mercoledì, Maggio 12

L'Italia è ancora una repubblica parlamentare. Ricordiamocelo. field_506ffb1d3dbe2

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Continuo a sentire la litanìa del “terzo governo non votato dai cittadini” o “un presidente del Consiglio nominato dalla casta”, cose così. Sarà il tempo che passa, sarà che Berlusconi ci ha abituato all’idea che il leader si sceglie ma è ora di chiarirci le idee su come funziona il nostro sistema istituzionale, perché in troppi cominciano a fare affermazioni di questo tipo anche in tv.

L’Italia è una repubblica parlamentare. Se lo sta ricordando anche gente come Renato Brunetta, ora che è all’opposizione e forse ne sente “la mancanza”. Significa che al centro c’è il Parlamento, il luogo delle maggioranze di governo e delle scelte più importanti. È il parlamento che dà la Fiducia al governo, i ministri più colui che presiede l’organo collegiale che riunisce i ministri, stiamo parlando del presidente del Consiglio.

Ci hanno inculcato l’idea (anche con l’utilizzo di termini come “premier” o “primo ministro”) che ci sia un uomo al comando al governo e che noi, tramite le elezioni, lo possiamo scegliere. Mentre Berlusconi si è auto-imposto fino dal 1994, il centrosinistra ha deciso di accettare questo schema con Prodi e poi le primarie del 2005.

Questo modo di intendere le elezioni ha falsificato il senso del parlamentarismo, poiché il presidente del Consiglio dovrebbe essere scelto dalla maggioranza parlamentare senza rapporto diretto con i cittadini. Altrimenti dovremmo accettare l’idea di trasformare l’Italia in una repubblica presidenziale come gli Stati Uniti o semipresidenziale come in Francia. È in questi stati che è possibile votare il presidente e il governo, tutto a norma di legge e di Costituzione, a differenza dell’Italia.

Anche perché con questo modo di fare potremmo decidere che i partiti e le coalizioni ci dicano alle elezioni chi farebbero eleggere come presidente della Repubblica al posto di Napolitano. Così i cittadini avrebbero l’illusione di un’elezione diretta, senza che ci siano regole che permettano effettivamente tutto ciò.

Avere avuto Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi al governo non è stato un colpo di mano dell’Europa o della casta ma ciò che è previsto dalla Costituzione, a differenza della scelta degli elettori di Bersani “premier” per il centrosinistra con le primarie, un diritto non riconosciuto costituzionalmente.

 

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