martedì, Settembre 21

Libia: voci da un Paese possibile

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La complessa situazione libica, pericolosamente vicino alle coste italiane, ci costringe seriamente per la prima volta a fare i conti con le conseguenze delle operazioni di politica estera del Governo. La Libia non è una landa abbandonata a se stessa, non è l’Afghanistan dei Talebani e non è nemmeno l’Iraq, capostipite degli stati canaglia. Tripoli ha un governo, debole ma presente, un governo che si batte perché il resto del mondo rimanga fuori dai suoi confini nazionali.

L’insistenza sospetta di alcuni Paesi, europei e non, per voler guidare una spedizione militare terrestre nel Paese non fa che aumentare le paure del Governo e dei suoi oppositori, che temono di non essere più padroni in casa loro. Tuttavia è necessario sottolineare come l’incapacità di formare un’autorità politica stabile e concreta capace di contrastare l’avanzata delle bandiere nere nella mezzaluna petrolifera sia un problema che riguarda anche l’Europa.

Mentre in Italia si spinge per avere un ruolo sempre più centrale nella risoluzione della crisi, quasi nessuno si sofferma a pensare come i libici vedono e vivono questa situazione. Se per gli italiani, la Libia è solo una delle tante guerre e crisi sparse per il Medioriente per i libici riconquistare la Libia vuol dire riavere una casa. Abbiamo deciso di chiedere al direttore del sito di informazione libica Libya Observer Abdullah Ibrahim una panoramica sul suo paese e su come si viva oggi a Tripoli.

 

Direttore, qual è la situazione politica in Libia oggi.

Oggi, la Libia, deve affrontare una crisi politica con due parlamenti e governi, uno a Tripoli e l’altra a Tobruk. In realtà, la Camera dei Rappresentanti è stata eletta nel giugno 2014, ma in seguito è stata sciolta dalla Corte suprema libica per alcune violazioni. In questa situazione è rimasto al potere il GNC (Generale National Congress) e la HoR (House of Rapresentatives) ha sfidato la sentenza del tribunale rimanendo al governo. Ufficialmente la crisi inizia da questo momento. Entrambi i parlamenti hanno forze alleate e brigate armate.

Un Governo di Unità nazionale è possibile?

Un Governo di Unità nazionale, sul modello proposto dalle Nazioni Unite, penso che sarà di difficile attuazione. I motivi sono diversi, in primis perché i libici non sono assolutamente compatti nel condividere ed aderire al progetto. La missione politica UNSMIL sta lavorando perché si trovi almeno un punto d’incontro ma i due principali partiti (GNC o HOR) ancora rifiutano il pieno coinvolgimento. Non è facile imporre un governo, come ho detto entrambi i parlamenti hanno forze armate. Questo Governo di Unità Nazionale veniva chiamato Governo della Concordia, ma personalmente lo vedo più come Governo della Discordia.

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