lunedì, Settembre 20

L’Italia alla conquista del Nuovo Mondo field_506ffbaa4a8d4

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Proprio in queste ore sono in atto gli incontri business to business tra gli imprenditori dei due Paesi con il tentativo di avviare delle idee di sinergie imprenditoriali da sviluppare nei prossimi mesi. Al centro degli interessi italiani vi sono quattro settori oggi cruciali per i piani di sviluppo e rinnovo economico del Paese del Cono Sud:

  • Infrastrutture; settore in cui proprio in questi giorni il governo argentino ha lanciato un piano di rinnovo e implementazione delle connessioni infrastrutturali tra Buenos Aires e le regioni del nord del paese (Piano Belgrano – investimento da 16 miliardi di dollari e regolato mediante gare d’appalto);
  • Agroalimentare; settore fondamentale per il paese che punta a riposizionarsi da protagonista nell’export mondiale con particolare sguardo al mercato asiatico. Un comparto, quello agroindustriale, che necessità di rinnovarsi in un’ottica di competitività internazionale e non può prescindere da un’interazione sinergica con un paese leader nel know how necessario;
  • Green ovvero energia rinnovabile dove ruolo di tutto rispetto a livello internazionale è ricoperto da Enel Green Power, un’azienda che è già ben posizionata sul mercato latinoamericano;
  • Automotive; settore rilevante in una progettualità di innovazione produttiva.

Ecco quindi i punti centrali del dialogo e di quello dei prossimi mesi, perché siamo solo ai primi passi di un’interazione che dovrà concretizzarsi se si vuole cogliere effettivamente l’opportunità di mercato palesatasi con il ripristino internazionale di Buenos Aires. Ripristino che tuttavia merita le dovute cautele perché, nel finire degli anni ’90 sullo stesso paese si nutrivano grandi aspettative per poi risvegliarsi nel 2001 privi dei risparmi investiti sul neoliberismo argentino. Occorrerà muoversi con cautela in un’economia che in concreto offre più incertezze che opportunità a partire dalla recente operazione risanatoria del debito estero.

E se l’Argentina è la grande opportunità del 2016, anche Cuba continua ad attrarre investimenti italiani e non da quest’anno. Fino al 2015 le imprese italiane operanti sull’isola caraibica erano 14 con un fatturato aggregato di oltre 14 milioni di euro e sempre fino al 2015 erano 14 le aziende che avevano inoltrato progetti di investimento per entrare nella Zona Speciale di Sviluppo di Mariel. Nello specifico parliamo di una zona franca preposta ad attrarre flussi di investimento estero con la garanzia di uno sgravio fiscale del 100% per il primo anno e successivamente del 12%. Facile intuire quanto la stessa rappresenti una grande opportunità soprattutto se si prende in considerazione la posizione geografica dell’isola e nello specifico della Zona Franca citata, che si va a collocare in linea con il Canale di Panama. In poche parole Cuba come centro strategico dal quale raggiungere tutti i mercati più importanti e che quindi giustifica i continui sondaggi delle imprese italiane del nord (recente incontro bilaterale a Padova il 22 aprile) e del sud (recente incontro il 27 aprile a Napoli) Italia. Opportunità di business che potrebbe aumentare in modo esponenziale le prospettive di profitto nel caso in cui l’embargo volga al termine in tempi medio-brevi. Prepararsi per tempo all’evento storico, potrebbe garantire un posto in prima fila nel dinamismo commerciale che ne scaturirebbe, sempre che il futuro presidente degli Stati Uniti non intenda riportare l’ideologia castrista sul banco degli imputati e condannare Cuba all’isolazionismo fino a data da destinarsi.

 

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