giovedì, Maggio 13

L'inutile violenza sulle donne Intervista ad Annamaria Zucca ed Elena Bigotti, che si battono per la difesa delle donne

0
1 2


Abbiamo intervistato alcune realtà in Italia che aiutano tutti i giorni, e non solo il 25 novembre, le donne che incorrono in violenze domestiche o in stupri. Annamaria Zucca, Presidente della ‘Libera Associazione per le donne d’oggi – Donne e Futuro Onlus‘ di Torino, ci ha spiegato i fini e i risultati della sua associazione: “Noi partecipiamo a progetti europei che riguardano anche la violenza che subiscono gli uomini”, esordisce Zucca, “e riguardo al discorso della giornata contro la violenza sulle donne dico che serve tutto, anche giornate del genere. La violenza è un fenomeno troppo esteso e mancano delle iniziative che potrebbero far diminuire questo processo di crescita delirante: adesso, inoltre, tutto il mese di novembre è dedicato al contrasto della violenza sulle donne e questo è un grande passo in avanti per tutti noi”.

I centri anti-violenza come il nostro combattono questo fenomeno tutto l’anno”, continua la presidente della Onlus, “e il lavoro di sensibilizzazione sta aumentando sempre di più. Noi accogliamo le donne nel nostro centro, offrendo servizi come ascolto, prima accoglienza, consulenza legale e sostegno psicologico. Assistiamo anche donne che si trovano in pericolo, garantendo l’anonimato”. Sul fatto delle ripercussioni sui figli delle violenze dei genitori, Zucca afferma che “il benessere psicofisico dei bambini viene messo in pericolo da questi atti che avvengono in casa. Finalmente se ne parla, anche per quello che riguarda i bambini. Ricordiamo che la responsabilità del danneggiamento non è imputabile a chi la subisce, come nel caso delle madri, ma solo a chi la compie”.

Il fatto di denunciare episodi di violenza è molto dibattuto dai centri anti-violenza. Quello di cui Zucca è Presidente non obbliga le donne a denunciare, ma le assiste giorno per giorno: “Siamo convinti che la donna debba decidere da sola quello che deve fare, e se tra queste azioni che la donne vuole fare c’è anche la denuncia noi la assistiamo, ma la denuncia non è un elemento essenziale perché la donna non deve avere tutte queste responsabilità: un reato è un reato e basta”.

Abbiamo raggiunto telefonicamente anche Elena Bigotti della ‘Associazione Telefono Rosa‘, l’Associazione Nazionale costituita da volontarie che aiuta da anni le donne vittime di violenza e i loro bambini proteggendoli e lottando al loro fianco: “Non serve una singola giornata per combattere la violenza”, ci dice Bigotti, “ma un approfondimento duraturo. Noi lavoriamo in connubio con l’Università di Torino per fare almeno dieci giorni di eventi, e non solo una giornata, fino al 5 dicembre. Cerchiamo di legare la parte legale del Telefono Rosa e quella meno istituzionale dell’Ateneo”.

Sul problema dei bambini che sono vittime delle violenze domestiche, Elena Bigotti afferma che “noi ci occupiamo della violenza contro le donne ma, visto che le donne curano e crescono i bambini, la violenza contro le donne diventa violenza contro i bambini. Noi, però, lasciamo che se ne occupino le associazioni che abbiano come scopo la salvaguardia dei bambini, tema comunque importantissimo all’interno delle famiglie italiane”.

L’importanza della tutela di donne e bambini delle famiglie italiane è un pilastro fondamentale della società civile italiana e mondiale. Gli Stati Uniti, ad esempio, per la cura e la tutela delle donne che subiscono violenza spendono circa 5,8 miliardi di dollari. Forse dovremmo prendere esempio e tutelare maggiormente donne e bambini, spesso vittime ignave della violenza maschile.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->