sabato, Settembre 25

Libia, bombe USA su Daesh

0
1 2


Il mese di agosto si apre con una significativa intensificazione del conflitto in Libia. La città di Sirte, roccaforte costiera delle milizie legate a Daesh in Nord Africa e vero e proprio centro di potere del jihadismo internazionale, resiste con efficacia ai ripetuti assalti delle truppe regolari libiche, le quali, dall’inizio dell’assedio alla città, hanno subìto consistenti perdite contro i soldati del sedicente Califfato Islamico. I circa 300 caduti dell’Esercito libico da maggio ad oggi sottolineano la debolezza delle Forze Armate del Governo di Fayez al-Sarraj, costretto a combattere contro svariate milizie ribelli e contrastato politicamente dal generale Khalifa Haftar che controlla la città di Tobruk.

Per piegare i jihadisti libici, riconquistare Sirte e affermare il potere governativo in Libia, il Presidente al-Sarraj si è rivolto agli Stati Uniti d’America, richiedendo un supporto concreto nelle operazioni militari.
Il Presidente degli USA Obama ha accolto la richiesta libica, ordinando l’impiego delle forze aeree americane in appoggio alle truppe di terra locali: l’impegno statunitense, ordinato per la durata di circa un mese, ma estensibile per tutto il periodo necessario al Governo di Sarraj, sarà limitato esclusivamente alla terza dimensione per il momento.

È un dato di fatto che molti Paesi occidentali (tra cui gli Stati Uniti d’America) avevano inviato alcune unità sul suolo libico, al fine di eliminare alcuni dei capi jihadisti nell’ottica della guerra al terrorismo, tuttavia in questo momento storico l’impegno americano diventa più consistente ed in costante aumento. Nonostante la politica ufficiale della Casa Bianca nel corso della Presidenza Obama sia sempre stata cauta nell’impegnarsi in conflitti armati e operazioni militari, come nel caso della guerra libica del 2011, dove le forze aeronavali statunitensi intervennero quasi in un secondo momento rispetto a quelle anglo-francesi, attualmente l’intervento in Libia costituisce per gli Stati Uniti d’America una priorità. L’instabilità libica, infatti, sta rischiando di trasformare il Paese in un territorio di nessuno, dove terroristi e miliziani irregolari trovano facile rifugio e convenienti basi di partenza per traffici di armi e droga: la Libia, così, diventerebbe una grandissima polveriera la cui esplosione potrebbe incidere pesantemente sulla sicurezza occidentale.

Nei primi giorni di missione aerea, le forze aeree USA hanno effettuato già più di 7 raid, con diversi strike su mezzi blindati, corazzati e postazioni dei salafiti a Sirte; non si colpiscono soltanto le milizie dell’enclave dello Stato Islamico in Africa, ma si bombardano anche le forze obbedienti ad altri leader jihadisti uniti contro il Governo di unità nazionale libica.

L’intervento americano è stato fortemente criticato dalla Russia, che ha considerato illegittimo l’impegno americano a favore del Governo di Sarraj (secondo quento dichiarato dall’Ambasciatore russo in Libia), mentre Mosca, dal canto suo, appoggia politicamente il Governo parallelo di Tobruk, che si sta impegnando contro i jihadisti in Cirenaica. In realtà, l’impiego di forze aeree statunitensi è pienamente in linea con la risoluzione ONU, finalizzata a creare un potere nazionale forte a Tripoli.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->