lunedì, Giugno 14

Libia: grandi avvocati americani a caccia del tesoro di Gheddafi La Libia si rivolge agli studi legali statunitensi Holland & Knight e Baker & Hosteler per aiutare a recuperare i miliardi di beni rubati da Gheddafi che si ritiene risiedano in svariati Paesi del Nord America, Europa, Asia, Africa

0

Il Governo libico ha chiesto aiuto a un paio di studi legali statunitensi per recuperare miliardi di dollari di beni rubati dal defunto dittatore Moammar Gheddafi e dai suoi uomini, beni nascosti in tutto il mondo.

Secondo un nuovo documento di lobbying, il Libya Asset Recovery & Management Office (LARMO) ha assunto, a fine ottobre 2020, Baker & Hostetler per servizi legali. L’azienda ha reso noto ora l’incarico poiché inizia a contattare i funzionari del Governo degli Stati Uniti, e ciò richiede la registrazione ai sensi del Foreign Agents Registration Act (FARA).

In una dichiarazione inviata via e-mail, l’ufficio stampa di LARMO ha affermato che Holland & Knight sta partecipando allo «sforzo di recupero mondiale a beneficio della Libia e del popolo libico», da qui la registrazione FARA. Holland & Knight e Baker & Hosteler «adotteranno presto misure legali e politiche negli Stati Uniti per sostenere gli sforzi di recupero dei beni della Libia, oltre all’analisi del contenzioso condotto fino ad oggi», ha affermato l’ufficio stampa di LARMO.
Il recupero delle risorse è sostanziale, prosegue la nota, anche per l’ampiezza delle
risorse, che rappresentano «una parte significativa del PIL che dovrebbe essere restituita al popolo libico», ha affermato l’ufficio. «Questo sforzo sarà una combinazione di passaggi, tra cui contenzioso,cooperazione governativa e aiuto di numerosi individui ed entità», precisando che l’attenzione è rivolta a tutto il mondo. «Ci sono potenziali recuperi e soggetti da considerare in vari Paesi del mondo, inclusi Nord America, Europa,Africa e Asia». Le persone iscritte FARA sono tutte specialisti nel recupero dei beni.

Secondo la sua registrazione, Baker & Hostetler fornisce «rappresentanza legale per quanto riguarda la ricerca di beni e le procedure di recupero, compresi i compiti ordinari collegati in tale lavoro -indagini, sviluppo dei fatti, ricerca e analisi legali, preparazione di mozioni, memorie e altri documenti e così via», si legge nella registrazione. «Ulteriori attività possono includere contatti con funzionari del governo degli Stati Uniti» in relazione alle attività al centro dell’incarico.

LARMO, istituzione semi-sovrana creata con decreto presidenziale nel novembre 2017, ritiene che funzionari del regime di Gheddafi, tra cuiBashir Saleh Bashir, ex capo del Libya Africa Investment Portfolio (LAIP), il fondo sovrano, e l’ex capo dello sviluppo delle infrastrutture Ali Ibrahim Dabaiba, abbiano nascosto circa 10 miliardi di dollari in luoghi come il Sudafrica, l’Europa e i Caraibi.

LARMO ha dichiarato che «non è in grado di pagare le spese legali in questo momento», e fa affidamento sul cosiddetto ‘litigation funding‘ (‘finanziamento del contenzioso’), accordo in forza del quale il pagamento avviene attraverso un terzo, il quale potrà essere rimborsato attraverso una quota dei proventi reclamati se il caso si risolve con una sentenza favorevole o una transazione favorevole.

Settimane prima della firma del contratto, l’Unione Europea e le Nazioni Unite avevano lanciato un programma di formazione per aiutare LARMO e altre istituzioni libiche a combattere la corruzione e il riciclaggio di denaro.
I libici «
meritano responsabilità e trasparenza da parte di tutti i funzionari pubblici», aveva affermato Antonia Marie De Meo, direttrice dell’Istituto interregionale di ricerca sulla criminalità e la giustizia delle Nazioni Unite. «Il popolo libico dovrebbe anche beneficiare del recupero dei beni rubati che, una volta recuperati, possono essere indirizzati a settori pubblici chiave come l’assistenza sanitaria e l’istruzione».

Alcuni esperti rimangono scettici sull’operazione recupero.
Jason Pack, fondatore della società di consulenza statunitens Libya-Analysis LLC, ha sottolineato che il recupero dei beni era una priorità assoluta negli anni immediatamente successivi alla caduta di Gheddafi. Gran parte di quegli sforzi, ha detto, si è rivelata una truffa‘ in cui alcuni funzionari libici hanno assunto cacciatori di taglie e si sono riempiti le tasche con i quattrini destinati ai cercatori. Il nuovo governo di unità nazionale, ha detto Pack, «ha parlato molto di recupero di asset esteri perché vogliono mostrare vittorie veloci al popolo libico. Questa è una di quelle questioni in cui tutti i libici, orientali e occidentali, concordano sul fatto che dovrebbero riavere i loro soldi».

Il contratto con Baker & Hostetler è stato firmato dal Presidente di LARMO, Anwar Arif, e dal partner dello studio legale Oren Warshavsky, co-leader del team Global Fraud e International Asset Tracing and Recovery. Sono stati registrati come agenti esteri anche Paul Levine, Tatiana Markel,Michelle Usitalo e Gonzalo Zeballos.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Julian Pecquet is the founder and editor of Foreign Lobby Report, the comprehensive news site tracking foreign influence operations in Washington. Prior to launching the site on June 1, 2020, Julian was a reporter and editor for Middle East news site Al-Monitor for six years. There he initiated lobbying coverage that won national awards from the Online News Association and the Society of American Business Editors and Writers (SABEW). Before that he was a Global Affairs reporter for The Hill and a newspaper reporter in Florida for many years. Contact him at jpecquet@foreignlobby.com or on Twitter @JulianPecquet

End Comment -->