martedì, Ottobre 19

L'ISIS elemento di terrore internazionale field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Beirut – Il Libano, la Turchia, la Francia, l’Iraq, lo Yemen, la Siria e gli Stati Uniti sarebbero prove sufficienti del fatto che l’ISIS ha ampliato con successo le sue operazioni e che sta ora guidando indipendentemente attacchi coordinati in tutto il mondo. Sembra che l’organizzazione non stia più operando sotto un’unica guida, ma ha sostituito al-Baghdadi con degli ‘scout leader’ che guidano diverse cellule sparse nel mondo.

Quello che sembrava essere un elaborato piano per determinarsi come uno Stato Islamico con specifici confini -a partire da Mosul in Iraq- e una Nazione schiavizzata, si sta lentamente trasformando in singoli attacchi indipendenti, con lo scopo di instillare terrore e non necessariamente portare avanti il piano iniziale.

Lo Stato Islamico era stato inizialmente creato per combattere i Governi e stabilirne uno suo. Ora che questo sembra inverosimile, è diventato un ‘terrorismo di guerriglia’: attacchi pianificati, ma mirati a civili che stanno cenando o per le strade; ma, facendo così, ha anche spronato una cooperazione internazionale militare e diplomatica che, fino ad allora, era a un punto morto.

Quella che è apparsa come una guerra fredda tra il mondo e le potenze regionali dall’inizio della crisi siriana nel 2011 è di nuovo visto come una guerra contro il terrore. I fallimenti diplomatici tra le potenze mondiali hanno spinto il mondo in un limbo, con uno status quo che permette all’ISIS e alle sue ramificazioni di guadagnare tempo per espandersi.

L’ISIS aveva cellule dormienti in vari Paesi, ma l’alto livello di sicurezza e vigilanza ha spinto queste cellule a essere ancora più silenziose. Nonostante ciò, i massicci flussi internazionali di migranti hanno fornito all’ISIS una nuova opportunità: un piano di viaggio sicuro.

Le ultime esplosioni in Libano e a Parigi, il 12 e il 13 novembre 2015, sottolineano rispettivamente la nuova strategia dell’ISIS: infiltrarsi tra gli immigranti e i rifugiati, facilitando in questo modo i movimenti internazionali dei suoi jihadisti. Lo scopo apparente è di rompere le barriere internazionali e forse persino di dare inizio a un sistema interno di disintegrazione, con cui la disperazione e la paura dei migranti e delle comunità islamiche stabilitesi in Europa causeranno lotte tra le comunità e instilleranno in ogni società la mentalità tribale ‘se non li uccidiamo noi per primi, ci uccideranno loro’. Sebbene la Francia ha ufficialmente ristabilito il controllo dei confini, la paura sembra essere un campanello d’allarme.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->