giovedì, Settembre 23

L’Isis vota Le Pen?

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Ieri sera, 20 aprile 2017, un altro attentato terroristico rivendicato dall’Isis ha scosso la Francia in uno dei luoghi nevralgici di Parigi: gli Champs-Elysèes. Sembra che l’attentato sia stato progettato da due fondamentalisti islamici: Karim Cheurfi, 39 anni, parigino e Abu Yusuf al Beljiki,  ‘il belga’. L’attacco vero e proprio, però, sarebbe stato portato avanti solo da Karim Cheurfi, che ha sparato con un Kalashnikov sulla polizia, uccidendo un agente, ferendone altri due. Tutto ciò è successo a tre giorni delle elezioni presidenziali francesi, mentre sul canale ʹFrance 2ʹ andava in onda l’ultimo dibattito elettorale.

In una Francia ormai terrorizzata dagli attentati dell’Isis, in cui il populismo di Marine Le Pen dilaga facendo forza sulla componente islamofobica dell’elettorato, come inciderà l’ennesimo attacco rivendicato dall’Isis sulle elezioni? Le Pen potrebbe giovarsene? L’Isis ha ideato questo attacco per rafforzare il potere della Leader del ʹFront National!ʹ?

Per comprendere le dinamiche che hanno spinto l’Isis ad agire per l’ennesima volta in Francia abbiamo chiesto il parere di Marco Lombardi, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano presso la facoltà di Lettere e Filosofia; autore di moltissimi libri sul terrorismo islamico oltre che direttore di ITSTIME, centro di ricerca sul terrorismo e sicurezza del dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica.

Lombardi spiega che l’Isis ha un piano ben chiaro in mente, che è quello di creare un clima di forte instabilità politica per rafforzare la radicalizzazione islamica ed europea: “la trappola dell’IS è quella di rafforzare il nemico da combattere, per spronare la popolazione islamica ad unirsi sempre di più. Daesh ha saputo capire con quali mezzi del conflitto entrare nei processi politici europei: la sua strategia per impattare sulle elezioni francesi è quella di rafforzare e radicalizzare il suo primo nemico, ovvero il ʹFront National!ʹ di Le Pen”.

 

L’attentatore armato di Kalashnikov, forse conosciuto già dalla polizia francese per un omicidio compiuto nel 2001, ieri ha seminato il panico a Parigi. Come influenzerà questa azione terroristica le imminenti elezioni?

Questa situazione in Francia ricorda molto l’attentato che l’11 marzo 2004, tre giorni prima delle elezioni spagnole, colpì le stazioni madrilene di Atocha, El Pozo, Santa Eugenia. Alfredo Aznar, candidato del Partito Popolare in testa a i sondaggi, nei tre giorni precedenti le elezioni perse tutta la propria credibilità politica, poiché non seppe gestire la situazione d’instabilità creata dall’attacco terroristico. Dunque, spiegare in dettaglio come questo attentato dell’Isis influenzerà le dinamiche elettorali francesi non è facile ma, facendo un parallelo con le elezioni spagnole del 2004, sicuramente avrà un impatto forte. Qualche cosa è già stato detto pochi giorni fa, quando  a Marsiglia è stato sventato un attacco terroristico di matrice islamica. Se torniamo indietro a tre giorni fa, proprio in merito all’attacco sventato sono nati una serie di dibattiti televisivi, in cui l’argomento dominante verteva sul pericolo neutralizzato, che molto probabilmente avrebbe causato una forte instabilità politica, in grado di interferire in maniera netta sulle elezioni presidenziali. Purtroppo, il sospiro di sollievo che era stato tirato in questa occasione non è durato a lungo e tutti i discorsi di sventato pericolo sono stati rimessi in discussione. Se vogliamo possiamo dichiarare paradossale la situazione in cui si trova la Francia: tutto ciò di cui si parla oggi è stato già detto nei dibattiti francesi in merito allo sventato attacco a Marsilia.

Le Pen potrebbe strumentalizzare l’attacco a suo vantaggio?

Dunque, già tre giorni fa i politologi avevano detto che, se l’attentato di Marsiglia non fosse stato neutralizzato, molto probabilmente la situazione sarebbe andata a vantaggio di Le Pen, sostenitrice del movimento nazionalista francese. Se i ragionamenti riferiti ad un possibile attacco di matrice islamica erano veri tre giorni fa, possiamo dire che lo sono tutt’oggi, giorno in cui si è realizzato ciò che si era solo paventato. Da qui a dire che Le Pen userà tale attacco a proprio vantaggio non possiamo saperlo.

L’IS ha voluto appositamente avvantaggiare il ʹFront Nationalʹ di Le Pen?

Sicuramente l’obiettivo dello Stato Islamico è quello di avviare una doppia radicalizzazione: da una parte cerca di fomentare la popolazione islamica, per far sì che questa porti avanti la causa di Daesh; dall’altra parte la radicalizzazione è spinta anche nei confronti di chi si oppone allo Stato Islamico, nel senso che la logica di Daesh è quella di creare un nemico a tutti i costi, affinché il conflitto possa andare avanti. Il nemico, nel caso francese, risiede nella chiusura islamofobica di Le Pen: la trappola dell’IS è quella di rafforzare il nemico da combattere, per spronare la popolazione islamica ad unirsi sempre di più. Sicuramente questo attacco non è stato macchinato all’interno della Francia, ma molto probabilmente Daesh ha saputo capire con quali mezzi del conflitto entrare nei processi politici europei. Daesh è un gruppo preparato che conosce benissimo le dinamiche culturali e politiche europee, la sua strategia per impattare sulle elezioni è quella di rafforzare e radicalizzare il primo nemico francese, ovvero il ʹFront National!ʹ di Le Pen.

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