venerdì, Maggio 7

L’ironia che non c’è La potenza caustica dei sussurri ironici di Mario Draghi si scontra contro l'incapacità dei politici italiani di capirla, loro al massimo, sono sarcastici, ironici no di certo, e non parliamo dell'incapacità dei media

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Dicono, che una delle caratteristiche principali che distinguono gli uomini dalle altre specie animali è la capacità, unica infatti, nell’uomo (indipendentemente dal sesso, per favore, e dal colore, per favore, e dalla religione, per favore, siamo seri!) di ridere. Poi, invero, tra gli uomini, dotati di quella capacità, ci sono quelli che sanno anche ridere o sorridere di sé stessi, che sanno guardarsi e quindi guardare gli altri, ‘dall’esterno’, con distacco, con (parola ignota a moltissimi e a tutti quelli di cui dirò tra poco) ironia. Che è cosa diversa, molto diversa dal sarcasmo.

Per capirci e fare un esempio, uno solo, Beppe Grillo è solo (e nemmeno molto spesso) sarcastico, Renzo Arbore è ironico. E quindi, mentre Grillo nomina un tale a consigliarlo sulla transizione ecologica e sulla decrescita felice, cioè a lavarsi meno eccetera (chi non ricorda quei tali che ci raccomandavano e raccomandano di non tirare lo sciacquone e di lavarci, con una breve doccia ogni tre giorni, e magari lasciarsi crescere la barba, che è il massimo del risparmio energetico!) se parla di ecologia è noioso e non ha effetti nonostante i consulenti … barbuti, Arbore con una battuta di sei secondi fa più all’ecologia di sei mesi di urli grilleschi.

Ebbene. Leggo: «Dobbiamo stare di più nella società. Ho avuto contatti con lui per la scuola di politica, ma non posso dirmi amico di Letta. Però lo sono di sua mamma, che lavorava nell’università dove studiavo. Quando si stava decidendo il cambio mi ha dettodobbiamo dare una mano a Enricoe io non mi sono sottratto». Autore, il vice-Letta Giuseppe Provenzano (barbuto) a proposito di Letta. Non so, né mi curo di andare a controllare, se lo abbia detto non dico ridendo (l’idea di Provenzano che ride è contro natura) ma sorridendo sotto i baffi, e ignoro perché studiasse all’Università. Ma comunque ditemi voi se uno può dire una cosa del genere. Non so a quale corrente appartenga Provenzano, ma certo un colpo basso più basso di così a Letta era difficile darglielo. Ora lo sappiamo tutti: Letta è segretario del PD oltre che per i ben noti e conclamati motivi (invero imperscrutabili), perché la mamma lo ha raccomandato, certo non solo a Provenzano, ma a lui di sicuro, e quest’ultimo, fedele alla parola data alla mamma di Letta, ne è diventato il … badante? Quando si dice, i retroscena della politica o anche, dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande mamma!
Confesso che mi turba assai questo modo di trasformare la politica in un fatto familiare e la vita familiare, e magari intima, in politica o anche solo comunicazione pubblicitaria di sé stessi.

Sarà che avendo ormai un Mario Draghi che parla poco, che giustamente non vende pentole e nemmeno materassi, come suggerisce la professoressa Sofia Ventura, ormai i giornali non sanno più tanto bene cosa dire. Hanno strillato (Travaglio ancora strilla, ma a lui non basta mai) per giorni perché Draghi non parlava e ora ha parlato e tutti lì a commentare le esitazioni, i sospiri, le occhiate ‘infastidite’ a quel povero diavolo che gli ha messo davanti un microfono e che, dice la stampa che conta, è stato incenerito con lo sguardo. Il fatto è che detto questo, ti devi arrampicare sugli specchi per trovare da commentare qualcosa su ciò che dice e non dice Draghi. Ivi compresa, eccola lì, l’ironia (da pochi colta, la maggior parte l’ha intesa come una strigliata, ma tanto parlare di ironia a un giornalista italiano è come parlare di corda in casa dell’impiccato). L’ironia, dicevo, di quella frasetta sulle bandierine, dove oltre l’ironia c’era una dose da cavallo di sferza, era sferzante quel commento, mordace, terribile … ma detto così bene, con quel sorrisetto appena accennato, quasi di scusa. Peccato che i destinatari non lo abbiano certo capito.

Eh sì, tranquilli lo ricordo benissimo che l’altro giorno ho scritto peste e corna della decisione di Draghi di fare quel condono e confermo tutto, parola per parola, ma resta il fatto che, avendone Draghi smontato la gran parte degli effetti ed avere ‘ceduto’ solo per salvare la faccia a Salvini (che la pagherà, questa cosa!) e dare un contentino agli stellini (che non so come faranno a vendersela quella bruttura) si è preso la grande soddisfazione di sbeffeggiarli un po’, con eleganza e … tranquillità: ma quanti, ditemi la verità, quanti dei politicanti nostrani hanno colto la potenza caustica di quel sussurro? Forse, al massimo Provenzano, se ha fatto in tempo a parlare con la mamma di Letta, anzi del ‘dotto Letta’.

Ma, come dicevo, a parte queste cose non c’è moltissimo da dire da parte della nostra stampa e non solo … ci avete fatto caso?, da quando è arrivato Draghi le trasmissioni di chiacchiera politica le fanno iconduttori‘, sempre più soli e spauriti: tra poco si inviteranno a vicenda, anzi, hanno già cominciato. Ormai i pezzi da novanta sono i virologi, esuli e non, asfissianti e saputi, e pieni di ‘lo avevo detto’, ‘vi avevo avvertito’, ‘certo non finirà prima di Natale’ … ma quando stanno in un laboratorio quelli lì?

E così, dopo esserci beati dei sussulti politico-amorosi di Meb e della sua frangetta, oggi i giornali sono pieni delle vicissitudini amorose di Selvaggia Lucarelli, che spara a zero contro il marito (o compagno), pessimo: lo dice lei, eh, io manco so chi sia. Quello che so, anzi, che mi domando, è perché mai uno debba andare a raccontare certe cose alla stampa e alla TV, per di più dicendo che gli ha rovinato i rapporto col figlio … se poi quello, quando sarà cresciuto, la sgozza nel sonno, sapremo di chi è colpa. Naturalmente, nel caso di specie, è l’uomo asfissiante quello da condannare, la donna mai, lei è l’angelo del focolare, come vogliono in Lombardia Fontana e Moratti! Ecco, confesso, da Selvaggia Lucarelli, e dalla sua penna e dalla sua lingua, mai tenere, mi sarei aspettato una sequela di improperi a chi ha concepito quell’osceno questionario. Che naturalmente è colpa di altri. Di chi lo ha tradotto, di chi lo ha stampato, di chi lo ha pensato … mai di chi lo ha fatto e mandato in giro.
Per carità, scaricare barili è la principale attività dei nostri politicanti. Non a caso la mitica Mariastella Gelmini, quella che dopo avere distrutto l’Università e avere viaggiato nel tunnel Ginevra-Gran Sasso, oggi dice giuliva, che se qualcosa va male nella sanità lombarda la colpa è di quelli di prima. È sempre così, sempre e da sempre.
Però, appunto, la notizia che apprendiamo in prima pagina sui giornali per cui la ex Ministro Teresa Bellanova è felice col compagno (o marito, non ricordo) del quale si è innamorata come un colpo di fulmine, ci rasserena, perché ci mostra che la vita riserva sempre qualcosa di buono e se sei un ‘vip’ la vai pure a raccontare ai giornali … e c’è chi ti sta a sentire e pubblica la notizia.
Come quella del genio della scrittura italiana Gianrico Carofiglio che, eroicamente, fa la prova di un vaccino nuovo … che eroe! E se gli hanno rifilato il placebo? Però, sempre meglio di Andrea Scanzi che si è trovato per caso a fare un vaccino avanzato, trovato lì per strada, per non buttarlo che diamine … che, già, che?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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