticcio’ gruppo di outsider a ottenere la maggioranza relativa dei voti alle elezioni per la Camera dei Deputati di poco più di due anni e mezzo fa. E quindi attenzione, molta attenzione a non concedere la dovuta considerazione a quanto scrive, in generale, Gianroberto Casaleggio, l’uomo che ha fatto di Beppe Grillo, Beppe Grillo: volendo si può andare a rivedere ‘il Contrappunto’ 25 novembre 2015, Fenomenologia di Gianroberto Casaleggio. E a quanto propone ora in ‘Veni vidi web’, edito in digitale da Adagio editore, della sua stessa Casaleggio Associati. Contiene brani di scritti precedenti collegati a interventi pure già apparsi in Rete. Prefazione, per l’occasione, di Federico Leonardo Lucia, cioè il rapper Fedez.

Sindacati, partiti politici, vertici aziendali, gli stessi leader, non servono. E infatti non ci saranno più. Il mondo verrà governato secondo ritmi, riti e regole della Rete. Casaleggio ne sottolinea soprattutto i possibili aspetti positivi, in grado di costruire un mondo in cui al centro sia il cittadino attivo, correttamente informato, capace di votare in maniera deliberata, non per mera appartenenza o simpatia, ma perché realmente convinto. Ponendo il singolo, la persona, al centro. Il cofondatore (e coleader, non fosse che nella sua futuristica visione questa diverrà una parolaccia) del Movimento Cinque Stelle delinea come Internet cambierà la storia del mondo, in modo «radicale e assoluto». E nell’era della Rete «solo il senso di comunità e appartenenza, il riconoscersi in valori comuni consentirà alle società di sopravvivere». Una sorta di gigantesco Meetup dei Cinquestelle, nel quale l’appartenenza prevale sul resto, come accusano i detrattori? Non solo e non tanto, come liquidatoria, comoda, autoconsolante riduzione vorrebbe.

Peraltro la sua ‘eutopia’ (utopia positiva) è qui spinta al massimo. «Petrolio e carbone sono proibiti insieme alla circolazione di macchine private. I mezzi pubblici sono gratuiti. L’emissione di Co2 è punita con la reclusione fino a 30 anni. Taxi, tabaccai, macellerie e librerie sono scomparsi. La più grande impresa del mondo produce biciclette e monopattini. Le spiagge sono libere. Gli ipermercati sono stati rasi al suolo ovunque. I beni alimentari prodotti e consumati a chilometro zero sono defiscalizzati. Le imprese di costruzione sono state riconvertite in imprese di decostruzione. Distruggono edifici e infrastrutture inutili». E ancora: «Non si possono possedere complessivamente mobili e immobili per un valore superiore a cinque milioni di euro. Ogni euro in più deve andare a favore della comunità. Chi si sottrae è rieducato alla comprensione della vita in appositi centri yoga gestiti da neomaoisti. La parola leader è diventata un insulto». Per non dire del destino riservato a ‘corrotti e corruttori’: «Esposti in apposite gabbie sulle circonvallazioni delle città». Per quanto ci riguarda vogliamo benevolmente considerare nel tutto anche una buona dose di ironia e autoironia. Sennò…

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