sabato, Settembre 18

Libia, golpe fantasma field_506ffb1d3dbe2

0

Ali-Zeidan_2368770b

Il Congresso Generale Nazionale continua ad essere al centro dell’instabilità politica in Libia. Dopo che, due giorni fa, degli attentatori avevano causato esplosioni presso l’emittente privata Al-Aseema, nota per le sue critiche all’assemblea legislativa interinale, oggi la dissoluzione di quest’ultima è stato l’obiettivo dell’ex Capo di stato maggiore Khalifa Haftar, le cui milizie sembravano aver preso il controllo di Tripoli in mattinata. La notizia, riportata da Al Jazeera, è stata per smentita in meno di un’ora dal Governo di Ali Zeidan, secondo il quale «la situazione a Tripoli è sotto controllo». Ciò non toglie che Haftar ha davvero sostenuto che «il comando nazionale dell’Esercito libico proclama la nascita di un movimento per la nuova ‘road map’», dal momento che il Ministero della Difesa, Abdullah al-Thani, ha definito il proclama «illegale» e che nei confronti di Haftar verranno presi provvedimenti legali. Haftar, già alleato dell’ex Presidente Mu’ammar Gheddafi, vi si era poi opposto sin dagli anni Ottanta ed era tornato dall’esilio statunitense per partecipare alla rivoluzione libica del 2011. Sarebbe attualmente in pensione, e non è chiaro di quanta influenza goda nell’esercito libico. Continuano invece, in Egitto, gli scontri tra il Governo ed i sostenitori dell’ex Presidente Mohamed Morsi.

Frattanto, in Europa è causa di dibattito l’approvazione da parte del Parlamento del Belgio della norma che permetterà l’eutanasia anche per i minori. Sostenuta dal 73% della popolazione, la legge si applicherà nei casi di malati terminali la cui sofferenza non possa essere alleviata e il cui decesso sia comunque prossimo: per ottenere la ‘dolce morte’, il minore che ne farà richiesta dovrà essere «cosciente» e capace «di discernimento», oltreché autorizzato da dottori, psichiatra e genitori. La norma è passata con 86 voti a favore, 44 contrari e 12 astensioni: ad opporsi, i cristiano-democratici, oltre alle comunità religiose. Un aspetto particolarmente controverso è l’assenza di un’età minima per fare richiesta: l’Olanda, che ha una legge simile, permette questa possibilità solo dai 12 anni. Proprio nei Paesi Bassi, intanto, è mistero sulla morte del Ministro che, nel 2002, aveva presentato la legge sull’eutanasia. Il corpo di Els Borst, già vicepremier per il partito liberale Democraten 66, è stato infatti rinvenuto nel garage di casa, in quella che sembra la scena di un omicidio.

Diritti civili al centro anche di una sentenza giudiziaria emessa in Virginia, negli Stati Uniti. Il giudice Arenda Wright Allen di Norfolk ha infatti sostenuto l’incostituzionalità della proibizione per i matrimoni omosessuali. La decisione, che non è ancora stata applicata in attesa di un possibile appello, è comunque storica: si tratta della prima nel suo genere in uno degli Stati meridionali, considerati più conservatori in materia. In effetti, non sono mancate manifestazioni di disappunto da parte delle associazioni opposte ai matrimoni omosessuali e si prevede che il caso possa arrivare sino alla Corte Suprema Federale.

In tema di proteste, gli Stati Uniti sono stati accusati dal Governo del Kenya di aver finanziato, attraverso l’agenzia per lo sviluppo USAid, le manifestazioni contro l’Esecutivo degli ultimi giorni. Secondo il Segretario di Gabinetto Francis Kimemia, l’obiettivo di Washington sarebbe stato il rovesciamento del Governo del Presidente Uhuru Kenyatta, attualmente sotto processo presso la Corte Penale Internazionale (CPI) per le violenze post-elettorali del 2007. Le accuse sono state respinte come «false» dall’Ambasciatore statunitense Robert Godec, che ha aggiunto: «abbiamo sempre condiviso informazioni sui nostri programmi col Governo keniano, e continueremo a farlo». Kimemia sostiene comunque che vi siano prove del Comitato di Consiglio per la Sicurezza Nazionale sui foraggiamenti da parte dell’USAid. Il caso conferma comunque il deterioramento dei rapporti tra i due Paesi.

Una missione dell’ONU sarà invece presto nella Repubblica Democratica del Congo, dopo che una ricognizione aerea ha individuato tre villaggi dati alle fiamme nell’area del Kivu settentrionale. Si teme che più di 70 persone siano rimaste uccise in un tentativo di «spargere il terrore» in una zona in cui operano più di 40 gruppi armati e sono in gioco vaste risorse minerarie.

Stime diffuse oggi dall’Unicef parlano invece di 133 bambini uccisi negli ultimi due mesi nella Repubblica Centrafricana, dove le violenze contro i minori sarebbero peraltro in aumento. Sulla base delle difficoltà a riportare la situazione del Paese ad uno stato di pace, che negli ultimi giorni ha portato Amnesty International a parlare di «pulizia etnica in atto», l’Eliseo ha annunciato l’invio di altri 400 soldati, sollecitando inoltre l’impegno degli altri Paesi. I militari inviati dalla Francia andranno così ad aggiungersi ai 1600 già presenti nel Paese da dicembre.

Come in Repubblica Centrafricana, anche il conflitto in Siria continua a costringere all’esodo migliaia di civili. «A quanto sappiamo, rimane un gran numero di civili a Yabrud, secondo alcune stime tra le 40.000 e le 50.000 persone, con migliaia di altri in fuga nei giorni scorsi» ha dichiarato il portavoce ONU per i Diritti Umani Rupert Colville. Sempre dalle sue indicazioni, si ritiene imminente un attacco definitivo del Governo sulla stessa città di Yabrud, roccaforte dei ribelli al confine col Libano. Nel frattempo, languono i negoziati di «Ginevra 2», anche se oggi è giunta in Spagna la ‘Cape Ray’, ovverosia la nave statunitense che nei prossimi mesi, a Gioia Tauro, dovrà caricare l’arsenale chimico di Damasco per poi distruggerlo in mare aperto. Su questo aspetto della vicenda siriana sembrano aver trovato un accordo Russia e NATO: secondo ‘Reuters’, i due starebbero accordandosi per un’operazione navale congiunta volta a proteggere il cargo statunitense nelle acque del Mediterraneo. Qualora il progetto venisse concretizzato (l’annuncio è atteso per la settimana prossima al più presto), potrebbe significare anche un disgelo su altri fronti, come quello dell’Ucraina, su cui il Cremlino continua ad accusare l’Occidente di ingerenze indebite.

Un’altra nave è invece al centro di un nuovo screzio diplomatico fra Argentina e Regno Unito. Il Ministero degli Esteri britannico ha infatti accusato il Governo di Buenos Aires di «inaccettabile intimidazione e molestia» per aver imposto ad una nave da crociera della compagnia Cunard, in entrata nel porto della capitale argentina, di abbassare il proprio vessillo recante l’Union Jack. Secondo testimoni, le autorità portuali bonaerensi avrebbero minacciato sanzioni sino a 10.000 dollari qualora la bandiera non fosse stata ammainata.

Sempre in America Latina, oggi termina il Sesto Congresso del brasiliano Movimento Sem Terra (MST), che quest’anno celebra anche il proprio trentennale. Sarebbero 15.000 i lavoratori del campo giunti nella capitale Brasilia per discutere delle nuove prospettive del movimento, tra cui la richiesta di una riforma agraria che riduca la povertà e si opponga alla speculazione della terra. Proprio su questo tema sono stati rivolti duri attacchi alla gestione della Presidente Dilma Rousseff, che, secondo Marina Dos Santos, del coordinamento nazionale, avrebbe fatto «un passo indietro sulla riforma agraria perché alleata coi conservatori». Proprio la Presidente si è incontrata ieri coi vertici dell’MST, che sono però riusciti a strapparle solo la promessa di creare un gruppo di lavoro sul tema della riforma.

A Pechino sembra aver ottenuto promesse di maggior rilevanza il Segretario di Stato statunitense John Kerry. In seguito alla riunione col Ministro degli Esteri cinese Wang Yi, Kerry ha infatti annunciato l’impegno della Cina ad esercitare maggiori pressioni sulla Corea del Nord perché rinunci al suo programma nucleare. «Hanno espresso molto chiaramente che, se il Nord non dovesse adeguarsi, sedersi al tavolo per dialoghi seri e fermare il suo programma … sono preparati a fare ulteriori passi per assicurarsi che la loro linea sia applicata», le parole del diplomatico statunitense, il cui omologo Wang ha aggiunto: «la Cina non tollererà caos o guerra nella penisola coreana». In giornata, comunque, proprio Pyongyang si è accordata con Seul per il ricongiungimento delle famiglie separate fra i due Paesi, rinunciando alla condizione posta in precedenza, cioè la fine delle esercitazioni congiunte fra Stati Uniti e Corea del Sud.

Da parte sua, Pechino stessa non accelera nella riconciliazione con Taiwan: dopo lo storico incontro a più di sessant’anni dalla Rivoluzione del 1949, funzionari di Taipei hanno affermato che non avverrà alcun incontro tra i Presidenti dei due Paesi a margine del prossimo incontro dell’APEC (il progetto di Cooperazione Economica Asia-Pacifico) perché, secondo Pechino non sarebbe un’occasione «appropriata».

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->