martedì, Settembre 21

L’ISIS e il suo effetto collaterale letale

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Quel che è peggio è che in tutta Europa, in Nord America e anche oltre, l’ISIS e i suoi attacchi riportano a galla impulsi visceralmente anti-immigrazione. È questa la realtà: la fuga da vaste parti del mondo sarà il segno distintivo di questo secolo, fatto di gente che scappa da disagio, povertà, guerra, epidemie, ingiustizia, disperazione, disastri climatici. Non è questo il momento, specialmente nelle società basate in gran parte sugli immigrati come gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia, per indurire il cuore di fronte al fenomeno dell’immigrazione. Andrà gestita, affrontata con ingegno alla fonte, e richiederà maggiori risorse, ma la migrazione di massa sta arrivando.

Il flusso di rifugiati ora causato dall’ISIS rappresenta una minaccia profonda e a lungo termine per la natura dell’esperimento europeo, che è di certo un segnale d’innovazione nella storia politica umana. Semplificando, l’Unione Europea, nel tentativo di fornire riparo, servizi sociali e integrazione, si ritroverà rapidamente e con semplicità adaffondare‘. Le società europee rappresentano entità socio-culturali molto diverse e separate, e relativamente piccole e fragili di fronte a picchi massicci di rifugiati. Le popolazioni e i territori europei sono piccoli, densi e assai integrati culturalmente. Ci sono soltanto un’Olanda, una Polonia o una Norvegia a questo mondo, non possono essere replicate altrove. L’Europa, e specialmente la Germania di Angela Merkel, ha compiuto nobili sforzi per promuovere l’immagine di un’Europa dell’accoglienza, ma la capacità ricettiva dell’Europa è assai limitata. L’esperimento di civiltà è a rischio.
Inoltre, Angela Merkel, forse l’unico adulto responsabile che sia oggi al potere in Europa, è minacciata dal contraccolpo per i suoi generosi valori pro-immigrazione. Se cade lei, l’Europa si ritroverà molto più povera e pericolosamente cieca.

Nel frattempo, l’ISIS è al lavoro per radicalizzare, in Occidente e altrove, una giovanissima, seppure esigua, generazione di giovani musulmani delusi che bramano l’autenticità musulmana, la restaurazione del potere e del principio di statualità e il ritorno ai valori ideali dell’antico Islam. Purtroppo per loro, non troveranno ciò che cercano nello Stato Islamico, e molti moriranno nella ricerca. Ma è più semplice migrare verso una struttura di ‘Stato islamico’ che unirsi ad al-Qaeda da qualche parte sulle montagne dello Yemen.

Ora l’ISIS ha trasformato la Siria in una laboriosa cabina di pilotaggio per decine di Nazioni che sul suo suolo combattono una guerra per procura, cosa che non era riuscita a fare nessun’altra organizzazione terroristica. Ha esacerbato lo scontro Russia-Occidente (senza che ce ne fosse bisogno) tanto che potremmo guardare ai Balcani come alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. La recente irresponsabile volontà di Recep Tayyip Erdogan di abbattere un aereo russo al confine, apre prospettive estremamente pericolose di uno scontro ancor più aspro, anche solo per errore. Fortunatamente, la pericolosa offerta per un pieno sostegno alla NATO è fallita.

La Russia, ovviamente, ha innegabili interessi in Siria, fondati e di lunga data. Ma il suo nuovo ruolo in Siria (potenzialmente positivo) è alimentare il contingente profondamente anti-russo a Washington, per il quale l’idea di un ruolo militare della Russia in Medio Oriente è un affronto ideologico al dominio americano nei cieli e nelle terre medio-orientali. Nessun’altra organizzazione terroristica era arrivata a tanto.

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