lunedì, Agosto 2

L'israelizzazione e la negazione dell'identità palestinese field_506ffb1d3dbe2

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RabatOccupazione non è solo lotta armata, ma anche colonizzazione ideologica. Se immaginate, quindi, la forza di un’alleanza tra superiorità militare ed egemonia culturale, e poi sostituite ai due addendi l’occupazione e la colonizzazione linguistico-scolastica, otterrete la formula dell’israelizzazione condotta dal governo di Tel Aviv nei confronti dei Palestinesi. Emblematica è la situazione a Gerusalemme Est, dove l’intento di eliminare progressivamente i legami con la Cisgiordania non passa solamente dal muro di separazione costruito una decina di anni fa, ma anche dai curricula scolastici. La maggior parte delle scuole di Gerusalemme Est adottano un programma elaborato dall’AP (Autorità Palestinese); prima della creazione di quest’ultima con gli Accordi di Oslo, l’insegnamento si basava sul modello giordano.

Se da sempre i fondi di Tel Aviv destinati alle scuole palestinesi sono di gran lunga inferiori a quelli riservati alle scuole israeliane, la pressione finanziaria sulle prime potrebbe peggiorare ulteriormente. Come riportato dal quotidiano liberale Haaretz, l’anno scorso le autorità di Tel Aviv hanno appurato che  a frequentare un istituto secondario superiore con curriculum israeliano sono stati solo 1900 studenti palestinesi, ovvero intorno al 5% del totale. Decisamente troppo pochi per il Ministro dell’Educazione israeliano, Naftali Bennet, il quale, guidando anche il partito sionista La Casa Ebraica, si è detto intenzionato a «favorire significativamente ogni scuola che aderisca al programma israeliano. La mia politica è chiara: io voglio promuovere il processo di israelizzazione».

I fondi straordinari promessi alle scuole che rinuncino al curriculum palestinese dovrebbero permettere lezioni extra, particolarmente di arte e musica, oltre a corsi di aggiornamento per gli insegnanti e servizi di orientamento per gli studenti: tutte cose che attualmente mancano nella maggior parte delle scuole palestinesi di Gerusalemme Est, dove non bastano neppure le aule. Quest’ultima carenza non è passata sotto silenzio, tanto che la Corte Suprema israeliana ha imposto al Governo e all’amministrazione di Gerusalemme la costruzione di aule sufficienti per gli studenti palestinesi dei quartieri orientali della città. Un recente rapporto dell’ONG Ir Amin, ha tuttavia svelato come solo 35 aule sono state costruite negli ultimi cinque anni, insufficienti anche solo a tenere il passo con l’incremento naturale della popolazione.

L’adozione indotta del curriculum israeliano sarebbe solo l’ultimo passo di Tel Aviv per estirpare ogni traccia di nazionalismo palestinese dalle nuove generazioni. L’anno scorso, il dicastero dell’educazione aveva ventilato l’idea di prolungare la giornata scolastica nelle scuole palestinesi di Gerusalemme Est al fine di togliere i giovani dalla strada e arginare così proteste e potenziali ‘intifade’, e il medesimo Ministero già da tempo sottopone a censura parti significative dei libri di testo redatti dall’AP: niente bandiere palestinesi, niente poesie che incoraggino la lotta contro l’occupante, niente riferimenti alla ‘Nakba’, il termine arabo per ‘catastrofe’ utilizzato per indicare la fondazione di Israele nel 1948. L’adesione al programma israeliano completerebbe il quadro, negando l’identità palestinese e affermando la sacralità di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico.

Il Ministro palestinese  dell’istruzione, Sabri Saidam, ha espresso il proprio sdegno ad ‘Al Jazeera‘: «Quest’attacco al nostro curriculum scolastico fa parte della guerra di Israele all’identità palestinese, del consolidamento della sua occupazione illegale». Saidem ha anche aggiunto che recentemente Israele ha cominciato a bloccare la consegna dei testi scolastici palestinesi a Gerusalemme Est, provvedimento al quale l’Autorità Palestinese ha deciso di reagire incrementando i propri finanziamenti agli istituti palestinesi. Vista la crisi finanziaria (e politica) dell’AP, tuttavia, permangono dubbi sull’attuazione della contromossa. Isolati dalla Cisgiordania, gli studenti palestinesi di Gerusalemme Est si trovano già in una situazione critica, con scuole in numero insufficiente e molte università israeliane che li rifiutano per la scarsa padronanza dell’Ebraico: da qui alla completa israelizzazione, il passo è breve.

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