martedì, Aprile 13

L’India e la prontezza nel combattere il terrorismo field_506ffb1d3dbe2

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La questione del terrorismo islamico è di nuovo la preoccupazione primaria in India, da quando il capo di Al-Qaeda (AQ), Ayman al-Zawahiri, in un video pubblicato pochi giorni fa, ha annunciato il lancio di «Qaedat al-Jihad al-fi’shibhi qarrat al -Hindiya», che significa: al-Qaeda nel subcontinente indiano sta per iniziare attività jihadiste in India e in paesi come il Bangladesh e il Myanmar (noto anche come Birmania).

Alcuni degli stati dell’India noti per le loro attività jihadiste sono lo Stato nord-orientale dell’Assam, quello occidentale del Gujarat (lo Stato di residenza del primo ministro indiano Narendra Modi), e il Kashmir, lo stato himalayano, che è stato il detonatore delle ostilità con il Pakistan.

Come è stato riportato da vari media, al-Zawaheri, il capo di AQ, parlando ai musulmani del subcontinente indiano come «I nostri fratelli della Birmania, del Kashmir, di Islamabad, del Bangladesh,» ha detto, «noi di AQ non vi abbiamo dimenticato e vi libereremo da ingiustizia e oppressione».

Il video del capo di AQ è stato pubblicato in un momento nel quale l’India era sotto shock per la notizia di un giovane musulmano indiano che è morto in Iraq mentre combatteva con lo Stato Islamico in Iraq e Siria (ISIS), ora chiamato IS. Il giovane era uno dei quattro indiani di cui era stata denunciata la scomparsa e che si sospettava si fossero uniti alle forze di ISIS.

Secondo i rapporti, le agenzie di intelligence e di polizia indiane credevano che i 4 si fossero lasciati allettare dalla propaganda diffusa on-line da vari mezzi. Sembra abbastanza ovvio che AQ potrebbe servirsi di metodi simili, e di altri ancora, per far giungere alla gioventù indiana lusinghe e appelli emotivi in nome della religione.

Fin dalla sua caduta in Afghanistan e dopo l’intervento militare da parte degli Stati Uniti e della NATO, AQ sembrava aver perso la sua base in Asia, e conservava qualche presenza solo nelle regioni di confine tra Afghanistan e Pakistan. Ma nel corso del tempo ha esteso le proprie attività in diversi Paesi arabi e africani. Si è anche pensato che lo Stato islamico (IS) fosse una parte di AQ in Iraq, fino a quando non ha sostenuto la propria identità indipendente di califfato e il leader Abu Bakr al-Baghdadi come “califfo”.

«Esperti di antiterrorismo dicono che i leader di al-Qaeda, oggi invecchiati, stanno lottando per reclutare miliziani per lo Stato islamico, che ha galvanizzato molti giovani seguaci di tutto il mondo nel progetto di assicurarsi tratti di territorio lungo il confine tra Iraq e Siria», dice un report di ‘Reuters’.

La pubblicazione del video nel momento in cui l’Afghanistan, già in precedenza base politica di AQ, attraversa una situazione di incertezza politica come quella esistente tra Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, i due contendenti che vogliono sostituire Hamid Karzai come presidente e che si auto-definiscono vincitori, offre un’altra prospettiva da prendere in seria considerazione.

Guardando alle incertezze politiche post-elettorali dell’Afghanistan, come riporta ‘The Economist’, il segretario di Stato John Kerry ha mediato un accordo per formare un governo di unità nazionale in cui il vincitore delle elezioni sarà il Presidente, ma il perdente (o il suo candidato) sarà il “Capo del governo”. Allora, dopo due anni, ci sarà una loya jirga (una riunione di anziani delle tribù, potenti signori locali e funzionari eletti) per approvare le modifiche costituzionali, che comprendono l’istituzione del posto di Primo Ministro. Occuperebbe un rango inferiore rispetto al Presidente, ma avrebbe poteri esecutivi.

In una tale situazione, lo scontro tra i due leader per l’esercizio del potere sarebbe più acceso e la situazione politica potrebbe peggiorare.

Come presidente Usa, Barack Obama ha già annunciato la volontà di ritirare la gran parte delle forze armate americane entro la fine del 2014 e la missione degli Stati Uniti è quello di passare dal combattimento al sostegno, ove il popolo afghano si assuma la responsabilità della propria sicurezza; il probabile stato di incertezza politica dell’Afghanistan permetterebbe a AQ di riemergere.

È noto che l’India ha notevolmente aumentato il suo impegno con l’Afghanistan, dopo la caduta del governo talebano. Ci si attende ora che l’India assuma una maggiore influenza in Afghanistan con il cambiamento del ruolo degli Stati Uniti. Così, la crescente influenza dell’India potrebbe dissuadere l’AQ dalla volontà di riemergere al potere in Afghanistan, approfittando della caotica situazione politica.

Questo potrebbe anche essere il motivo dietro l’idea di al-Zawahiri di far emergere un’ala sub-continentale allo scopo di mantenere l’India impegnata nel trattare con i propri problemi anziché nell’esercitare la sua influenza negli affari afghani.

Tuttavia, allo stato attuale della politica in India e nei paesi limitrofi, non sarebbe facile per AQ garantire la crescita nel subcontinente, a causa del fatto che la maggioranza della popolazione musulmana del Paese è piuttosto spaventata dall’annuncio di al-Zawahiri e ne molto scontenta.

Secondo Press Trust of India (PTI), Caitlin Hayden, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale alla Casa Bianca, ha reagito così al video di AQ, «Noi non consideriamo l’annuncio come un’indicazione di nuove potenzialità di al-Qaeda, già lungamente attiva in tutta la regione».

«Abbiamo seriamente sminuito al-Qaeda nella regione, e continueremo i nostri sforzi contro il gruppo e i suoi affiliati che rappresentano una minaccia per il popolo americano», ha aggiunto Hayden.

Ma l’India deve tenersi pronta per tutte queste minacce terroristiche che sono ancora un problema nel Paese. Come osservato da KPS Gill, ex direttore generale della polizia del Punjab e presidente dell’Istituto di Gestione dei Conflitti, «La storia dell’India indipendente è piena di esempi di impreparazione dello Stato alle sfide del terrorismo e della violenza armata, anche se l’emergere di più movimenti perniciosi è stata abbondantemente prevista. Oggi appariamo in piedi dinanzi a un altro bivio, profondamente impreparati».

«Quasi sei anni dopo gli attentati di Mumbai del 26/11, nonostante una raffica di iniziative sporadiche e non coordinate, le vulnerabilità indiane verso il terrorismo rimangono invariate”, ha detto Gill, aggiungendo, “Un colossale aumento delle capacità e delle competenze nell’intelligence e nella sicurezza del paese manca da molto tempo. Questo imperativo ora può essere differito solo a rischio della integrità dell’India».

Invece è necessario, per l’India, cambiare l’architettura della sua sicurezza interna e potenziare ulteriormente le agenzie di intelligence e investigative per renderle più pronte, stringere rapporti con organismi internazionali come la NATO, come misure per contrastare il terrorismo, utilissime a questo proposito.

Appoggiando le argomentazioni di Anders Fogh Rasmussen per trasformare la NATO in un forum consultivo in tema di sicurezza globale – attraverso lo sviluppo di relazioni più strette con tutti i principali attori globali, tra cui India e Cina – Michael Ruehle, il capo della sezione sicurezza energetica della NATO, ha detto, «la leadership della NATO, su mandato dell’ONU, sopra l’International Security Assistance Force (ISAF) ha portato non solo l’Alleanza ai confini della Cina, ma ha anche creato maggiore interdipendenza tra la NATO e l’India. Questa, uno dei principali donatori internazionali, e data la sua notevole presenza civile in Afghanistan, ha un interesse strategico non solo per la sicurezza garantita dalle forze ISAF, ma anche per l’influenza stabilizzante che l’impegno della NATO porta alla regione intorno all’Afghanistan. Un successo NATO a lungo termine in Afghanistan, a sua volta, dipende dal successo degli sforzi di ricostruzione civile che l’India ed altri stanno offrendo».

L’India può scegliere se accogliere o meno l’idea di Ruehle, ma una coalizione di qualche tipo sembra a questo punto una scelta inevitabile, per l’India, se vorrà avere successo nella lotta contro il terrorismo….

 

Traduzione di Valeria Noli  @valeria_noli

 

 

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