sabato, Ottobre 23

Libia, nessun accordo. Ma Berlino pensa di intervenire field_506ffbaa4a8d4

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E’ stato arrestato in Marocco un cittadino belga di origine marocchina che ha legami diretti con gli autori degli attentati del 13 novembre a Parigi. Lo ha reso noto il ministero degli interni di Rabat, secondo quanto riferiscono i media belgi. Le autorità marocchine si limitano a fornire l’iniziale del nome in arabo dell’uomo, aggiungendo che ha combattuto in Siria con il Fronte al Nusra, collegato ad al Qaeda, per passare poi nelle fila dello Stato Islamico.

Freddo, freddissimo, addirittura polare il rapporto tra Bruxelles e l’Italia dopo il botta e risposta di venerdì tra il presidente della commissione Europea Jean Claude Juncker, e il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi. Il nodo della polemica, nata secondo Jucker dalla volontà del premier di vilipendere le istituzioni europee, non si scioglie ma anzi, alimenta il dibattito. Il problema sarebbe nella mancanza di un interlocutore a Roma con cui dialogare sui dossier delicati. Secondo Bruxelles, infatti, mentre i governi francese, tedesco, spagnolo, polacco, britannico mantengono contatti costanti con la Commissione attraverso i loro ‘sherpa’, e i leader di questi Paesi parlano al telefono con Juncker fino a tre-quattro volte alla settimane, il governo Italiano è poco presente, non cerca di risolvere le grandi questioni aperte con la discussione e la volontà di capirsi reciprocamente. Come già venerdì, anche quest’oggi a prendere le difese di Renzi è stsato un ministro del governo. «Abbiamo un continuo dialogo con le istituzioni, abbiamo un ministro degli esteri, degli interni, dell’economia, l’Italia ha un governo nel pieno dei suoi poteri» ha ribattuto Paolo Gentiloni. «Credo che francamente da Bruxelles siano arrivate delle polemiche che io considero inutili. Noi non partecipiamo a polemiche inutili. Teniamo, naturalmente, alle nostre posizioni» ha aggiunto «ma lo facciamo come lo fa ciascun paese: discutendo sui diversi argomenti. Penso che la situazione in Europa sia molto delicata sia sul fronte economico che sul fronte migratorio e questa situazione delicata dovrebbe essere affrontata senza accenti polemici come quelli che ho sentito da Bruxelles nei giorni scorsi che francamente sono, lo ripeto, inutili».

La questione migranti, in particolare, sta continuando a far discutere l’Europa e intanto stamattina la Slovenia ha detto di essere pronta a sospendere Schengen con la reintroduzione di controlli di documenti ai suoi confini. Nei giorni scorsi anche Austria e Germania hanno ipotizzato la stessa misura e infatti, il governo di Lubiana ha fatto sapere che nel momento in cui questa decisione di Vienna diventerà effettiva, lo diventerà subito anche in Slovenia. «Nel caso gli interessi nazionali della Slovenia venissero messi a rischio o se altri Paesi agiranno unilateralmente» si legge in un comunicato di governo «Lubiana è pronta a mettere in atto misure concrete ai propri confini». Sabato, l’Austria ha annunciato di volere annullare temporaneamente le regole di Schengen sulla libera circolazione in Europa e secondo fonti giornalistiche, la decisione ufficiale potrebbe arrivare entro la fine di questa settimana. Lo ha detto il cancelliere Werner Faymann in un’intervista al giornale Oesterreich, in cui ha affermato che «esattamente come fa la Germania abbiamo deciso di aumentare i controlli alle frontiere e di effettuare rimpatri».

Anche in Gran Bretagna la questione degli immigrati sta portando il governo di David Cameron a prendere nuove decisioni. Il premier inglese ha stabilito che profughi e richiedenti asilo, dopo due anni e mezzo, dovranno dimostrare di sapere l’inglese a un livello base o saranno espulsi e ha annunciato anche l’intenzione sottoporre a un test linguistico, chi è entrato nel Paese. «Chi viene da noi deve rispettare la nostra cultura» ha detto Cameron  «i diritti delle donne, che non dovrebbero portare il velo nelle nostre scuole o nelle situazioni ufficiali». Il Regno Unito sta riorganizzando le regole interne, ma intanto ha finalmente messo nero su bianco le sue richieste di riforma dell’Unione europea per evitare che la Gran Bretagna la lasci definitivamente. Tra queste, molte riguardano la questione migranti e in particolare, David Cameron ha chiesto di ridurre l’immigrazione limitando il sostegno sociale per i migranti in arrivo dagli altri Paesi Ue per i primi quattro anni. Replicando al discorso di Cameron, un portavoce della Commissione Ue ha definito la proposta altamente problematica e anche la cancelliera Angela Merkel ha detto che ci sono alcune richieste difficili, altre un po’ meno, sottolineando di essere ragionevolmente fiduciosa che si trovi un accordo. Secondo l’edizione online del ‘Financial Times’, però, almeno cinque Paesi sui 28 stanno cercando di sfruttare a loro vantaggio l’iniziativa del premier britannico per ottenere degli alleggerimenti sulle politiche migratorie.

 

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