lunedì, Settembre 20

L’Indonesia propone il suo ‘brand’ di Islam moderato nel Mondo

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Questa prospettiva islamica che potremmo considerare ‘classica’, affermano gli esperti del settore, continua ad esplicare ancor oggi un grande potere attrattivo agli occhi di molti musulmani e, secondo la visione della interpretazione ortodossa, viene considerata lo standard normale di riferimento. Alcune interpretazioni della legge islamica classica insegnano che i musulmani hanno il dovere di cercare e combattere i cristiani, gli ebrei e i seguaci dello Zoroastrismo fino a quando non si convertano all’Islam o si sottopongano alle sue regole e pagano specifiche tasse individuali. Quelle interpretazioni estremizzate, però, sono proprio quelle che sono state adottate a pié pari dallo Stato Islamico. Inoltre, alcune interpretazioni della Legge islamica classica e di alcuni passaggi del Corano impediscono ai musulmani di avere leader politici non musulmani. La giurisprudenza islamica medievale, ancora considerata valida da alcuni, viene ancor oggi usata per giustificare la schiavitù e le esecuzioni perpetrate ai danni dei prigionieri.

Alcuni Paesi in chiara prevalenza musulmana al proprio interno, si stanno muovendo un po’ tutti per reinterpretare la Legge islamica all’interno delle loro frontiere, processo avviato in modo più ufficiale attraverso l’invio di alcune delegazioni previamente invitate a una conferenza internazionale di studiosi, scienziati, leader religiosi e membri del clero tenutasi in Marocco nel 2016 per la tutela dei diritti legali delle minoranze religiose che vivono in mezzo a loro.

L’iniziativa indonesiana, quindi, mira ad avvicinarsi direttamente ai Governi di tutto il Mondo, siano essi a maggioranza musulmana oppure abbiano altre e differenti maggioranze religiose, come pure alle Nazioni Unite, per raggiungere un consenso globale sulla necessità di riformare ciò che ormai possono considerarsi interpretazioni arcaiche dell’Islam.

Ovviamente tutti sanno che, stante l’amplissimo ventaglio di interpretazioni nel Mondo dell’Islam, è parecchio difficile immaginare di assistere ad un movimento riformista omogeneo ed universalmente accettato all’interno dell’Islam stesso. Basti vedere quanto sta svolgendosi in Indonesia e la visione wahabita dell’Arabia saudita ancor oggi ancorata alla lotta permanente contro i Cristiani e che cerca la purezza della propria genìa e credo religioso nei propri territori mediorientali. D’altro canto, il movimento musulmano giovanile indonesiano afferma che si è fatta chiara la necessità di proporre una visione riformata e più attuale delle leggi coraniche, portando l’Islam fuori da interpretazioni ormai fattesi – affermano – vistosamente arcaiche. Anche gli studiosi universitari e colti del Mondo islamico affermano che bisogna superare la vetusta immagine dei nemici e dei Paesi avversari in una logica dualista che contrappone la propria parte ad un mondo di nemici esterni da combattere a fini di difesa oppure in modo offensivo per affermare la propria supremazia, una visione insomma che sembra chiaramente provenire da un antico passato millenario.

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