lunedì, Ottobre 18

L’incredibile storia del samurai francese che ha servito l’ultimo shogun Jules Brunet, il guerriero francese che ha combattuto fianco a fianco con gli ultimi samurai

0
1 2


Lo stesso giorno, con il pretesto di una visita ad un amico che lavorava all’arsenale di Yokosuka, Jules Brunet lasciò la base francese di Yokohama con il brigadiere Cazeneuve. Entrambi si unirono alle navi della flotta Shogunale, ancorate nella baia di Shinagawa e subito navigarono per Sendai. «Il suo destino è sigillato da questo gesto audace», ha dichiarato François-Xavier Héon. «D’ora in poi, non porterà più l’uniforme e si farà chiamare ‘Monsieur’. Sa che la durata dei viaggi dei corrieri tra il Giappone e la Francia è di due mesi, non avrà alcuna reazione ufficiale prima di quattro mesi, cioè verso il mese di febbraio 1869». Condotto dall’Ammiraglio Enomoto Takeaki, si ritirarono verso Nord. Ezo Jules Brunet e il brigadiere Cazeneuve furono raggiunti dal sergente Arthur Fortant, il sergente Jean Marlin e il sergente François Bouffier a Sendai, dove l’ammiraglio giapponese Enomoto Takeaki cercò invano di radunare i leader del Nord. Saranno poi raggiunti da due ufficiali navali, Eugène Colache e Henri de Nicol, poi da un ufficiale marinaio e da due sotto-ufficiali, il mitragliatore Clateau, Auguste Pradier e Tribout.

«In totale, ci furono nove francesi accanto a Jules Brunet», ha dichiarato François-Xavier Héon. Il 3 settembre 1868, Edo diventò Tokyo e l’Imperatore Meiji trasferì li sua capitale. Raggiunsero Takeaki a Hokkaido e sperarono in un contro-attacco. Con Brunet come leader, i ribelli furono assediati e lui stesso conquistò il Forte di Goryokaku contro i locali che erano in favore del clan dell’Imperatore. Poi utilizzò lo stile di fortificazzioni di Vauban come quartiere generale delle forze ribelli. Alla testa delle sue truppe, Brunet sconfisse tutti i clan nemici e conquistò Hokkaido. Enomoto Takeaki iniziò la conquista dell’isola di Ezo. La sua capitale, Hakodate, cadde l’8 dicembre 1868. Il 15 dicembre, fu proclamata la Reppublica di Ezo. L’anno seguente, Enomoto Takeaki organizzò le elezioni e ricevette il titolo di governatore generale. Jules Brunet divenne uno dei suoi stretti consiglieri. «Lui vuole condividere la sua visione politica: stabilirsi permanentemente sull’isola, gestirla intelligentemente per ottenere l’autonomia e rafforzarla per dissuadere qualsiasi aggressore. In caso di un attacco, vuole essere in grado di esaurire, militarmente ed economicamente, il potere imperiale. Altrimenti, vuole aspettare che il vento politico cambi così che i suoi amici tornino a favore di Edo».

Ma il vento politico non cambiò. Al contrario. Il nuovo regime, la Reppublica di Ezo, l’unica nella storia del Giappone, portato dagli oppositori dello shogun, fu riconosciuta dalle potenze occidentali ma non da Meiji. Quindi Brunet rinforzò la difesa della Republica aspettandosi un’invasione imperiale. Le truppe di Ezo erano stimate intorno ai 3000 uomini strutturati sotto una leadership Franco-giapponese con gli ex ufficiali francesi Fortant, Marlin, Cazeneuve e Bouffier alla testa delle quattro brigate. A marzo 1869, 10.000 soldati imperiali sbarcarono a Hokkaido. Brunet e le sue truppe dimostrarono una resistenza epica. Nell’aprile 1869, gli insorti francesi furono avvertiti che una flotta armata aveva lasciato Edo. La individuarono in un piccolo porto nella provincia di Nambou, Miako, e decisero di attaccare. Fu però un fallimento pungente. Henri de Nicol fu ferito, Eugène Colache venne fatto prigioniero. La flotta imperiale riprese il mare e sbarcò le sue migliaia di soldati a Matzaim, a sud di Hakodate.

«Nonostante la buona resistenza iniziale, i difensori sono gradualmente sopraffatti dal numero, incapaci di resistere alla stessa amarezza delle centocinquanta leghe di strade costiere, specialmente perché il rigore dell’inverno non ha permesso di lavorare abbastanza per difendere le strade interne. Devono ritirarsi di fronte a tre colonne che, a poco a poco, li spingono verso Hakodate». Brigadiere Cazeneuve, Auguste Pradier e Tribout furono a loro volta feriti. «Il 9 giugno, mattina, gli attaccanti sono visibili dai tetti della città. Quel che rimane delle truppe di Enomoto, circa 800 uomini, si ritira nella fortezza di Goryokaku per combattere la loro ultima lotta. Quando cade Goryokaku, i soli 800 uomini affrontarono gli 8000 soldati imperiali. L’assedio potrebbe durare un po’ di tempo, ma Enomoto, pressato dal suo entourage per terminare i combattimenti, decise di cedere alle truppe imperiali».

È la fine di 600 anni di regno del potere dello Shogun. Cominciò allora l’era Meiji. La saga giapponese di Jules Brunet fini qui. Egli se ne andò con i suoi uomini a bordo di una nave francese la corvetta Goëtlogon che navigò in direzione di Yokohama, dove venné tenuto al segreto per cinque giorni prima di essere rimpatriato. Arrivò a Tolone il 17 settembre 1869. «Dopo questa incredibile estrazione, Brunet venné invitato a mantenere un profilo basso ma non fu mai processato», afferma Julien Peltier. «Da un lato, le autorità militari fingono di punire il fuoco ardente, dall’altro, si oppongono all’estradizione richiesta dal nuovo potere giapponese. Brunet si allontana, dopo una breve sospensione di pochi mesi che non sarà nemmeno detratta dalla sua anzianità». Bisogna dire che la guerra franco-prussiana del 1870 lo costrinse a ritornare al servizio.

Fatto prigioniero nella sede di Metz, Brunet recupererà la libertà e continuerà la sua ascesa per raggiungere il rango di generale. Nel 1881 sarà anche decorato con l’ordine del Sole Levante, prova che l’assoluzione fu concessa da entrambe le parti. Nonostante le sue azioni la collaborazione franco-giapponese continuò sotto l’era Meiji. Due altre missioni furono mandate in Giappone nel 1872 e nel 1884 continuando la modernizzazione dell’esercito giapponese. Due ufficiali francesi furono accettati in un prestigioso dojo. Furono i primi occidentali a praticare le arti marziali giapponesi. Dal 1886, l’ingegnere Emile Bertin, condusse la costruzione della prima nave militare giapponese. Bertin diventò un amico intimo dell’Imperatore e parlò in un perfetto giapponese con lui. Nel 1919, fu anche l’ingegnere francese soprintende la creazione della Japanese Air Force.

Oggi, il nome di Jules Brunet è dimenticato in Francia. Ma i giapponesi lo ricordano come il guerriero francese che ha combattuto fianco a fianco con gli ultimi Samurai.

Jules Brunet

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->