sabato, Maggio 8

Licenziamento di Rex Tillerson: un grosso errore per le relazioni USA – Africa L'annuncio di Trump su Twitter di aver licenziato Tillerson è stato accolto con sdegno e risentimento da vari Capi di Stato africani

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L’ex Segretario di Stato americano Rex Tillerson la scorsa settimana al rientro dal tour diplomatico in Africa è stato licenziato dal Presidente Donald Trump, per regioni non rilevate al pubblico.

Il licenziamento è avvenuto nella classica forma plateale tanto cara a Trump, annunciandolo su Twitter. Oltre ad una mancanza di rispetto verso un collaboratore che ricopre una tra le più importanti cariche di Stato, il messaggio Twitter si è rivelato un terribile boomerang per l’immagine degli Stati Uniti in Africa.

Tillerson aveva visitato Gibuti, Etiopia, Ciad, Kenya e Nigeria, incontrando i Capi di Stato dei rispettivi Paesi. Oltre la promessa di stanziare 533 milioni di dollari in aiuti umanitari, rafforzare la cooperazione nella lotta contro il terrorismo e mettere in guardia sulla “insana” e pericolosa cooperazione economica con la Cina, Tillerson non ha potuto offrire molto di concreto.

Non si è parlato del rinnovo degli accordi commerciali AGOA, della disputa sull’importazione di abiti usati dall’America. Un imponente giro d’affari di diversi milioni di dollari annui ora in pericolo per la decisione presa da vari Paesi dell’Africa Orientale, primo il Kenya, di vietare l’importazione per proteggere le industrie tessili locali.

Anche le drammatiche crisi del Burundi, Congo e Sud Sudan non sono state trattate come di dovere. Eppure gli Stati Uniti hanno grossi interessi in gioco in Congo e Sud Sudan ostacolati dai rispettivi dittatori.

In Burundi il governo HutuPower di Pierre Nkurunziza, ora impegnato nell’ abolire la Repubblica per proclamare la nascita di un anacronistico Regno Hutu, rischia di compromettere la stabilità regionale danneggiando gli interessi economici americani.

In entrambi i tre Paesi Washington è contro i regimi al potere e zta spingendo verso un cambiamento democratico. Gli Stati Uniti hanno applicato sanzioni ad personam in tutti e tre i regimi e decretato un embargo nella vendita di armi in Sud Sudan.

Un solo successo è stato portato a casa: la riconciliazione tra il Presidente keniota Huru Kenyatta e il suo rivale Raila Odinga che ha evitato il prolungarsi di un pericoloso conflitto sociale che facilmente poteva degenerare in un conflitto etnico.

Nessuna proposta concreta di business è stata formulata da Tillerson che non ha nemmeno discusso del piano ideato dal ex Presidente Obama di rafforzare le capacità di energia elettrica di vari Paesi africani con un nutrito piano di investimenti indirizzato verso le energie pulite.

Investimenti utili per rafforzare la distribuzione energetica per uso privato ed industriale e un ottimo affare per le industrie americane del settore. Dalla Presidenza di Trump fino ad oggi questi investimenti non sono stati approvati con il palese rischio di non venire mai stanziati.

Allora che c’è venuto a fare Tillerson in Africa? I Media africani sono stati estremamente critici sul tour diplomatico americano. «La visita di Rex Tillerson sembrava aver un unico obiettivo: ricucire lo stappo creatosi dopo che il Presidente Trump ha definito gli Stati africani ‘Paesi di merda’, aumentando il sempre più evidente divario tra il Continente e gli Stati Uniti» spiega Ed Cropley sul settimanale The East African.

Tillerson aveva incontrato il presidente keniota Huru Kenyatta, il presidente nigeriano Muhammadu Buhari e Idris Debi Itno, presidente del Ciad, Paese inserito nel Ban migratorio anti mussulmani voluto da Trump su basi chiaramente illogiche e razziste.

Il Ciad non ha mai registrato segnali di radicalizzazione islamica e reclutamento terroristico a differenza del Sudan. Eppure Ndjamena è stata inserita nella lista nera mentre Khartoum è stato risparmiato.

L’annuncio di Trump su Twitter di aver licenziato Tillerson è stato accolto con sdegno e risentimento da vari Capi di Stato africani. Il portavoce del governo keniota e il Ministro degli Esteri nigeriano hanno evitato ogni commento al riguardo. I Presidenti africani hanno un radicato senso del potere e della rappresentanza di governo e sono abituati a trattare con inviati dotati di pieni poteri.

A seguito del licenziamento di Tillerson ora i Presidenti africani si domandano se gli impegni presi con il numero due degli Stati Uniti, silurato al suo rientro,  siano da ritenere ancora validi.

«Considerando la progressiva dipendenza economica africana verso la Cina, ormai principale partner, e il recente sforzo diplomatico del Ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov per rafforzare la posizione della Russia in Africa, il licenziamento di Rex Tillerson può avere gravi conseguenze per Washington nei rapporti con il continente africano» fa notare la Reuters.

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