venerdì, Maggio 7

L'India e il suo perverso sistema di scorta dei vip field_506ffb1d3dbe2

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Il recente episodio di aggressione stradale avvenuto a Gaya (provincia di Bihar) dove pare che Ranjan Yadav alias Rocky Yadav, figlio di Manorama Devi del partito Janata Dal United, abbia ucciso Aditya Sachdeva, figlio di un imprenditore locale, fa riflettere sull’impiego scorretto delle guardie di sicurezza per i vip nel nostro Paese. In questo sanguinoso episodio Rocky era infatti accompagnato ‘da una guardia di sicurezza per i politici fornita dalla Polizia del Bihar. In altre parole la Polizia, il cui compito sarebbe di proteggere la sicurezza delle persone, ha facilitato l’uccisione di un essere umano fornendo protezione all’assassino. Inoltre il poliziotto era pagato, a spese dello Stato, per proteggere Manorama Devi, non il suo ‘figliolo omicida’.

La domanda è se Manorama Devi abbia realmente bisogno della scorta o se il sistema delle guardie del corpo sia degenerato al punto da essere soltanto uno status symbol. La degenerazione non riguarda solo il Bihar ma l’intero Paese: il sistema delle guardie di sicurezza è afflitto da seri handicap strutturali. L’episodio di Rocky ricorda l’episodio fratricida legato al magnate delle bevande alcoliche Ponty Chadha avvenuto a Delhi qualche anno fa. Chadha era un uomo noto che usufruiva del servizio di guardie del corpo. Pur essendo residente a Delhi però, la sua scorta (PSO) proveniva dalla Polizia del Punjab. E questo in un periodo in cui la Polizia del Punjab non poteva permettersi (e ancora oggi non può permettersi) di impiegare i propri dipendenti per fornire la scorta a persone che vivono in un altro Stato.

La protezione delle persone celebri implica che alcuni cittadini ricevano dallo Stato una protezione maggiore di quella ricevuta da tutti quanti gli altri, anche se lo Stato dovrebbe idealmente proteggere tutti, famosi o no. Secondo un report del Bureau of Police Research and Development del 2012, sono 47.557 i professionisti che stanno proteggendo 14.842 personaggi noti in tutto il Paese. In media quindi ci sono quattro poliziotti per ciascun vip, in servizio 24 ore su 24. E i comuni cittadini?

L’India è uno dei Paesi con il minor numero di forze dell’ordine in tutto il mondo. Secondo i dati di un’interrogazione parlamentare del 2014, ci sono solo 136,42 poliziotti ogni 100.000 indiani, in netto contrasto con i 315 degli Stati Uniti, i 200 del Regno Unito e i 290 dell’Australia. Inchieste recenti indicano che in tutta l’India ci sarebbero posti vacanti per circa 600.000 poliziotti, a fronte dei 2 milioni attuali. Ovviamente questo divario tra la realtà e la necessità ha ripercussioni sull’attività dei poliziotti sul campo.

Ovviamente c’è molta iniquità tra i poliziotti indiani, per i quali la vita di alcuni cittadini sembra più importante di quella di altri. Ciò è dovuto alla cosiddetta ‘sidrome da vip’. I migliori poliziotti vengono destinati alla protezione dei personaggi celebri, ma non esiste un metodo trasparente per determinare chi abbia effettivamente diritto alla scorta. Come abbiamo visto, Ponty Chadha viveva a Delhi e gli uomini della sua scorta appartenevano alla Polizia dello Stato del Punjab, anch’essa a corto di personale.

Curiosamente, non molto tempo fa le Corti Supreme del Punjab e dell’ Haryana hanno sollecitato il Governo per la rimozione ‘del vergognoso sistema di protezione di cui godono più di 60 ministri e parlamentari, 12 dirigenti e 75 giudici nella sola zona di Chandigarh’. Secondo le Corti, le persone scortate non correvano alcun rischio particolare rispetto ai normali cittadini, e le guardie di sicurezza erano soltanto uno status symbol. 

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