venerdì, Aprile 23

Libia, Mediterraneo e interesse nazionale italiano

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Lo scorso 10 dicembre il sottosegretario di Stato alla Difesa, Domenico Rossi, ha partecipato, in rappresentanza del Ministro Roberta Pinotti, alla riunione ministeriale a Tunisi nell’ambito dell’iniziativa di difesa ‘5+5’.

Si è trattato di un evento che non ha particolarmente interessato i media nazionali ma che rappresenta un fatto significativo nei rapporti e nelle dinamiche intra-mediterranee poiché, al contrario degli anni precedenti in cui gli incontri si limitavano a cerimonie formali, quest’anno la discussione è stata la premessa di un impegno di sostanza in prospettiva futura già nel breve-brevissimo periodo. In particolare, temi quali la centralità del Mediterraneo e la sua sicurezza sono stati riconosciuti come fattori fondamentali per la stabilità dell’intera regione mediterranea e dei Paesi che vi si affacciano e la compongono.

E infatti, l’iniziativa di difesa dei paesi componenti il ‘5+5’ può oggi ambire a essere uno dei pilastri portanti della sicurezza nel Mediterraneo: uno spazio geografico, politico e sociale al centro dell’interesse nazionale. Dunque, l’Italia è in prima linea -non solamente per la sua posizione geografica- nell’opera di stabilizzazione dell’area mediterranea e in supporto ai Paesi rivieraschi della sponda sud.

 

Cos’è la ‘Iniziativa di difesa del 5+5’?

Nella sostanza è un forum internazionale finalizzato alla cooperazione in ambito difesa e sicurezza, fondato nel 2004, e comprendente dieci Nazioni, cinque della sponda sud e cinque della sponda nord del Mediterraneo; queste sono, oltre all’Italia: Algeria, Francia, Libia, Malta, Mauritania, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia, quest’ultima nel ruolo di coordinamento del forum.

Attraverso attività pratiche condotte da gruppi di lavoro costituiti ad hoc con il contributo di esperti provenienti dal mondo della ricerca e dell’analisi e l’incentivazione al dibattito critico, la Iniziativa 5+5 opera al fine di intensificare la mutua cooperazione e la fiducia tra i Paesi partecipanti al fine di affrontare le comuni sfide alla sicurezza regionale.

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