martedì, Ottobre 26

Limbara. FIU: immediata interruzione image

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Da “qualche laghetto” e “polemiche locali” il caso del Limbara si sta rivelando per quello che è: l’ennesima inadeguatezza della classe dirigente di centrodestra/centrosinistra italiana con relativi alleati.
La scorsa settimana si è appreso dai social network prima, e dalla stampa locale poi, dello svuotamento e successiva dismissione di sei invasi idrici presenti nel versante sud del Limbara, comune di Berchidda. 
L’operazione si basa sulla Legge regionale 12/2007, “Norme in materia di progettazione, costruzione, esercizio e vigilanza degli sbarramenti di ritenuta e dei relativi bacini di accumulo di competenza della Regione Sardegna”. 
La normativa impone degli investimenti e adeguamenti per gli invasi artificiali equiparando, in sintesi, 40.000 metri cubi ad un invaso da 3 milioni. Per questi 6 invasi (complessivamente 40 in tutta la Sardigna, di cui larga parte in Gallura) l’investimento si aggira intorno ai 10 milioni di euro con costi di mantenimento annui pari a 500.000 euro. In mancanza delle risorse necessarie si prevede lo svuotamento e la progressiva dismissione degli invasi, scelta ampiamente più “economica” della messa a norma secondo la legge in questione e maggiormente compatibile con le risorse pubbliche.
Come riferito da tecnici e funzionari locali in Consiglio comunale a Berchidda il 13 marzo, la legge risulta piuttosto approssimativa e ambigua
Gli invasi di Berchidda sono fondamentali per due ragioni principali: l’antincendio e l’equilibrio dell’ecosistema, a cui si aggiunge il valore del settore turistico collegato. 
La preoccupazione per l’anticendio attualmente è prioritaria: gli invasi sono perfettamente elicotterabili, quindi strategici, e la loro mancanza espone tutto il Limbara e la Sardigna tutta a maggiori rischi. 
Il consiglio comunale di Berchidda, all’unanimità, aveva chiesto lo stop immediato agli svuotamenti da parte dell’Ente Foreste in attesa, in tempi brevi, che il testo della Legge 12 venga sottoposto a revisione dalla nuova Giunta della coalizione, come nel 2007, facente capo al PD.
Nel caso specifico del Monte Limbara i piccoli bacini rappresentano un importante “rifugio” per molte specie rare e di notevole interesse scientifico, molte delle quali inserite nella Red List dell’IUCN, la cui sopravvivenza sarebbe fortemente compromessa dallo svuotamento degli stessi; senza dimenticare che i bacini si trovano all’interno di un’area SIC (Sito di Importanza Comunitaria), all’interno della quale quindi ogni attività generante un impatto sul territorio dovrebbe essere sottoposta ad una Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA). Da qui un’ulteriore lamentela del Consiglio circa la mancanza di comunicazione dell’Ente Foreste con l’amministrazione e la popolazione che hanno constatato casualmente la minore altezza dei laghetti. È stato definito lapidariamente “un attentato al territorio”. Lo svuotamento continua e oramai l’attentato è consumato. Attualmente il rischio è una mancanza di copertura per l’anticendio anche in caso di un blocco immediato delle operazioni di svuotamento, la stessa immediatezza che la popolazione e l’amministrazione chiedevano oltre una settimana fa.
Il mancato intervento della Regione e l’applicazione della Legge 12, espongono popolazione e territorio a seri rischi, gli stessi che una normativa di sicurezza si propone di scongiurare.
Il Fronte Indipendentista Unidu chiede l’interruzione di ogni svuotamento e, più ampiamente, il celere avvio di una valutazione mirata sui singoli invasi che permetta di quantificare il reale rischio di dissesto idrogeologico e adottare, in modo puntuale, le misure necessarie per la messa in sicurezza del territorio.

 

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