mercoledì, Settembre 22

Libia, trattative per gli scali petroliferi field_506ffb1d3dbe2

0

Libia morning glory

Proseguono a Tripoli le trattative fra il debole governo libico e la fazione ribelle separatista che controlla il porto Es Sider. Il gruppo, guidato dall’auto-dichiarato Primo Ministro Abb-Rabbo al-Barassi, ha presentato, nella giornata di ieri, le sue richieste. L’ex miliziano anti-Gheddafi, al comando delle fazioni che detengono il controllo dei tre principali scali petroliferi della Libia, ha dichiarato che la disponibilità del suo gruppo a portare avanti trattative di distensione avverrà solo in seguito alla riconsegna della petroliera Morning Glory e dei suoi tre membri di equipaggio. «Ci rendiamo conto che il mondo rispetta solo chi ha un potenziale offensivo adeguato, ecco perché miglioreremo il nostro sistema ed i nostri equipaggiamenti » ha riportato Reuters.

Il gruppo di separatisti originari della Cireaica, regione orientale del Paese e punto di snodo internazionale per il greggio libico, rivendica autonomia ed una maggiore percentuale sugli introiti petroliferi. Il governo in carica, presieduto da Ali Zeidan, è stato sfiduciato proprio a seguito dell’incompetenza a gestire la situazione, ed il premier ad interim, l’ex-ministro della difesa Abdullah al-Thinni non sembra, al momento, in grado di far fronte all’emergenza. Il Primo Ministro, la scorsa settimana, a seguito di report che lo consideravano obiettivo di attacchi, nonostante il divieto di lasciare il Paese,  è espatriato ed al momento si troverebbe in territorio tedesco. Il risultato di questa situazione di stallo, si ripercuote sull’industria dell’oro nero libico, tenuta sotto scacco a causa dell’inaccessibilità ai porti. L’esportazione, che si aggira intorno ai seicento mila barili al giorno, è al momento, se non completamente ferma, ridotta al minimo.

Intanto la vicenda della petroliera apolide che si aggirava per il Mediterraneo sembra essere conclusa: due settimane fa, la Morning Glory, petroliera gestita da una società egiziana, è stata autorizzata ad issare la bandiera Nord Coreana, le forze di sicurezza libiche hanno monitorato le operazioni di carico della nave nel porto di Es Sider, ed impotenti, l’hanno vista lasciare il molo carica di 234 mila barili di petrolio grezzo diretta verso la sponda est del Mediterraneo. Immediata la richiesta di intervento del governo di Tripoli alla marina americana che, nella notte della fra domenica 16 e lunedì 17 marzo, dietro autorizzazione del Presidente Obama, ha ordinato ad una squadra di Seals di muoversi dalla porta aerei USS Roosvelt. La squadra, con l’appoggio di imbarcazioni veloci ed alcuni elicotteri, ha preso possesso della nave e posto sotto arresto il suo equipaggio in acque internazionali al largo di Cipro.

Autorità di Larnaca, secondo quanto riportato daThe Guardian, hanno fermato brevemente due cittadini israeliani ed uno senegalese, arrivati in città il venerdì precedente il blitz a bordo di un jet privato. I tre avrebbero poi noleggiato un’imbarcazione utilizzata per raggiungere l’equipaggio della Morning Glory in acque internazionali per concludere le trattative sulla vendita delle risorse di proprietà del popolo libico. Proprio la posizione extra territoriale del meeting ha fatto sì che il governo cipriota rilasciasse i tre per incompetenza territoriale, ed in seguito hanno fatto ritorno a Tel Aviv. Nel frattempo l’imbarcazione da ventuno mila tonnellate, ha invertito la rotta e fatto rientro al porto di Tripoli , dove è stata riconsegnata al governo libico con l’intero carico a bordo.

L’ambasciatrice Usa in Libia, Deborah Jones, ha dichiarato attraverso l’ufficio stampa di «essere soddisfatta del fatto che gli Usa siano stati in grado di rispondere positivamente alle richieste della Libia per coadiuvare la prevenzione della vendita illegale del suo petrolio su navi apolidi». L’apolidia stessa della nave è giunta dietro comunicato ufficiale delle autorità coreane che, dopo essere venute a conoscenza della vicenda ed aver avviato un’indagine a riguardo hanno negato ogni responsabilità, competenza o collegamento con la nave carica di merci di contrabbando. I ribelli, che durante la settimana hanno avuto duri scontri con l’esercito regolare nella città di Sirte, continuano a disconoscere l’autorità governativa ed hanno annunciato il carico di una seconda petroliera che arriverà a breve nel porto di Tobruk.

La tensione quindi, in Libia resta alta. Le fazioni separatiste, ricche di risorse ed equipaggiamenti, tengono testa alle forze governative, nel tentativo di impadronirsi delle regioni più produttive del Paese. Oggi intanto, è stata fissata la data di inizio del processo a Seif al Islam Gheddafi e Saadi Gheddafi, figli dell’ex Presidente libico deposto a seguito degli scontri del 2011, ed Abdllah Senussi ex capo dei servizi segreti. Seif, il fratello maggiore, era stato arrestato durante gli scontri tre anni fa e detenuto fino ad ora nel carcere di Zeintan, suo fratello Saadi, invece, dopo essere stato localizzato in Mali, è stato estradato in Libia solo da poche settimane. Le accuse contro i tre comprendono omicidio, saccheggio, sabotaggio, sequestro di persona ed appropriazione indebita. Il rito avrà inizio il 14 di aprile.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->