lunedì, Maggio 10

L'isola dei goduriosi

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Ieri l’attore, regista, produttore teatrale Antonello Avallone, concludendo la sua intervista per la puntata settimanale del mio album ‘L’intellettuale abita qui’, ha confessato che prevede che, a causa dell’involuzione culturale in atto, il teatro morirà, tempo una quindicina d’anni. Un break down nel 2030. Naturalmente, rimarranno le messe in scena episodiche, di teatro ‘alto’, oppure… le recite scolastiche, ma, defunti a uno ad uno i ‘grandi mostri’, per selezione naturale, chi rimarrà vivo non avrà gli attrezzi culturali per mantenere in piedi un teatro di qualità.

Dal dopoguerra ad oggi, abbiamo assistito ad una parabola culturale prima ascendente – occorreva emanciparsi dall’appartenenza alle greggi dell’analfabetismo -; poi discendente – tant’è che si è parlato di analfabetismo di ritorno -.

Con l’alibi della democratizzazione della cultura, però, non si sono innalzati gl’ignoranti alla cultura, ma si è tarlata la cultura stessa, scavandola dal di dentro, limandola a poco a poco, fino a farla combaciare, rasoterra, con l’ignoranza, sì da poter insignire di titoli di studio svuotati di significato chi non aveva mosso un passo per evolversi e rivendicava il proprio sacrosanto diritto ad essere ignorante.

Pensavo a questo quando, nel mio quotidiano setacciamento delle news apparse sul web, mi è apparsa la ‘notizia del giorno’: nella decima edizione de’ L’isola dei famosi, la prima di casa Mediaset, dopo che, per fortuna, gli abbonati RAI non si sono trovati più, come per i nove anni precedenti, a finanziare l’apoteosi del voyeurismo, quale è questo show, dovrebbero sbarcare sull’isola Nicole Minetti e Rocco Siffredi.

Non ci vuole un’immaginazione troppo maniacale e fervida per identificare l’appeal che ha la costituzione di questa coppia, una vera e proprio nave scuola delle fantasie erotiche maschili, femminili e di tutte le declinazioni che le tendenze sessuali possono assumere.

Ho letto la notizia su ‘Il Messaggero.it’, che rimbalza l’annuncio pubblicato dal ‘Corriere.it’. Probabilmente, si tratta del copia-incolla di un take di agenzia, il che conferma la teorizzazione di decadenza culturale che ho sfoderato in apertura. Pure per scrivere la fuffa ci vuole un briciolo di cervello e l’estensore della notizia ha parlato della Minetti come consigliere ‘comunale’, immemore di una valanga di notizie da cui si evince che costei, pur priva di altro bagaglio intellettuale di quello che serve a fare l’assistente di un cavadenti, ha avuto un’apparizione meteorica al Consiglio Regionale della Lombardia, dove ha partecipato alla Bengodi dei rimborsi indebiti per spese folli (compreso l’acquisto di un libro di Paolo Guzzanti, ‘Mignottocrazia, la sera andavamo a ministre’, che doveva costituire il suo livre de chevet).

Mi autocorreggo: forse, Nicole, la Madre superiora di uno specialissimo convento, quest’opera fondamentale la portava in borsa, alla bisogna, visto che non credo avesse uno chevet –comodino- fisso. Ora, sull’Isola mancheranno i comodini. Ci sarà, però, quel bel figoccione di Siffredi che, lasciatemelo dire, ormai sarà sul viale del tramonto, in quanto si avvia a grandi passi per l’età della prostata, avendo compiuto 50 anni lo scorso 4 maggio. Ma, somma sagacia birichina degli autori, a contendersi le grazie – anzi, i grazi – del Rocco nazionale, ci saranno altre donne (le partecipanti confermate, al momento, sarebbero in numero superiore ai maschietti…).

Dunque, il programma, condotto da Alessia Marcuzzi e Alfonso Signorini – che se pure, per l’indecente incidente ‘Madia’, verrà sospeso dall’Ordine dei Giornalisti, non perderà il titolo a fare il Grillo Parlante da show – partirà il prossimo 26 gennaio, con un cast sbilanciato, probabilmente in previsione del fatto che Siffredi, date le sue misure monumentali, varrebbe per tre. Ma si prospetterebbe anche la presenza di Alberto Tomba… quien sabe?

Come un cavolo a merenda è spuntato fra i naufraghi anche il Collega Pierluigi Diaco, che non mi pare questo gran tombeur di qualsiasi cosa e, probabilmente, sarà usato come ortica urticante e stimolo polemico. Sempre che non venga lapidato dagli altri a colpi di noci di cocco.

Potenziali rivali di Nicole sono Francesca Cipriani, ex concorrente de’ ‘La Pupa e il Secchione’, ottima metafora della mia tesi sull’atrofizzazione degli intelletti deputati all’apprendimento; la ‘Velina mora’Alessia Reato; l’ex opinionista di ‘Uomini e donne’ Angela Favolosa Cubista e l’attrice degli anni ’80 Serena Grandi, assurta alla notorietà grazie al fatto di essere stata una Musa di Tinto Brass, in virtù delle sue forme giunoniche (se volesse farle concorrenza per i suoi avantreni, la Minetti, più che al chirurgo plastico, dovrebbe ri-rivolgersi al … gommista). Dopo un’eclissi dovuta ad una vicenda giudiziaria poco commendevole, la Grandi è tornata a recitare in cinema e in TV e, l’anno scorso, ha partecipato all’apoteosi del film di Sorrentino ‘La grande bellezza’, in cui ha ricoperto una parte di rilievo.

Personalmente, questa sua adesione al cast dell’Isola dei famosi mi pare una retromarcia, ma… che s’adda fa’ ‘ppe campa’! Anche lei avrà le sue cartucce da sparare col maggiorato Rocco, che ha appena sei anni meno di lei, giacché mica è una tardona! La mia difesa del suo appeal è del tutto interessata, giacché siamo quasi coetanee e, pur se non ambisco a nessun ‘maschio professionista’, quale è l’ortonese Siffredi, non ci ritengo affatto in disarmo. D’altronde, un ruolo di successo interpretato nel 2010 da Serena Grandi è stato appunto quello di una morbida, accattivante zia del protagonista di ‘Una sconfinata giovinezza’ di Pupi Avati.

C’è, infine, al momento un solo altro protagonista del programma di Canale 5 (e dai nomi di contorno, si vede che c’è stata una certa spending review, pescando nelle scuderie di casa…) che non ho nominato, giacché non lo conosco – fo’ come l’Aretino secondo l’epigrafe di Paolo Giovio… – ovvero il rapper del Club Dogo, Guè Pequeno… illuminatemi!!

Se il fil rouge (mai quanto in quest’occasione il termine calza alla perfezione…) è sull’hot spinto, non dimenticherei di coinvolgere nel casting Eva Grimaldi. Certo, è reduce di Pechino Express, ma la sua performance smutandata a ‘Quelli che il calcio’ la rende una candidata ideale anche per l’Isola…

Già circolano, in realtà, rumors da Segrate, sede di Canale 5 che, dopo la bi-condanna, la Minetti sia stata accantonata. In verità a me pare una grande ingiustizia… all’origine di tutti i suoi guai c’è proprio il Motore Immobile di Mediaset!

Se Nicole fosse rimasta  fra fili interdentali e bicchierini di colluttorio, infatti, almeno le sarebbe rimasta pulita la fedina penale! L’essere assurta a ruoli di front line l’ha inebriata, facendola sentire intoccabile, onnipotente… roba che è un copione ricorrente.

 

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