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L'influenza cinese in India India e SAARC: l’influenza cinese nel sud dell’Asia non può più essere ignorata

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Prime Minister Narendra Modi (R) shakes hands with his Pakistani counterpart Nawaz Sharif (L) during a meeting at Hyderabad House in New Delhi on May 27, 2014. (Photo: IANS)

Le grandi speranze connesse al 18° vertice dell’Associazione dell’Asia del Sud per la cooperazione regionale (SAARC) non si sono tradotte in realtà e il vertice è terminato con esiti “molto al di sotto delle aspettative”, hanno osservato gli esperti prevedendo la crescita dell’influenza cinese nella regione.

Il vertice si è prefisso l’obiettivo di formare una comunità economica regionale nei prossimi 15 anni ma, per ora, questo programma sembra essere più retorico che concreto” ha dichiarato S.D.Muni, professore emerito presso la Jawaharlal Nehru University.

Si pensa che le differenze esistenti tra i due principali partner nella regione, India e Pakistan, siano la ragione primaria alla base del fallimento del vertice nel raggiungimento delle aspettative.

La connettività è di vitale importanza per i paesi SAARC al fine di aumentare gli scambi economici e il loro potenziale. I principali accordi di connettività proposti al vertice SAARC comprendevano l’Accordo quadro per la cooperazione energetica, l’Accordo sui motoveicoli per la regolamentazione del traffico merci e passeggeri e l’Accordo regionale sulle ferrovie. I tre accordi, se conclusi, avrebbero potuto rinvigorire l’interazione economica tra i paesi SAARC. Tuttavia, i problemi nazionali in Pakistan indebolito hanno Nawaz Sharif che ha firmato solo uno dei tre accordi” ha dichiarato Neelam Deo, direttore presso la Gateway House, un’organizzazione di analisi sulla politica estera con sede a Mumbai.

è necessaria una maggiore comprensione politica tra i paesi SAARC per affrontare i problemi, come il terrorismo, che affliggono la regione” ha aggiunto Deo.

I leader hanno firmato un solo accordo, sulla cooperazione energetica, durante un vertice adombrato dalla rivalità tra India e Pakistan, spingendo il Primo Ministro del Nepal, paese ospitante, Sushil Koirala a concludere che la SAARC non era stata all’altezza delle aspettative, come sottolineato dall’agenzia di informazione AFP.

Esortando a una cooperazione regionale effettiva per conferire slancio alla crescita economica nella regione, il Primo ministro indiano Modi ha dichiarato durante il suo discorso al vertice: “Oggi meno del 5% degli scambi commerciali nella regione avviene tra di noi. Anche a questo livello modesto, meno del 10% degli scambi commerciali interni della regione avviene all’interno dell’area di libero scambio SAARC. Le aziende indiane stanno investendo miliardi all’estero, ma meno dell’1% arriva nella nostra regione. È più difficile viaggiare all’interno della nostra regione che recarsi a Bangkok o a Singapore ed è più costoso parlare tra di noi.

Anche Il Primo Ministro del Pakistan, Nawaz Sharif, ha sottolineato la necessità di pace nella regione supplicando per un “Sud dell’Asia privo di dispute”, dove anziché combattersi a vicenda le nazioni partner combattono contro “povertà, analfabetismo, malattia, malnutrizione e disoccupazione.”

È triste constatare che i leader di entrambi i paesi non si sono potuti sedere ufficialmente a discuterne insieme avviando una serie di dialoghi bilaterali.

Anche se la stretta di mano al vertice tra i leader dei due paesi asiatici confinanti ha generato un prolungato applauso, essa è stata subito trasformata in titolo da prima pagina : “L’atto stesso rivela molto di quanto i rapporti tra i due paesi si siano deteriorati negli ultimi mesi,” ha dichiarato Raj Chengappa del quotidiano The Tribune.

Non c’era ottimismo e le parole usate da Modi per descrivere le relazioni SAARC, cinismo e scetticismo, in merito ai legami dell’India con il Pakistan sono particolarmente veritiere. La mancanza di fiducia emerge evidentemente dal fatto che Modi ha condotto incontri bilaterali con gran parte degli altri capi di Stato SAARC partecipanti al vertice, ma non con Sharif. Secondo fonti ufficiali, nessuna delle due parti ha richiesto un incontro tra i due premier” ha aggiunto Chengappa.

Le differenze e la rivalità tra India e Pakistan hanno fatto sì che la Cina vedesse aumentare la propria influenza nel blocco SAARC. La Cina, insieme a USA, Australia, Corea del Sud, Iran e Unione europea, al momento gode dello status di osservatore.

Anche se il Pakistan ha insistito affinché la Cina diventasse un vero e proprio membro e altri paesi, come il Nepal e lo Sri Lanka, l’hanno supportato, la proposta non è stata approvata a causa dell’opposizione dell’India.

Come osservato dal Prof S D Muni, “L’India è pronta per un impegno economico intensivo con la Cina a livello bilaterale ma non è pronta né disposta ad aprire il proprio spazio strategico nella regione alla presenza e influenza cinese. Non è molto propensa ad accettare la Cina come membro SAARC o a innalzare il suo status di osservatore nell’organizzazione regionale. L’India sta resistendo alle pressioni provenienti dai paesi SAARC vicini in merito alla Cina argomentando che la SAARC deve ancora sviluppare coesione e consolidamento interni.”

 Ma è un dato di fatto che la Cina ha rafforzato i propri rapporti con molti paesi nella regione, infatti amici di vecchia data come il Nepal hanno enormemente beneficiato dei progetti di investimento cinesi.

Esternando il desiderio della Cina di sviluppare ulteriormente i propri rapporti e costruire legami più solidi con l’Asia del sud, specialmente da un punto di vista economico, il vice Ministro degli esteri cinese Liu Zhenmin ha dichiarato, in Nepal: “La Cina ha presentato una serie di iniziative, (tra cui) l’aumento degli scambi commerciali tra l’Asia del sud e la Cina a 150 miliardi di dollari USA e degli investimenti, nello specifico per la costruzione di strade, a 30 miliardi di dollari USA nei prossimi cinque anni.

L’offerta della Cina di aumentare gli scambi commerciali e sviluppare infrastrutture è un frutto della Cintura economica della Via della seta, il piano cinese per realizzare una rete commerciale integrata che si estenderà dalla Cina occidentale in Asia centrale, Asia meridionale, Medio Oriente ed Europa. Molti membri SAARC (tra cui Afghanistan, Pakistan, Maldive, Sri Lanka) hanno già espresso il proprio interesse ad aderire alla Cintura economica della Via della seta o il suo equivalente oceanico, la Via della seta marittima” ha dichiarato Shannon Tiezzi, coredattore presso The Diplomat.

Inoltre, Bangladesh, India, Nepal, Pakistan e Sri Lanka hanno aderito alla Banca asiatica di investimento per le infrastrutture, che dovrebbe agire come principale fonte di finanziamenti per i progetti di infrastrutture della Via della seta” ha aggiunto Shannon.

Vista l’ascesa della Cina e la sua crescente presenza, è difficile ignorarne l’influenza politica, economica o strategica. Inoltre, essa ha instaurato forti legami bilaterali con gran parte dei membri SAARC” ha dichiarato Abanti Bhattacharya, membro dell’Istituto di studi e analisi in materia di difesa (IDSA) con base a Nuova Delhi.

Anziché considerare la Cina una minaccia, l’India deve accelerare l’integrazione economica della regione,” ha dichiarato Bhattacharya, aggiungendo che “la sfida che l’India deve superare è quella di orientare la crescita economica e la prosperità della regione mantenendo in mano le redini della leadership sud asiatica.

 

Traduzione a cura di Maria Ester D’Angelo Rastelli

 

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