martedì, Settembre 21

L’ISIS e il suo effetto collaterale letale

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L’evoluzione dell’ISIS ha reso operative e radicate le peggiori delle già brutte e violente interpretazioni wahabite dell’Islam, sebbene il Wahabismo saudita non difenda direttamente la violenza. La violenza è la logica finale della denuncia e della delegittimazione (takfir) di altri musulmani, anche se l’Islam professa che nessun musulmano può giudicare la fede di un altro musulmano, soltanto Dio può.

Il ruolo significativo dei curdi sulle barricate contro il vicino ISIS ora ha portato la politica estera turca in direzioni ancor più pericolose, ossessive e autoritarie.

Ciò che distingue l’ISIS da altri gruppi terroristici guidati da un’ideologia simile sono proprio le pretese territoriali e statali.

Attenzione: anche se una vasta coalizione internazionale riuscisse a distruggere l’ISIS come istituzione in Siria e in Iraq, non ci si può aspettare che cessi il terrore proveniente dal Medio Oriente. Ciò non accadrà fin quando non saranno risolte le cause più profonde della crisi politica musulmana. Ma una coalizione potrebbe smantellare il territorio statale formale dell’ISIS con le sue infrastrutture. La soluzione politica internazionale in Siria diventerebbe, a quel punto, più praticabile.

Da ultimo, sì, il Medio Oriente ha disperatamente bisogno di un programma di riforme. I musulmani, però, non saranno in grado di portarlo a termine nel bel mezzo di guerre, uccisioni, interventi e dittature esacerbate.

Questi sono i motivi dell’urgenza di un’azione internazionale. Il terrorismo non scomparirà  una volta distrutto l’ISIS. Non si possono bombardare ambienti radicalizzati o i lamenti di anime addolorate e invisibili. Ma l’ISIS in Siria cesserà di essere un punto di raccolta e riferimento geografico. La Siria alla fine sarà forse in grado di tornare a essere uno Stato, seppure miseramente amministrato.

Per molti è rassicurante rintracciare la causa del problema nell’Islam piuttosto che nei problemi di tipo politico, sociale ed economico intrinseci alla Regione. La vera domanda è: quando Oriente e Occidente si occuperanno delle specifiche componenti di rabbia e ostilità tra le due parti, tanto complesse e di lunga data? La presenza dell’ISIS ha esacerbato il ‘conflitto di civiltà’ più di ogni altra cosa dall’11 settembre (ma le frizioni tra Oriente e Occidente non sono certo cominciate l’11 settembre).

 

 

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