lunedì, Settembre 27

Liste civiche: 14 sfumature di mafia

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Un’elenco lungo quattordici nomi quella stilata dalla Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi, funzionale a constatare l’incandidabilità di determinati esponenti politici presenti all’interno delle liste elettorali relative alle prossime amministrative. Le presenze irregolari sono state tutte identificate nelle liste civiche e la stessa Bindi ha così commentato l’accaduto: «Che le liste civiche fatte nel modo che abbiamo visto siano un varco per le mafie è indubbio. Abbiamo visto nel tempo la presentazione di liste civiche nate per protesta contro la politica, ma il quasi 100% di liste civiche in quasi tutti i comuni sciolti per mafia è allarmante. Conosciamo anche liste civiche» ha proseguito Bindi: «come capacità di riscatto, non vogliamo certo col nostro lavoro delegittimare tentativi che ci sono, ma il 100% di liste civiche in quasi tutti i comuni sciolti per mafia, qualcosa vorranno dire». Successivamente ha spiegato: «I partiti  devono decidersi a prendere sul serio questa situazione. Se vogliamo estirpare la mafia, ci vogliono forze politiche chiare, che non fanno operazioni trasformistiche: ricostruendo la storia di alcune liste civiche si trovano candidati cacciati che si alleano con pezzi di avversari. In un comune, le tre famiglie di riferimento ndranghetista hanno piazzato i loro candidati ciascuna in una delle tre liste. Diano Marina potrebbe presentare un certo interesse da questo punto di vista, ma le mafie non hanno più confini. La provincia di Imperia è la sesta provincia calabrese». Dei nomi in questione 7 sono stati identificati a Battipaglia e sono: Carmine Fasano, Daniela Minniti, Lucio Carrara, Francesco Procida, Bartolomeo D’Apuzzo, Demetrio Landi e Giuseppe Del Percio:; 7 a Roma di cui 4 nel sesto, vale a dire Antonio Carone, Domenico Schioppa, Antonio Giugliano e Fernando Vendetti e uno per il consiglio comunale, Mattia Marchetti; ed infine due per la regione Calabria rispettivamente Alessandro Codispoti per San Sostene e  Carmelo Bagnato per Scalea. Al momento nessuna reazione dal mondo politico, ma l’azione della commissione va costituire un deciso segnale di trasparenza. 

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