giovedì, Settembre 23

L’Italia con Parmitano comanda la Stazione Spaziale Internazionale Il capo lassù ora è lui. Un ufficiale dell’Aeronautica Militare che viene dalla lontana Sicilia, schivo e umile come tutti i professionisti preparati

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Come stabilito da programma, il col. Luca Parmitano ha assunto il comando della Stazione Spaziale Internazionale.
Il passaggio dello scettro, da parte del cosmonauta
russo Aleksey Ovchinin, è avvenuto ieri pomeriggio alle 15.20 italiane, con un pizzico di solennità, necessaria e spettacolarizzante, ma sempre in tono con l’ambiente, una nave spaziale enorme, piena di apparecchiature e anche di moduli abitabili che, detto tra noi, sono stati in buona parte progettati e realizzati in Italia.

Dunque, il capo lassù ora è lui. Un ufficiale dell’Aeronautica Militare che viene dalla lontana Sicilia, schivo e umile come tutti i professionisti preparati. Un pilota il cui primo pensiero è stato di gratitudine verso l’Italia e l’educazione che ha ricevuto nei lunghi anni di preparazione, sia come militare che da astronauta.

Parmitano, classe 1976, ha partecipato alle missioni Expedition 60, Expedition 36 e Expedition 37, di cui adesso è il numero uno. Fino a febbraio 2020.

È il terzo europeo e primo italiano a ricoprire il ruolo. I suoi predecessori del Vecchio Continente sono il belga Frank De Winne nel 2009 e il tedesco Alexander Gerst nel 2018.

Il comandante della Stazione spaziale risponde al Codice di condotta dell’equipaggio, che prevede i compiti e le mansioni in ogni dettaglio: in particolare ha il compito di mantenere unito il gruppo, sovrintendere le operazioni di bordo e comunicare con i direttori di volo a Houston, mantenere l’armonia e l’equilibrio nella collaborazione tra i membri dell’equipaggio per far sì che la missione venga completata con successo. Buon volo, Luca. L’Italia è orgogliosa di te.

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