lunedì, Aprile 19

L'Indonesia vuole l'egemonia sul mare Per gli strateghi vi sono tutti gli elementi per diventare potenza marinara, ma oggi non lo è ancora

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indonesia marina

Bangkok – Nella giornata di mercoledì scorso gli esperti politologi e militari hanno richiamato l’attenzione sul fatto che il prossimo Governo in carica in Indonesia all’indomani delle elezioni dovrà risolvere il paradigma nazionale sulla gestione della materia marittima avendo in mente l’obiettivo di dare all’Indonesia stessa il ruolo e la configurazione di una potenza marinara nell’area.

Il richiamo è giunto nel corso di un sessione di discussione relativa alla presentazione di due volumi scritti dal Capo della Marina l’Ammiraglio Marsetio, intitolati rispettivamente Il Potere Marittimo Indonesiano e Il Nuovo Paradigma della Marina Indonesiana: La Marina di Classe Mondiale,  presentazione tenutasi presso lo Staff Navale e la Scuola Comandanti a Cipulir, Sud Jakarta. Nel primo dei due volumi, l’Ammiraglio Marsetio tenta di riportare in auge interesse sulla visione marittima indonesiana nel cercare gloria mentre essa cresce al punto di diventare una Nazione eminentemente marittima; nel secondo volume, invece, l’Ammiraglio sottolinea la strumentazione necessaria per ottenere lo status di potenza marittima anche attraverso una flotta autorevole e degna di rispetto.

Durante la discussione, alcuni osservatori militari hanno citato molti punti nella Storia nazionale che hanno mostrato l’indebolirsi progressivo del potere marittimo indonesiano. E’ stato anche aggiunto che molti ritengono che il mare divida piuttosto che connettere la vita delle isole.

Alcuni esperti internazionali di Diritto hanno affermato che per potere militare non si debba intendere solo un concetto riduttivo circostanziato al solo dato militare ma che in un senso più esteso si debba considerare anche la rilevanza dell’essere pure una potenza commerciale. Cosa che risulta difficile da immaginare oggi, visto lo stato attuale della configurazione portuale indonesiana soprattutto ma non solo a Jakarta e Surabaya.

Secondo gli esperti –non solo indonesiani- l’Indonesia ha tutti gli elementi necessari per cominciare ad essere una potenza marittima come già ebbe modi di pronosticare un accreditato geostratega statunitense Alfred Thayer Mahan che annotò: posizione geografica, conformazione morfologica; estensione del territorio; numero della popolazione; carattere del popolo e carattere del Governo. Per altri esperti di relazioni internazionali, i due volumi –in termini di sicurezza marittima- sono un tassello geostrategico importante e saranno certamente argomento base per vari forum come saranno il Jakarta International Defence Dialogue ed il Singapore’s Shangri-La Dialogue.

Nel corso dell’incontro-presentazione, alcuni esperti hanno affermato che sì l’Indonesia ha riconosciuto la sua essenza di Stato-Arcipelago ma effettivamente non è ancora diventata una potenza marinara. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare UNCLOS, l’Indonesia ha una particolare responsabilità nel mantenere la sicurezza e condizioni di protezione nelle proprie acque che sono così ampiamente attraversate da svariate rotte internazionali e commerciali. Di necessità virtù, poiché il tema sicurezza in quella zona marina è tema strategico per molti Paesi, soprattutto quelli dell’area ma non solo, e gli interessi in essere sono molto alti, se la sicurezza non viene assicurata dall’Indonesia –affermano gli esperti- gli altri si muoveranno autonomamente in special modo perché si tratta di acque ancor oggi funestate dal grave problema della pirateria.

 

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