mercoledì, Aprile 21

L’Indonesia, le dighe e la minaccia agli oranghi Tapanuli La costruzione di una grande diga ad opera di una società cinese sta per spazzare via un tratto di foresta vitale per una specie rara di oranghi geneticamente molto vicina alla specie umana. La mobilitazione internazionale

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Potenza delle immagini e dei social. L’orango che cerca di opporsi da solo e a zampe nude contro una ruspa che inesorabile sta per abbattere l’albero sul quale ha vissuto da lungo tempo, nell’ecosistema dov’era nato e cresciuto, ha fatto il giro del Mondo. Ed ha colpito duramente il cuore di tutti i frequentatori social e non solo degli animalisti e ambientalisti in tutto il Pianeta. Il Presidente indonesiano Joko Jokowi Widodo  soprattutto negli ultimi tempi sta ricevendo un mare di petizioni online, via web ed attraverso i social in tutto il Mondo, in difesa di un tratto di foresta in territorio indonesiano la cui presenza è vitale per una specie di oranghi che -in questo modo- si ritroverebbe senza il proprio habitat naturale e quindi sarebbe a forte rischio di cancellazione dalla faccia del Pianeta.

Si tratta della specie di oranghi Tapanuli la cui strenua difesa internazionale di comuni cittadini, attivisti ed organizzazioni non governative finora non ha impedito ad una società con capitale prevalentemente cinese di attuare una profonda deforestazione in previsione della costruzione di una vasta opera infrastrutturale destinata a creare una diga a fini di ottenimento di energia idroelettrica. Ad aggiungere specificità al caso in questione, vi è il fatto che proprio la specie di oranghi Tapanuli in territorio indonesiano è stata scoperta solo sei mesi fa, nel corso dei lavori in oggetto. Gli Orangutan Tapanuli sono attualmente stimati in un numero di 800 esemplari. Finora la loro sopravvivenza la si è rilevata nella parte settentrionale di Sumatra e solo in un arco di tempo così ristretto dalla loro scoperta si è già dovuta constatare la loro estrema esposizione al rischio di estinzione per mano umana. Si stima che solo in otto eco-sistemi similari al Mondo si possano rintracciare gli oranghi della specie Tapanuli. Uno di questi è appunto, in Indonesia.

Secondo i ricercatori, gli 800 oranghi della specie Tapanuli stimati in Indonesia hanno assoluto bisogno dell’habitat nel quale si sono difesi nascondendosi dalla presenza umana ma l’impresa cinese Sinohydro, la sua forte deforestazione in atto e la diga che verrà successivamente costruita sono la chiara firma che potrebbe determinare la fine della specie di oranghi Tapanuli in Indonesia. E la costruzione della diga da parte della impresa cinese, allo stesso tempo, rappresenterebbe l’improvviso dimezzamento della rara specie di oranghi in questione. Dato confermato da Erik Meijiard, Direttore di Borneo Futures, ed uno dei massimi esperti in materia di Pongo tapanuliensis. «Il dimezzamento attuato per mano terza suddivide una specie in due gruppi più piccoli e una popolazione più piccola è molto più vicina all’estinzione di una più grande. Con soli 800 esemplari di questa specie ancora in vita, la costruzione dell’impianto idroelettrico e della diga aumenterebbe in modo esponenziale il loro rischio di estinzione». La pianificazione dell’opera idroelettrica è prevista all’interno del territorio di Batang Toru nella Provincia del Nord Sumatra, la diga risultante -così- andrebbe a colpire duramente la attuale densità di Oranghi Tapanuli. I ricercatori affermano che la diga da 510 megawatt colpirà direttamente il 10-20 per cento della popolazione ma ancor peggio e più duramente riguarderebbe la popolazione più a Est e Ovest, impedendo in questo modo alcun ricollegamento successivo.

Gabriella Fredriksson, una scienziata del Sumatran Orangutan Conservation Programme, sulla questione ha affermato: «L’impatto maggiore sarà rappresentato non solo dalla distruzione dell’habitat lì dove è previsto che avverrà la costruzione della diga e le strade connesse, oltre a tunnel, linee elettriche. Ma causerà anche l’estinzione di due delle tre sotto-popolazioni ed inoltre creando vie di accesso distruggerà il più importante habitat e l’unica via di fuga a disposizione della popolazione restante».

Nonostante tutti gli scienziati variamente coinvolti nel tema abbiano presentato documentate e circostanziate rimostranze, il progetto Sinohydro ed il suo piano di sviluppo non ha tenuto conto in alcun punto della presenza degli oranghi della specie Tapanuli. E tutto questo nonostante l’impatto sull’ecosistema e dal punto di vista strettamente ambientale sia evidente in modo macroscopico. Ed il Governo indonesiano, senza tenere conto di tutto questo, ha approvato il progetto di costruzione della diga così come è stato presentato dalla Sinohydro nella sua completezza.

Non a caso Erik Meijiard sul tema ha aggiunto: «Il Governo indonesiano ha bisogno di rispettare le sue proprie leggi. Gli orangutan sono una specie protetta. La legge indonesiana proibisce chiaramente alcuna azione che possa arrecare danno ad una specie protetta o sue affiliazioni di specie. E’ovvio che la diga a scopo di ottenimento di energia idroelettrica sta minacciando seriamente una specie protetta, allora, come mai il Governo indonesiano lascia accadere tutto questo?».

Gli ambientalisti ed i difensori dell’Ambiente ritengono che gli ultimi 800 oranghi Tapanuli siano l’ultima componente rappresentante di una specie specifica tipica di Sumatra Meridionale e possano aver sempre abitato Giava. Ciò apre alla possibilità che le specie possano essere state reintrodotte in migliori aree protette a Sud ma ovviamente la salvaguardia della specie va mantenuta dal rischio di totale cancellazione. «La scopera degli Oranghi Tapanuli mostra che vi è ancora molta materia da conoscere soprattutto sulle differenze che possono condurre a rintracciare nuove specie, In questo caso, si tratta della prima scoperta del tutto innovativa di scimmie di grandi dimensioni fin dal 1929, se si fa testo della scoperta dei Bonobo in Africa», ha affermato Serge Wich, un altro co-autore e docente universitario presso la John Moores University.

La grande fauna di Sumatra sta già collassando sotto i numerosi colpi inferti da mano umana, a causa di sospetti e ripetuti attacchi sotto forma di caccia, diminuzione dell’eco-sistema e dei suoi sistemi di difesa, in specie a causa dell’ottenimento di olio di palma, per le sempre più grandi richieste fameliche dell’industria della carta che hanno ferito profondamente l’Ambiente nell’area. Si tratta di uno dei processi di deforestazione più grandi e devastanti cui si stia assistendo negli ultimi decenni sul Pianeta. Il Rinoceronte di Sumatra è vicino alla sua totale estinzione con 30-10 soggetti ancora in vita. La Tigre di Sumatra, l’Elefante di Sumatra ed altre specie di Orangutan sull’Isola come l’Orangutan di Sumatra (Pongo abelii) sono tutti oggi sulla lista nera delle specie protette in via di estinzione.

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