lunedì, Agosto 2

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Guardiamo avanti. Alla ‘Collezione politica Primavera-Estate 2016’, quando, Matteo Renzi permettendo (e decidendo data del voto e dei conseguenti ballottaggi), si andrà a votare per le Elezioni Amministrative da Nord a Sud, da Milano a Napoli passando, ma non è definitivamente detto, per Roma.

Presi dal panico, o da qualcosa di molto simile, esponenti nazionali del centrosinistra e del centrodestra, e vecchi naviganti navigati bisognosi di lavoro non avendo mai lavorato in vita loro, cercano di ‘portare a casa’ il risultato, e portare a casa propria qualcosa di utile. E così le benemerite ‘Liste Civiche’ che all’origine sono state (sono, potranno continuare ad essere) strumento di fondamentale e formidabile partecipazione dei cittadini, diventano, diventeranno in molti casi, il marchio-gherminella con il quale cercare di rifarsi una faccia e gabbare gli elettori. Nascondendo ‘incauti connubi’ in vista dell’incombente ‘Partito della Nazione’, o magari più modestamente del solito ‘Partito degli Interessi’. Si tratta di fenomeno da esaminare per tempo e nel dettaglio, ché l’’eterogenesi dei fini’, in questo caso dei concetti, voler cioè perseguire uno scopo e trovarsene tra le mani un altro, è nella fattispecie di non poco rilievo. Ché, con assoluto cinismo, si prova a camuffarsi per raggiungere l’obiettivo. Siccome tutte le malattie se prese per tempo sono meno virulente e più curabili, esaminarne da subito la fenomenologia può servire ad individuare, isolare e curare, per quanto possibile, il morbo.

In una duplice modalità. Chiarirne iter e composizione, e chi e perché ne è creatore e ‘diffusore’. E, sopra tutto, provare a contrapporre ‘dinamiche virtuose’, e realmente ‘civiche’ a più o meno goffi travestimenti. In questo senso, in positivo, ci siamo già occupati dell’operato di ‘Laboratorio Italia’ (e dalle sua ‘costola ‘Laboratorio 2016’) in ‘Laboratorio Italia. Costruire, oltre le appartenenze’ ne il Contrappunto, L’Indro 2015 Novembre 9. Vale a dire del tentativo di ripartire da un nuovo, proficuo, soggetto realmente civico. Costituito su di un assetto che aggreghi, valorizzandole e modificandole, le migliori forze della limpidità di comportamento e del rigore: mutandole anche, indirizzandole ad interloquire e reciprocamente contaminarsi. Ed in grado di definire, e proporre, anche un complessivo futuro per il nostro Paese. Questo laboratorio italiano dovrebbe essere al tempo stesso diretto ad una proposta generale e complessiva di autentico cambiamento, ma nel contempo già finalizzato, appunto,  a queste imminenti, corposissime, Amministrative. Itinerari diversi che si incrociano per costruire una prospettiva politica originale. Per uscire dalla ‘religione’ politica, termine che ha appunto questa radice: delimitare, definire, e quindi escludere. Per, invece, allargare, comprendere, costruire: qualcosa di nuovo, partendo da un minimo comun denominatore e puntando al massimo comune multiplo. Di fronte, e contro, l’autocrazia renziana. Acceleratrice dei processi decisionali, a dimostrare che in questo nostro povero Paese, volendo, le cose si possono fare. Ed è un bene. Autoreferenziale e scostumatamente spregiudicata ed autoritaria, ed è un male. Gran male.

Da un lato quindi ‘Laboratorio Italia’, strumento di lavoro. Dall’altro un certo tipo di liste civiche. ‘Liste ciniche’ più che altro, che provano a nascondere la saraghina andata a male sotto un bel po’ di maionese. Ma possono pure, estrema risorsa, provare a cambiar nome. Tanto li si riconosce comunque dalle impronte.

 

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