lunedì, Maggio 10

L’India di Modi cambia tutto Il Primo Ministro riallaccia i rapporti con i Paesi confinanti

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Bangkok – L’India degli ultimi tempi, aggrovigliata nelle lotte politiche al proprio interno ma anche per il “marchio” tipico nell’agire politico della precedente Amministrazione Presidenziale, ha focalizzato i propri interessi su questioni specifiche, seppur assistendo ad una contrazione economica sulla scena internazionale e qualche incertezza di troppo nel detenere un ruolo ormai “classico” del Sub Continente indiano nel contesto regionale ed asiatico più in generale. E così, quella che è sempre stata la caratteristica specifica dell’India, definita “swing power” –una volta a favore della Cina ed un’altra a favore degli USA- cioè un vero e proprio potere attrattivo dal punto di vista diplomatico, s’era andato via via affievolendo.

Oggi l’India di Modi sembra volersi pienamente riappropriare del terreno perso strada facendo. Ed in tale ambito, uno dei primi step dell’Amministrazione Modi è stato quello di voler tornare a riannodare i rapporti con i paesi più immediatamente vicini, ancorché piccoli, vere e proprie “cerniere” confinarie ma anche veri e propri “stargate” geopolitici che costituiscono una separazione, un filtro rispetto all’altro “grande vicino” asiatico che con la sua possanza cerca in ogni modo di “fare ombra” sull’intero Continente e di conseguenza sul Mondo intero, la Cina appunto. Ora con Narendra Modi , sembra che le cose siano avviate ad una rapida mutazione, un esempio, è proprio la recente visita in Nepal del nuovo leader indiano.

Il Primo Ministro indiano, Narendra Modi, ha annunciato un piano di sostegno per lo sviluppo del Nepal pari ad un controvalore di 10 miliardi di Dollari USA ed ha promesso di aiutare l’economia del Paese, comprese le forme di aiuto infrastrutturale destinate alla creazione di centrali idroelettriche, come confermato nel corso della sua campagna condotta in modo franco ed aperto nel piccolo Regno himalayano.

Fin dal momento in cui Modi ha preso pieno possesso dei suoi uffici governativi nello scorso mese di Maggio, ha avviato un corso diplomatico volto al sostenere fortemente i Paesi confinari e viciniori dell’India anche col proposito di controbilanciare la posizione e l’influenza della Cina nell’intera Regione. Nella giornata di ieri, Modi, vestito con un abito tradizionale di seta color zafferano, ha pregato nel Tempio Pashupatinath, un luogo sacro agli hindu nei pressi di Kathmandu  che annualmente porta verso di sé decine di migliaia di pellegrini.

Gli analisti affermano che tutta fa sembrare chiaro che vi sia stato un avvio molto buono nelle relazioni col Nepal, che in tempi recenti è effettivamente caduto parecchio in basso nelle mire del radar diplomatico indiano ma nulla era comunque precluso in nessun senso, men meno al giorno d’oggi, dove sembra che l’India di Modi voglia dare una seria sterzata a tutto questo. «La visita ha acquisito grande rilievo per il suo notevole impatto esplicato sull’opinione pubblica. Il messaggio di Modi che s’è diffuso in tutto il Paese è stato che il Nepal gli interessa », ha affermato K.V. Rajan, un ex Ambasciatore indiano in Nepal. «Ed egli vuole assicurare che l’agenda dello sviluppo sulla quale egli ha fissato la sua mente ed il cuore -così come l’intera India- si preoccupa di estendere il proprio interesse a Nazioni come il Nepal».

Nel suo messaggio di saluto al Parlamento nepalese nella giornata di Domenica scorsa, ha promesso che l’India non porrà alcuna interferenza nelle politiche del Nepal ma certo vorrà sostenere ed aiutare nella creazione di infrastrutture e nelle linee di trasmissione dell’energia. «Ora Modi necessita di dimostrare, soprattutto dopo aver convinto il Nepal sul fatto che lui sia differente dal suo predecessore e di voler mantenere le relazioni a nuovi e più alti livelli, tutto il più grande rispetto nei confronti della Sovranità del Nepal», ha fatto notare Yubaraj Ghimire, commentatore del giornale nepalese Annapurna Post Daily.

L’India per tradizione ha sempre esplicato grande influenza sul Nepal, stretto com’è tra Cina e India, ma ha anche ricevuto critiche per i periodi in cui ha mantenuto relazioni eccessivamente blande coi propri vicini più piccoli. Negli ultimi due anni, poiché il precedente Governo indiano era particolarmente sottoposto a stress per questioni di carattere interno compresa la materia inerente il rallentamento vistoso della crescita economica della Nazione indiana, tutti motivi che la Cina ha utilizzato per espandere la propria area di influenza, compreso il Nepal, dove l’instabilità politica ha enfatizzato i problemi economici proprio come la difficoltà di gestire e distribuire le risorse energetiche e l’elettricità.

Il Nepal produce solo 660 MW  di elettricità sui possibili 45.000 MW. I cinesi attualmente stanno per creare due impianti produttori di energia capaci di generare 810 MW di elettricità mentre i progetti indiani intoppano con le negoziazioni con i politici locali. Molti guardano alla visita di Modi in terra nepalese con grande attenzione, un ciclo di incontri terminato ieri, così come gli incontri avuti in precedenza col Buthan che condivide gran parte dei suoi confini con la Cina, aspetto che può essere facilmente considerato da parte cinese come un fattore rilevantissimo nell’esplicare influenza sul proprio vicinato geografico. Mentre è in viaggio verso Giappone e Stati Uniti, una visita ad un terzo vicino di casa, il Myanmar, è già stata pianificata.

«L’India è più vicina al Nepal della Cina. I cinesi vanno meglio per la implementazione dei progetti, questa è una debolezza su cui l’India deve meglio concentrarsi», ha affermato C. Rajamohan, un ricercatore affermato presso la Fondazione Osservatorio Ricerca, un centro studi indipendente.

Mentre molti avvertono che la visita diplomatica di Modi ha apportato variazioni e novità nell’atmosfera della regione, tutti hanno anche coscienza del fatto che ancora molto è da farsi. «Bisogna essere in due a danzare. Non sono del tutto sicuro che i Paesi vicini giungano tutti ad un consenso unitario sulla natura precisa delle relazioni che essi vogliono avere con l’India. Vi sono certo molte aspettative», ha aggiunto S.D. Muni, esperto di politica estera in Sud Est Asia.

 

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