mercoledì, Ottobre 20

Libia, rapiti quattro italiani field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Dalle otto di questa mattina (le 7 in Italia ndr) la Grecia tira un leggero sospiro di sollievo. Hanno riaperto le banche, ma resta il tetto di 420 euro a settimana e di 60 euro al giorno. Non c’è davvero serenità anche perché sono entrate in vigore le misure imposte da Bruxelles che prevedono, tra le altre cose, l’aumento dell’Iva dal 13 al 23% dell’Iva su molti prodotti alimentari e sul pubblico trasporto. Intanto, è stato erogato il prestito ponte da 7,16 miliardi tramite il meccanismo Efsm e Atene ha avviato le procedure per il pagamento delle scadenze dovute alla Bce a al Fmi. Si tratta di cifre consistenti: 3,5 miliardi di euro di titoli di Stato, cui si devono aggiungere interessi per 0,7, alla Bce e 2,04 miliardi al Fondo monetario internazionale. «Siamo fiduciosi che i pagamenti si concludano oggi» hanno sottolineato dalla Commissione, mentre il governo greco e le istituzioni creditrici stanno lavorando all’accordo alla base del programma di sostegno dell’Esm e i negoziati. «Stanno lavorando per il completamento del memorandum of understanding per il terzo programma» ha detto Jean-Claude Juncker.

Forse pirati o forse no. Non si sa e non ci sono molti elementi per capire. Quello che accade nel video pubblicato dal New York Times è terribile, perché mostra l’esecuzione di alcuni uomini avvenuti nelle acque dell’oceano Indiano tra il 2012 e il 2013. Dalle ricostruzioni le vittime sembrerebbero pirati, gettati uccisi dopo l’ attacco di una società dello Sri Lanka. Le immagini sono state divulgate in esclusiva dal Nyt che avrebbe visto il video per la prima volta l’anno scorso, dopo il ritrovamento di un telefono cellulare lasciato su un taxi a Suva, la capitale delle isole Fiji. «Esecuzione sommaria, vigilantismo, eccesso di difesa chiamatelo come volete», ha commentato Klaus Luhta, legale di un’organizzazione internazionale, «questo non è altro che un caso di omicidio in mare e la domanda è perché viene consentito che accada».

Grande soddisfazione Cuba e in America per la riapertura delle ambasciate nei rispettivi Paesi. Sono passati ben 54 anni, tra tensioni e ostilità, ma oggi la bandiera cubana sventola a Washington, sul palazzo della sede diplomatica dell’Avana. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ha presieduto la cerimonia e il segretario di Stato americano John Kerry ha annunciato che il prossimo 14 agosto volerà a L’Avana per compiere la stessa cerimonia: issare la bandiera statunitense all’ambasciata Usa nella capitale cubana. Si tratta di un nuovo importante passo verso la ricucitura di un rapporto difficile e travagliato, ma ancora non tutti i nodi sono sciolti. Al momento, infatti, l’embargo resta ancora in vigore.

In Francia,  da oggi all’Assemblea Nazionale francese parte il progetto di legge sui diritti degli stranieri voluto dal presidente socialista Francois HollandeTra le misure previste c’è anche il cosiddetto “passaporto dei talenti” che attribuisce un permesso di soggiorno speciale di 4 anni agli immigrati qualificati con competenze particolari in materia artistica, scientifica o sportiva.  E sui migranti è intervenuta oggi  da Bruxelles anche l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, Federica Mogherini, domani in visita in Marocco, che ha rivolto un appello agli Stati perché trovino un accordo sull’accoglienza di richiedenti asilo politico e sulla gestione dei flussi migratori. «Ora sta agli Stati membri essere coerenti con quelle scelte che i capi di Stato e di governo hanno fatto per una politica interna orientate alla solidarietà e alla condivisione dell’accoglienza».

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->