domenica, Aprile 11

Libia: caos geopolitico per la Francia

0
1 2


Parigi – La Francia è uno degli attori principali sullo scenario libico, si è conquistata questo primato già nel 2011, quando diede il colpo di grazia al regime di Gheddafi. Il Paese ha diversi interessi in questo scenario, e, per questioni di prestigio internazionale, e, soprattutto economici, sembra non potrà sottrarsi ad una nuova ondata di interventismo, per quanto il Paese sia diviso tra una forte spinta interventista e dubbi politici profondi, che potrebbero minare  il lavoro militare sul campo.

L’intervento sembrava e sembra essenziale. Dopo la caduta del regime gheddafiano era auspicabile un’operazione di stabilizzazione che doveva coinvolgere anche la componente militare. Operazione che all’epoca nessuno ha voluto”. A parlare è Michel Goya, esponente della Difesa francese, raffinato conoscitore dei meccanismi militari di Parigi. Ex colonnello delle truppe Marine, analista specializzato nei nuovi conflitti nonché esperto di leadership e delle innovazione nelle organizzazioni, Goya è a capo dell’Ufficio ricerche del Centre de Doctrine d’Emploides Forces (CDEF) de l’Armée de Terre, docente di storia a l’Ecole de Guerre.“Dopo quattro anni dalla morte di Gheddafi, non esiste ancora un vero e proprio Stato, e ci sono ancora due governi”.


La situazione politica del Paese è la fotografia di un caos inestricabile. Due governi e centinaia di tribù pensano di poter governare uno dei Paesi energeticamente più importanti del mondo. Può descriverci com’è divisa ora la Libia?

Abbiamo prima un Governo legittimo, quello di Tobruk in Estremo Oriente. Proviene da un Parlamento eletto nel giugno 2014, e ha sostituito lo stesso Consiglio nazionale generale eletto due anni prima. Questo Governo è riconosciuto dalla comunità internazionale, più che dalla popolazione libica, i libici in ben pochi sono andati alle urne, per paura degli attacchi, era addirittura impossibile andarci in alcuni luoghi come Kufra o Derna, la prima città in Africa ad aver giurato fedeltà allo Stato Islamico nell’ottobre 2014. Molto più che l’esercito nazionale libico, il Parlamento è sostenuto dall’associazione anti-islamica Dignité del generale Khalifa Belqasim Haftar, installato in Cirenaica, e dalla milizia di Zintan, che cerca di controllare l’ovest del Paese e che detiene ancora Seif al-Islam, il figlio di Gheddafi. La coalizione è sostenuta dal Egitto e degli Emirati Arabi Uniti. Questo Parlamento è dichiarato illegittimo dalla Corte Suprema di Tripoli, la capitale del Paese è nelle mani della coalizione dell’Alba della Libia dal luglio 2014. Supportata dal Qatar e della Turchia, Dawn of Libia include diverse potenti fazioni islamiste e milizie di Misurata (forse 20.000 combattenti). Un nuovo Governo generale nazionale è stato formato a Tripoli, nell’agosto 2014, che sostiene anche la legittimità del potere. Nel mezzo di questa situazione, ci sono la banca centrale e la National Oil Corporation, che finora si sono dichiarate neutrali e garantiscono il funzionamento minimo dell’economia e il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici (la stragrande maggioranza della forza del lavoro libico).

Quale sarebbero le conseguenze geopolitiche per l’area senza un intervento?

Entrambi i governi sono ben lontani di controllare l’intero Paese. Bengasi, è stato dichiarato ‘emirato islamico’ dai jihadisti di Ansar al-Sharia in agosto, ma questo potere è in sé contestato sul posto da un gruppo vicino ai Fratelli musulmani. Nel sud, il Fezzan è lasciato a se stesso ed è più che mai un hub di tutto il traffico che si svolge nel Sahara. Le milizie Toubou si oppongono agli arabi della tribù OuladSlimane, mentre i Tuareg vivono lungo il confine con l’Algeria e le arabi MagarihaQadafa. Tutte le tribù che hanno sostenuto Gheddafi sono emarginate.

Perché la Francia potrebbe intervenire in Libia?

La Libia sta diventando una nuova Somalia che minaccia direttamente i Paesi occidentali e in particolare la Francia. La Francia prevede già da tempo di colpire con raid aerei, o attraverso l’intervento delle forze speciali, le basi di al-Mourabitoune nel Fezzan. Sarebbe una semplice estensione dell’operazione Barkhane. Ha anche in programma di colpire le basi dello Stato islamico sulla costa, nelle regioni di Derna e Sirte. La base di Madama in Niger sarebbe utilizzata principalmente con lo scopo di monitorare il confine, ma potrebbe servire come base.

Colonnello Goya, si è parlato di un intervento dell’aviazione militare francese, nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, contro bersagli dell’IS in Libia. La notizia non ha avuto conferma ma a molti è parso che l’Eliseo volesse fare quello che ha già fatto nel 2011 cioè anticipare le mosse della comunità internazionale. Cosa c’è di vero in questo?

Non sono venuto a conoscenza di un attacco aereo francese in Libia. È possibile, ma molto improbabile. La Francia avrebbe commentato -come nei primi attacchi aerei in Siria.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->