venerdì, Ottobre 22

Libia: voci da un Paese possibile

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Come vedete nel vostro paese una possibile missione militare europea? Lei sarebbe d’accordo?

I libici non accetteranno alcuna forma di missione militare straniera in Libia. Penso che entrambe le parti in conflitto presenti nel Paese proveranno a combattere questo intervento militare e nel caso in cui ciò dovesse verificarsi il caos sarebbe dilagante e rischierebbe di minacciare tutta la regione mediterranea.

Stato Islamico: come è cambiata la vostra vita con questo nuovo nemico alle porte e quali paure nutrite per il futuro?

L’IS controlla Sirte ora e la maggior parte dei combattenti sono stranieri, soprattutto tunisini. Essi sfruttano l’attuale situazione di caos in Libia, ma una volta che le cosa ritorneranno alla normalità, sarà molto più facile per noi sconfiggerli. Nella città di Derna, lo Stato Islamico, è stato espulso dal  IS sono stati espulsi dalla città da Derna Shura Council. A Bengasi, le bandiere nere stanno approfittando della guerra in corso in città. Khalifa Belqasim Haftar e il suo entourage sbagliano a mettere tutti i rivoluzionari nello Stato Islamico nello stesso paniere, le situazioni sono diverse e diversificate città per città. Haftar vuole il potere. Quest’ultimo ha accusato la Bengasi Shura e i combattenti rivoluzionari di essere terroristi come lo Stato Islamico e da lì si è sviluppata una nuova lotta feroce contro la sua figura. Questo è un grosso. Sono sicuro che se Haftar ferma la sua guerra personale contro il Shura Council  e i combattenti della rivoluzionari, lo Stato Islamico potrebbe essere sconfitto anche a Derna ed in tempi parecchio rapidi.

Migranti, quale piano per fermare l’esodo dalle coste libiche?

L’Unione Europea, dovrebbe aiutare il governo libico con le attrezzature necessarie per fermare questo fenomeno. Il problema dell’Europa è che ha grosse difficoltà a trovare un interlocutore e mantenerlo. La maggior parte dei migranti arriva dalla Libia dell’ovest e l’Europa può aiutarci a fermare questo esodo, un lavoro che richiede collaborazione e comunità d’intenti perché riguarda entrambe le parti in causa.

 

Parlando con il Direttore del Lybia Observer si evince chiaramente che la situazione nel paese non è facile come sembra alle cancellerie europee. Promuovere ed appoggiare un’operazione militare non richiesta ed osteggiata rischia di peggiorare la situazione più di quanto le decine di parti in causa non stiano già facendo per conto loro. Supportare un Governo di Unità Nazionale osteggiato ed inconcludente metterebbe sulla scena internazionale un nuovo protagonista senza potere e senza consenso, uno scenario che come si è visto in passato non ha portato a nulla di buono.

L’Europa sarà in grado, almeno per una volta di accompagnare la Libia in un processo di transizione autonomo supportando le decisioni dei leader e garantendo uno sviluppo politico autonomo?

 

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