mercoledì, novembre 21

Libia: il dialogo della speranza Previsto per il 29-30 novembre il 5° incontro fra Unione Europea e Unione Africana

0

La situazione in Libia è drammatica. Quel che è emerso con il filmato della ‘CNN’, che mostrava migliaia di migranti ammassati in condizioni igienico-sanitarie precarissime, facendo venire fuori una situazione paragonabile a quella della tratta degli schiavi, ci fa capire come poche altre volte nella storia la locuzione ‘dramma umanitario’ sia stato usato in modo così calzante. D’altronde, la situazione politica libica è più che mai confusa, vista la mancanza di un solido Governo della Libia, divisa fra governi e potentati locali rivali, in balia delle tribù e di piccoli ma agguerritissimi gruppi armati. Da questo, la difficoltà di trovare, da parte degli organismi internazionali, un interlocutore certo e affidabile per provare a porre rimedio al problema, o perlomeno ad arginarlo.

Per ragioni storiche, geografiche e geopolitiche, il problema libico riguarda sia l’Africa, sia l’Europa e l’occasione ufficiale del 5° incontro fra Unione Europea e Unione Africana (già ‘incontro fra Unione Europea e Africa’, di recente ribattezzato per sottolineare e dare maggior risalto alla valenza istituzionale del meeting), che si terrà il 29-30 novembre ad Abidjan, in Costa d’Avorio è l’occasione ideale per tentare di dare un’urgente risposta a un problema ancora più contingente. La natura di questi incontri, il cui primo risale al 2000 e che, dal secondo meeting, a Lisbona nel 2007, si tiene a cadenza triennale, alternativamente ospitato in un Paese africano e uno europeo (il primo ebbe sede in Egitto, a Il Cairo, mentre l’ultimo, nel 2014, a Bruxelles), è di tipo strategico-diplomatico, volti al consolidamento dei rapporti fra i due organismi internazionali, e rappresenta, in questo senso, un’opportuna sede, forse la più opportuna di tutte, per istituire un dialogo concreto volto alla soluzione di questa gravissima crisi. Coinvolgerà i capi di Stato di tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea e i 55 dell’Unione Africana, oltre alle delegazioni di altri partner internazionali, nazionali, regionali, sottoregionali. È, ça va sans dire, un incontro di rilevanza mondiale.

Tema dell’incontro di fine mese è la gioventù, in tutte le sue sfumature. Lo scopo è quello di appuntare strategie per lo sviluppo, in senso ampio, di opportunità, di lavoro, di benessere, in modo che la popolazione dei giovani africani, in continua e costante crescita (il 60% della popolazione africana ha meno di 25 anni), trovi a casa propria le possibilità che oggi le sono negate, possa essere da incentivo ulteriore alla crescita della propria terra e non sia costretto a patire la fame, a imbracciare le armi e a partecipare agli scontri armati di quelle aree disastrate dell’Africa Centrale, a morire di stenti, a darsi al crimine, se non addirittura a essere sedotto dai sogni utopici dell’estremismo islamico, a non imbarcarsi nella mortifera lotteria della migrazione. Scopo dell’incontro è, in ultima analisi quello di tentare di arginare il problema andando alla radice dello stesso. Spegnere l’incendio gettando acqua alla fonte del fuoco.

Oltre al tema della gioventù e dell’importanza di investire in essa, saranno anche esplicitamente toccati, come da programma, altri temi: il mantenimento della pace; il rispetto della democrazia, dei diritti umani, con particolare riferimento, ovviamente, al tema delle migrazioni e, più in generale, della mobilità; gli investimenti e il commercio africano (l’Unione Europea è il maggior contributore, partner commerciale e investitore, fra gli organismi internazionali, dell’Africa); la creazione di lavoro e lo sviluppo delle abilità, della tecnica, delle tecnologie nel territorio del continente africano.

Questo, tuttavia, non è l’unico genere di incontri fra l’Unione Europea e l’Unione Africana. Si tengono, ad esempio, incontri fra Ministri, volti al controllo degli sviluppi che ci sono stati a partire dall’ultimo incontro fra i due organismi continentali, per verificare quanto di ciò di cui si è discusso nel 2014 è stato portato avanti e come questo sviluppo si è verificato; incontri collegiali fra le rispettive Commissioni, l’Europea e l’Africana, che analizzano le varie questioni più prettamente politiche fra i due organismi e che avvengono con cadenza annuale, vista l’urgenza di questo tipo di argomenti; forum congiunti, anche questi a cadenza annuale, che coinvolgono esperti del settore appartenenti agli Stati membri, alle istituzioni coinvolte o alla società civile, e che si prefiggono l’obiettivo di fare il punto della situazione per quanto attiene ai progressi ottenuti nei vari campi; a ciò va aggiunto un dialogo pressoché costante fra gli esperti, volta all’implementazione della Road Map concordata nel tempo.

Consideriamo che, solo quest’anno, oltre all’incontro di Abidjan, ci sono stati o ci saranno complessivamente almeno altri sei incontri fra le istituzioni dei due continenti, in  un dialogo continuo e, si spera, fattivo: a luglio ha avuto luogo il ‘Forum della Società Civile UE-Africa’, tenutosi a Tunisi il 12 e 13 del mese, con lo scopo di far incontrare le organizzazioni della società civile degli Stati membri, e in cui si è sottolineata l’importanza del ruolo delle stesse all’interno della strategia congiunta fra Africa e Unione Europea (JAES), che devono avere ruolo attivo come organismi indipendenti e come parte integrante di questa; il ‘Summit giovanile Africa-Europa’, dove 120 ragazzi si sono incontrati fra il 11 e il 12 ottobre sempre ad Abidjan, in Costa d’Avorio, con lo scopo di creare una sinergia e rafforzare la partecipazione politica dei giovani nei rapporti fra i due continenti; il ‘Forum degli attori sociali ed economici’, che si terrà fra domani e dopodomani; e, poi, tre eventi che si terranno contemporaneamente nell’immediata vigilia del succitato 5° incontro fra Unione Europea e Unione Africana: il ’Business Forum fra Unione Europea e Africa’, che conclude un’ulteriore serie di incontri tenutisi in Europa e in Africa nel 2017, e avente come focus il tema della creazione di lavoro in Africa; il ‘Forum Africa-Unione Europea con i governi locali’, dove si intende dare una prospettiva più particolare e meno universale; e il ‘Summit Parlamentare’. Questi incontri si terranno il 27 novembre, con l’eccezione di quest’ultimo che si terrà su due giorni (27 e 28).

Come si può notare, le occasioni di incontro fra i due organismi continentali sono molte. Il calendario è fitto, così come è fitta la rete che coinvolge, a tela di ragno, le entità locali e internazionali, civili e politiche, le organizzazioni giovanili, settoriali, umanitarie, militari, economiche e sociali. L’auspicio è che le intenzioni non rimangano sui comunicati congiunti e si trasformino in reali opportunità per il popolo africano, per fermare il silenzioso massacro che si compie sotto gli occhi di pochi, sulle turbolente coste della Libia.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore