venerdì, dicembre 14

Libia, tutti soddisfatti (o quasi) a Palermo Brexit, accordo vicino. Trump, nuovo attacco ad Emmanuel Macron

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Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, il premier italiano Giuseppe Conte, il generale libico Khalifa Haftar, il capo del governo di unità nazionale Fayez al Sarraj, il premier russo Dmitri Medvedev, l’inviato dell’Onu Ghassam Salamè e i leader di Tunisia, Algeria, Niger, Ciad, hanno partecipato stamattina a Palermo ad un mini vertice sulla Libia.

Un confronto a momenti anche duro, durante il quale fonti parlano di un Haftar che abbia richiamato Sarraj dicendogli: «Non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume», facendo riferimento ad un’assicurazione da parte di Haftar a Sarraj che potrà restare al suo posto fino alle elezioni libiche.

«Lasciamo Palermo portando con noi il sentimento di fiducia per aver dato una prospettiva di stabilizzazione della Libia», ha detto il premier Conte. «Non dobbiamo illuderci, ma sono state poste premesse importanti di questo cammino», ha ammesso. «C’è stato un impegno serio da parte dei libici presenti. Mi sento più tranquillo», ha invece detto l’inviato Onu per la Libia Salamè.

Medvedev invece ha lanciato un messaggio chiaro: tutte le parti in Libia devono raggiungere un compromesso altrimenti la situazione esploderà di nuovo. ma si è detto fiducioso che si possano ottenere progressi sulla base degli accordi di Skhirat. Deluso invece il vicepresidente turco Fuat Oktay: «Il meeting informale di stamattina a margine della Conferenza è stato presentato come un incontro tra i protagonisti del Mediterraneo. Ma questa è un’immagine fuorviante che noi condanniamo. Per questo lasciamo questo incontro profondamente delusi. Qualcuno all’ultimo minuto ha abusato dell’ospitalità italiana», ha aggiunto senza mai nominare il generale Haftar. E ha ammonito: «Sfortunatamente la comunità internazionale non è stata capace di restare unita».

Brexit, accordo vicino. Resta «un piccolo numero di questioni cruciali» da risolvere ha precisato in una nota Downing Street sintetizzando le indicazioni date oggi al consiglio dei ministri dalla premier Theresa May. Il confine irlandese rimane il nodo da sciogliere. La premier ha intanto convocato per domani mattina una riunione straordinaria del governo per esaminare una bozza d’accordo dei negoziati di divorzio dall’Ue sulla Brexit. Lo rende noto la Bbc, confermando la notizia della tv pubblica irlandese Rte sul testo concordato a livello tecnico delle ultime ore.

In Medioriente, l’esercito israeliano ha fatto sapere che continuerà le sue operazioni secondo quanto necessario: «Il Gabinetto ha discusso gli eventi nel sud, ascoltato quanto riferito dall’esercito e dai responsabili della sicurezza circa gli attacchi e le estese operazioni contro elementi terroristici a Gaza». Alle 15.30 però il comando congiunto delle fazioni armate palestinesi di Gaza ha annunciato di aver sospeso il fuoco in direzione di Israele. Questo sviluppo, aggiunge il comunicato, è giunto in seguito a pressioni egiziane. Le fazioni palestinesi si attendono adesso che anche Israele faccia altrettanto.

Novità sul caso Khashoggi. Poco dopo l’omicidio del giornalista il 2 ottobre scorso un membro del team saudita inviato nel consolato di Riad a Istanbul telefonò a un suo superiore dicendogli di ‘dire al tuo capo’ che la missione è stata portata a termine: lo riporta il. A dirlo il ‘New York Times‘, secondo cui il capo sarebbe il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.

Negli Usa, la Cnn fa causa a Donald Trump per aver ritirato le credenziali al suo corrispondente dalla Casa Bianca Jim Acosta, vietandogli di fatto l’ingresso. Oltre che al presidente americano, la causa è stata intentata anche contro diversi funzionari della Casa Bianca, dal capo dello staff John Kelly alla portavoce Sarah Sanders. L’accusa è quella di aver violato il primo e quinto emendamento della Costituzione, quelli che proteggono la libertà di parola e di stampa.

Ma a fare rumore è il nuovo attacco del presidente ad Emmanuel Macron. «Suggerisce di costruire un loro esercito per proteggere l’Europa dagli Stati Uniti, Cina e Russia. Ma era la Germania nelle due guerre mondiali. Come è andata a finire per la Francia? Avevano iniziato ad imparare il tedesco a Parigi prima che arrivassero gli Stati Uniti. Paghi piuttosto per la Nato!», ha detto il presidente in alcuni tweet. «Non c’è Paese più nazionalista della Francia, gente molto fiera e giustamente… FATE LA FRANCIA DI NUOVO GRANDE!», facendo poi pesare la scarsa popolarità al momento in patria del presidente francese.

Chiudiamo con la Francia, dove è morta il simbolo dei “poliziotti in lotta”, associazione nata nel 2016 dopo l’ennesimo agguato a una pattuglia di agenti con le bottiglie molotov, nella banlieue di Parigi. Maggy Biskupski è stata trovata senza vita in casa, dopo essersi sparata con l’arma di servizio. La donna era nel mirino di un’inchiesta interna per aver divulgato notizie riservate con una delle sue denunce. Di recente aveva denunciato di sentirsi circondata dalle pressioni e dalle indagini gerarchiche.

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