venerdì, Luglio 23

L’Indonesia e la sua rilevanza commerciale per gli USA di Trump

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Bangkok – In coda ai primi 100 giorni di Presidenza degli USA di Donald Trump, si sta rilevando una grande variabilità di posizionamenti sia all’interno sia in ambito geopolitico, soprattutto alla luce del contesto nordcoreano. Anche sul versante Asia-Pacifico e nel quadrante Sud Est asiatico, l’attivismo dell’Amministrazione Trump sta via via ridisegnando gli assetti nell’Era post-Obama, rivedendo ampiamente le relazioni in essere con diversi Paesi con i quali gli Stati Uniti hanno rapporti già collaudati dal tempo. Il fattore più importante – unitamente alle strategie del risiko mondiale in ambito militare – è certamente quello del dato economico e soprattutto commerciale.

E per questo motivo, dopo la primissima fase nella quale Trump ha fatto appello agli elementi caratterizzanti della sua campagna elettorale come ‘L’America agli americani’ e la volontà di proteggere il mercato interno prima ancora che le relazioni commerciali estere, oggi si procede con passi più oculati. Parte di questa più recente strategia è quella di rivedere ed approfondire – dov’è il caso – le relazioni commerciali con i principali Paesi con i quali gli USA hanno un deficit commerciale. L’Indonesia – oggi guidata da Joko Widodo – è tra i principali Paesi con i quali gli Stati Uniti vedono questo tipo di deficit commerciale. E non si tratta di un dato trascurabile, poiché questo accade con una delle primissime economie mondiali in termini di merce esportata e fatturato estero e una delle primissime economie nel contesto ASEAN che oggi è tra i principali attori dell’economia mondiale, insieme a USA, Unione Europea, Russia, Cina e India. Insomma, si tratta di grandi numeri e grandi cifre, rispetto alle quali il protezionismo delle campagne elettorali va inesorabilmente a infrangersi.

Al giorno d’oggi, infatti, quella che alcuni esperti di Geopolitica hanno definito ‘la fabbrica del Mondo’ non è più solo la Cina, sebbene – in ogni caso – si tratti di entità geopolitiche asiatiche: in esse dobbiamo annoverare pur sempre Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Indonesia – appunto – ed i Paesi emergenti soprattutto il Vietnam. E la omogeneizzazione del mercato ASEAN costituisce altrettanto certamente una ‘novità’ economico-finanziaria e commerciale molto importante perché il potere contrattuale di ogni singolo Paese membro sale enormemente di livello quando si parla la stessa lingua ASEAN e si può dialogare da una posizione più paritaria persino con colossi dell’area come Russia, Cina e India.

Alla luce di tutto questo, si comprende meglio la visita del Vice Presidente USA in persona, Mike Pence, in terra indonesiana, dato che proprio l’Indonesia è una delle 16 Nazioni con le quali gli Stati Uniti registrano il maggior deficit commerciale.

Secondo i dati ufficiali messi a disposizione dal Ministero indonesiano per il Commercio, il commercio complessivo tra le due Nazioni oggi ammonta ad un controvalore pari a 23.44 bilioni di Dollari USA, dato aggiornato al 2016, dove l’Indonesia registra un surplus commerciale pari a 8.84 bilioni di Dollari USA. L’Indonesia principalmente esporta tessili, abbigliamento sportivo e prodotti ittici ed importa principalmente aeromobili, macchinari e soia dagli Stati Uniti.

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