martedì, Aprile 20

L'iniziativa dei 58 field_506ffb1d3dbe2

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Il 9 dicembre l’Acropol Theater di Atene era pieno di gente fino allo stremo. Tutti i posti occupati, gente in piedi in ogni angolo, addetti alla sicurezza costretti a respingere molti dei quali volevano entrare per assistere all’evento. No, sul palco non ci sarebbe stata una rock star o un attrice famosa, ma la riunione d’introduzione ad un nuovo gruppo politico “The Initiative 58”, una forza centrista formata da molti intellettuali ed esponenti della cultura greca, che promette di ridare speranza alla Grecia.

Dal palco Nikos Alivizatos, uno dei fondatori del movimento ha accolto i partecipanti con ottimismo e positività asserendo che tutti i presenti «sono qui in quanto condividono l’idea che la politica greca abbia bisogno di un movimento democratico e progressista, ed è questo quello che vogliamo creare». Ciò a cui Alivizatos si riferisce è la costituzione di un movimento che riprenda le basi di quello che in Italia nel 1995 era L’Ulivo di Romano Prodi, una forza di centro che sia capace di andare al di là delle polarizzazioni che oggi paralizzano la politica greca. 

Dallo scoppio della crisi, infatti, ogni scontro tra i maggiori schieramenti politici ha fatto perno sulla contrapposizione tra pro-Memorandum (l’accordo raggiunto tra il governo di Atene e i creditori internazionali per il risanamento dell’economia), di cui fanno parte i partiti che sostengono il governo, e contro-Memorandum, di cui fanno parte i partiti dell’opposizione. Fino ad ora, secondo i sostenitori di The Initiative 58, tutto il dibattito politico, anche quello su temi importanti come salute ed istruzione, è stato oscurato dalla contrapposizione degli schieramenti sulla questione dei rapporti con la Troika e l’Europa. Per questo, dinnanzi ad una situazione tanto drammatica quanto sterile, 58 personalità della politica e della cultura hanno deciso di farsi avanti, consapevoli del fatto che per far uscire la Grecia dalla crisi non basta il risanamento dell’economia se prima non si rinnova il sistema politico. Così è nata The Initiative 58, un gruppo che non vuole essere un nuovo partito politico, ma un movimento che vuole attrarre intorno a sé forze minori e personalità di centro-sinistra per sviluppare una prospettiva che vada al di là di quelle presentate sin ora. Nel documento di presentazione del gruppo infatti si legge «L’epoca dei Memorandum sembra essere finita. La ferita della polarizzazione nazionale non sarà cancellata facilmente e ci vorrà molto coraggio e molto lavoro da parte di tutti per la riconciliazione».

L’auspicio è quello di formare un terzo polo tra il partito conservatore di Nea Democratia e la sinistra di SYRIZA, ciò che effettivamente i 58 vorrebbero ottenere è convincere le formazioni minori, come il PASOK o DIMAR, a convergere in un nuovo schema, che possa essere innovativo e attraente per un elettorato stanco delle polarizzazioni esistenti. L’organizzazione, secondo i firmatari, potrebbe essere creata nei prossimi mesi prima delle elezioni amministrative di giugno per mezzo di un’Assemblea Costitutiva che diventerebbe il centro di elaborazione di un programma di “ricostruzione nazionale”. Intanto, il 25 febbraio The Initiative 58 ha annunciato la fondazione del “Democratic Progressive Faction”, il movimento che parteciperà alle prossime elezioni europee come punto di raccordo tra i socialdemocratici, i democratici di sinistra, i centristi  liberali, i verdi e le forze progressiste pro-Europa.

La convergenza delle forze del centro-sinistra dovrebbe avvenire senza mettere in pericolo la stabilità politica che costituisce un presupposto per la ripresa economica del Paese. Detto ciò i fondatori del gruppo lasciano intendere che non vogliono prendere le le distanze dal governo attuale, ma anzi lo invitano a considerare la loro proposta come una scelta strategica nei confronti di Syriza, il maggiore partito della sinistra greca. Syriza dal canto suo, sembra che per ora guardi alla proposta dei 58 con una certa indifferenza, anche se fonti vicine al partito esprimo preoccupazione per l’eventuale formazione di un nuovo gruppo di centro-sinistra che potrebbe togliere voti al partito.

Chi c’è dietro a questo movimento? Da quali figure è spinto? La maggioranza dei 58 è composta da figure provenienti dai campi della cultura, del giornalismo, delle scienze politiche: tra i fondatori abbiamo già evidenziato il ruolo di Alivizatos, professore di legge all’Università di Atene e noto costituzionalista; vi è poi Yannis Voulgaris, politologo e storico che ha spesso scritto sulla politica della sinistra italiana. Ma a seguire il movimento e appoggiarlo vi sono anche importanti figure politiche, come il leader del PASOK, nonché Vicepremier e Ministro degli Esteri, Evangelos Venizelos. Dopo aver perso il grosso del proprio elettorato a causa dell’appoggio al governo Samaras e alle misure di austerity, e dopo il magro risultato riportato alle ultime elezioni, il PASOK sta cercando una rinascita e il suo leader vede nell’Initiative 58 un’occasione per ripartire. Fotis Kouvelis, il leader di Sinistra Democratica, l’altra formazione politica di centro-sinistra, si è invece detto contrario all’iniziativa dei 58 se verrà accettato il sostegno di Venizelos che, a suo dire, è complice di Samaras nell’aver accettato passivamente le politiche del Memorandum e messo in atto molte misure di austerità.

Proprio questa vicinanza del PASOK alle posizioni del governo ha portato il nuovo movimento a distanziarsi dal partito socialista di Venizelos questa settimana. Dopo una serie di riunioni concitate, Voulgaris, alla guida del gruppo non allineato con le visioni del PASOK, ha chiamato Venizelos confermandogli che l’Initiative non prenderà parte alla collaborazione con il suo partito. Un colpo duro per il Vicepremier il cui partito alle ultime elezioni ha preso solo tra il tre e il cinque percento dei voti. Questa scelta non è stata però ben accolta da altre fazioni interne ai 58, e già si è iniziato a parlare di scissione. In ogni caso hanno fatto sapere che il movimento parteciperò alla conferenza dell’Euro Parlamento dell’8 e 9 marzo, nel tentativo di ricreare un fronte di sinistra democratico, che possa dare sostegno ai Socialisti Europei, ma non al PASOK.

E’ indubbio che il panorama politico greco abbia bisogno di un grande movimento centrista che possa contrastare il conservatorismo nato in questi anni sia a destra che a sinistra. Questo potrebbe contribuire a ridefinire il ruolo del Paese nell’Unione e magari dare stabilità proprio in un periodo, quello del semestre europeo, nel quale la Grecia deve dare il meglio di sé.

 

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