venerdì, Settembre 17

L’Italia dello spazio all’Esposizione Universale di Dubai Lo spazio italiano sarà uno dei principali protagonisti di Expo 2020 Dubai e i padroni di casa sono molto sensibili al tema

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Nei mesi scorsi il Comitato esecutivo dell’assemblea del Bureau International des Expositions ha accolto la richiesta dello sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum di posticipare Expo 2020 Dubai al 2021. Una necessità della pandemia per consentire a tutti di superare la grande sfida sanitaria mondiale. Pertanto Expo 2020 Dubai si svolgerà dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022.

Paolo Glisenti, commissario per la partecipazione italiana, ha precisato che il progetto italiano sta andando avanti con la costruzione di un padiglione, convinto che Expo Dubai sarà un’occasione imperdibile per il rilancio dell’economia italiana, del Made in Italy all’estero, del turismo e dell’attrazione di investimenti stranieri verso le piccole e medie imprese innovative e le start-up italiane.

A distanza di tempo ci interessiamo a questa notizia perché nei giorni scorsi l’agenzia ‘Ansa’ ha promosso un’iniziativa per annunciare un forum a un anno che manca al via dell’Esposizione Universale. E in questi eventi lo spazio italiano sarà uno dei principali protagonisti. «C’è un’attenzione fortissima al tema, tanto che l’Expo di Dubai ha deciso di dedicarvi una settimana tematica inziale», ha detto Glisenti. E infatti, come affermato da ‘Ansa’ in un suo recente lancio, «Dalla Luna alla space economy e all’astropolitica, l’Italia dello spazio cresce e guarda al futuro portando con sé le competenze di piccole e media imprese, sempre più coinvolte nei servizi basati sui satelliti e sempre più vicini alla vita di tutti i giorni, come la telemedicina, l’agricoltura di precisione, la geolocalizzazione» .

Sono elementi concreti di una nuova veste delle attività spaziali e comprendiamo che i padroni di casa ne siano così sensibili. Dallo scorso luglio è in viaggio verso Marte il razzo H-2A realizzato dalla Mitsubishi con a bordo Al Amal, una sonda degli Emirati per studiare sia la superficie sia l’atmosfera del Pianeta Rosso, in un progetto che promette la colonizzazione nel giro di un secolo.

Tornando all’Italia, riteniamo giusto che si dia ampio margine alle notizie del nostro Paese che altrimenti potrebbero sfuggire alla visione internazionale. Ecco perchà ‘Ansa’ sta giocano un ruolo importante nella divulgazione scientifica con una regione che rappresenta un partner importante del nostro Paese, a iniziare dal tema spinoso della sicurezza di area e sicuramente per le relazioni commerciali intercorse: l’Italia ha esportato in quel Paese per 4,6 miliardi di euro nel 2019, con un saldo commerciale a nostro favore di 3,7 miliardi di euro pari a circa l’80% dell’avanzo commerciale dell’Italia con i Paesi del Golfo, con circa 600 imprese italiane presenti tra cui ENI, FCA, Fincantieri, Elettronica, Leonardo.

«Lo spazio è un abilitatore di sviluppo economico», ha affermato Luigi Pasquali, amministratore delegato di Telespazio, intervenendo al forum. A questi ha replicato Riccardo Fraccaro, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per lo Spazio: «Si sta inaugurando in questi anni una nuova era dell’esplorazione ultratmosferica, animata da una filosofia che non consiste nel dimostrare la capacità di uno Stato di riuscire ad atterrare sulla Luna, ma di andare nello spazio per riuscire a viverlo e sfruttarlo». E comprensibilmente il Sottosegretario ha ricordato quanto sancito recentemente a Palazzo Chigi: «Va in questa direzione il recente accordo di collaborazione fra Italia e Stati Uniti per Artemis, la missione dela Nasa che intende riportare l’uomo sulla Luna nel 2024».

E che sia un momento di grande cambiamento per lo spazio mondiale lo sappiamo. Dietro la mera promessa di un’apertura alla conoscenza, Unione Sovietica e Stati Uniti d’America dagli anni Cinquanta hanno disputato una delle più dispendiose competizioni tecnologiche e militari della storia dell’umanità. Prima almeno che queste capissero, come il resto del mondo industrializzato, che dallo spazio oltre che investire, si possono guadagnare fior di quattrini. Il nostro Governo ne è convinto. Secondo Fraccaro: «L’obiettivo degli americani non è dimostrativo, ma consiste nel colonizzare la Luna e sviluppare lì tutte le tecnologie e le competenze necessarie per poi andare a esplorare Marte e colonizzarlo». L’avventura, secondo Fraccaro, porterà l’uomo a diventare una specie multiplanetaria.

Grandi sfide, dunque, immaginate con le imprese più forti del settore, ma anche con piccole realtà produttive: a fine del prossimo anno, a bordo di Artemis 1, nel secondo volo di collaudo, senza equipaggio, sarà imbarcato ArgoMoon, un nanosatellite dell’Agenzia Spaziale Italiana per rilevare immagini della missione e testare i nuovi sistemi di comunicazione. Sarà l’unico modulo europeo.

Dunque, andare a presentare la propria capacità tecnologica in un territorio che da sempre è stato un luogo di conquista delle grandi nazioni industrializzate -Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna-, mostrando qualcosa che va ben oltre una potenzialità ma esprime un potere industriale concreto, temuto e spesso dileggiato dai competitor, ha un significato assai grande.
Tocca ora alla politica e alle autorità diplomatiche, dopo averne progettato l’immagine,il doverne difendere i contenuti con azioni buone e concrete. A vantaggio della credibilità del Paese e a tutela dei posti di lavoro su cui gravano gli investimenti realizzati.

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