mercoledì, Dicembre 8

Liliana Segre, vaccinate i detenuti Non c’è dubbio che ha un fondamento il potere censurare la corrispondenza, i libri, le riviste o qualunque contenuto informativo, se si ravvisa un pericolo per l'ordine e la sicurezza; se c’è il rischio che si veicolino messaggi potenzialmente criminali. Ma il libro dell’ex presidente della Corte Costituzionale, di un esperto giurista, di un arcivescovo, rientrano in questa fattispecie?

0

A prima vista potrebbe sembrare una bizzarria, una extravaganza. Al contrario, una coerente logica c’è, tocca ammetterlo. I fatti, innanzitutto: l‘autorità giudiziaria vieta a un detenuto sottoposto al regime del 41bis a Viterbo di poter acquistare un libro. Si potrebbe essere indotti a credere che sia qualcosa tipo: ‘Manuale della perfetta evasione’; o, magari: ‘Uno, dieci, cento modi per farla franca’ … Niente di tutto ciò. Non si tratta neppure un libro pornografico, o che mette in discussione i valori di una pretesa morale. Non è un testo scritto da terroristi, non istiga alla violenza o alla sovversione. Il libro in questione è

Un’altra storia inizia qui”. “Qui”, è il carcere, e si tratta di una riflessione profonda di due personaggi insospettabili: lo hanno scritto l’ex Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, e un docente di criminologia, il Professor Adolfo Ceretti; si confrontano con il magistero del defunto arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini. Certo: introdurre in carcere un testo intriso di Costituzione e diritto può risultare estremamente pericoloso. Meglio non rischiare deve aver pensato l’occhiuto censore. Ha anche motivato il divieto: “Il possesso del libro metterebbe il detenuto in posizione di privilegio agli occhi degli altri detenuti, aumenterebbe il carisma criminale”. Dunque prontamente sventata la fainesca manovra del detenuto che in questo modo astuto intendeva esercitare una sorta di egemonia nei confronti degli altri detenuti. Mancano una decina di giorni a Carnevale, ma gli scherzi sono già cominciati. Solo che non si tratta di uno scherzo. Perché implacabile è scattato anche il divieto per l’acquisto di un altro libro, scritto da Luigi Manconi e Federica Graziani. Un acquisto “non opportuno”, ha stabilito la direzione del carcere.

   La cosa viene fuori perché il detenuto ha provveduto a inviare tutta la documentazione a Rita Bernardini, dirigente del Partito Radicale, e al parlamentare di Italia VivaRoberto Giachetti.

    Giachetti ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia. Non c’è dubbio che ha un fondamento il potere censurare la corrispondenza, i libri, le riviste o qualunque contenuto informativo, se si ravvisa un pericolo per l’ordine e la sicurezza; se c’è il rischio che si veicolino messaggi potenzialmente criminali. Ma il libro dell’ex presidente della Corte Costituzionale, di un esperto giurista, di un arcivescovo, rientrano in questa fattispecie?

  Chi a Roma transita dalle parti di via Arenula, dove ha sede il ministero della Giustizia, facilmente si potrà imbattere in una tranquilla signora che comincia a presentare i segni di un magrore in viso e nelle membra. La signora in questione è l’ex parlamentare radicale e Presidente di ‘Nessuno tocchi Caino Rita Bernardini. Da circa una settimana ha intrapreso uno sciopero della fame, e ‘passeggia’ avanti e indietro, esibisce un foglio dove ha scritto a caratteri cubitali: “Memento: chiunque tu sarai, noi saremo qui ad aspettarti per il rispetto dei diritti umani dei detenuti.

  Bernardini ricorda al ministro della Giustizia quali sono i suoi obblighi nei confronti dei detenuti. Si dirà: la solita capucinade radicale. D’accordo. Però se le stesse cose le sostiene anche la senatrice a vita Liliana Segre, a cui nessuno può insegnare qualcosa in merito a detenzione e carcere, allora può valer la pena di prestare attenzione.

  Segre ribadisce la necessità del vaccino anti-Covidall’interno delle carceri:I detenuti vanno inseriti nelle categorie prioritarie per il vaccino. Lo Stato ha dei doveri nei confronti delle persone affidate alla sua custodia per tutta la durata della permanenza in carcere. Torno spesso a San Vittore perché sono stata in queste celle per 40 giorni quando ero una ragazzina e so cosa significa, anche se sicuramente le carceri erano molto diverse da oggi. Sempre per questo motivo mi sto battendo tanto affinché i detenuti vengano vaccinati subito. Quei detenuti furono gli unici a farci sentire persone e oggi quel gesto mi obbliga a battermi per coloro che vivono in carcere.

  Segre assieme ad altri due senatori, Loredana De Petris e Gianni Marilotti, propone un piano vaccinale che consideri il contagio tra i detenuti un’emergenza tra le prioritarie. In un’interrogazione al ministro della Giustizia, sottolinea che nel solomese di dicembre 2020 oltre un migliaio di persone sono risultate contagiate all’interno delle carceri. Un numero che riguarda prevalentemente i detenuti, perché gli agenti di polizia penitenziaria colpiti dal Covid in carcere e il personale amministrativo sono rispettivamente 810 e 72.

Appare evidente come il carcere, nonostante le misure predisposte per il contenimento, sia uno dei luoghi con maggiore possibilità di contagio e diffusione anche all’esterno del virus sostengono i tre senatori. “Viviamo in uno Stato che ha un preciso obbligo di garanzia nei confronti delle persone affidate alla giustizia e alla custodia dello Stato durante tutto il periodo della detenzione negli istituti di pena.

  Giorni fa il tribunale di sorveglianza ha disposto la scarcerazione di un detenuto ‘eccellente’, Denis Verdini; per ragioni sanitarie. Verdini era detenuto nel carcere romano di Rebibbia, dove i malati di Covid sono ormai più di un centinaio: un detenuto su dieci ha preso il virus. Verdini, in carcere per reati finanziari, ed è uno dei detenuti anziani. Tra qualche mese compirà 70 anni, ha problemi cardiaci e respiratori. E’ insomma un detenuto ‘a rischio’; i giudici di sorveglianza, esaminati i referti medici e la documentazione, hanno applicato la legge, e concesso gli arresti domiciliari. Un provvedimento di due mesi, il tempo che finisca l’emergenza sanitaria. A fine marzo Verdini dovrebbe tornare in carcere. C’è chi ha storto la bocca.

  E’ la legge a prevedere che, in linea di massima, chi ha compiuto i 70 anni sconti la pena ai domiciliari, o ai servizi sociali. Norma non automatica: è affidata al giudizio dei magistrati.

  Il problema non è che Verdini sia agli arresti domiciliari. Piuttosto, perché solo Verdini e non i tanti settantenni che si trovano in analoga situazione (di salute e di imputazione e condanna), ma non si chiamano Verdini. Secondo gli ultimi dati ufficiali, alla fine del 2020 c’erano in prigione 850 persone che hanno più di 70 anni. Probabilmente pochi costituiscono un pericolo per la società. Dunque?

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->