mercoledì, Ottobre 20

Libia, Al Sarraj: ‘Pericolo terroristi sui barconi dei migranti’ Iran, Guterres: 'Trump non denunci l'accordo nucleare del 2015'. Corea del Nord, imminente liberazione di tre prigionieri Usa

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«E’ molto probabile che possano esserci terroristi a bordo dei barconi dei migranti ma i terroristi restano anche in Libia, si mescolano tra gli immigrati e destabilizzano il Paese». Lo afferma il premier libico Fayez al-Sarraj, in un’intervista esclusiva al Tg1. «Il numero dei migranti che vanno verso l’Italia e verso l’Europa è diminuito ma quelli che restano qui sono aumentati», dice Sarraj, secondo cui «la situazione nei centri migranti in Libia è catastrofica. Noi abbiamo investito tante risorse per aiutare questa gente ma il peso non può ricadere solo sulle nostre spalle e su quelle dell’Italia. Devono intervenire anche gli altri Paesi europei. Bisogna aiutare questa gente nelle loro nazioni, sostenere il loro sviluppo».

Altro tema caldo è quello dell’Iran. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha rivolto un appello al presidente americano Trump, perché non denunci l’accordo sul nucleare, evocando il pericolo di una guerra: «Non dovremmo cancellarlo, a meno che non abbiamo una valida alternativa ad esso», ha detto, aggiungendo che «ci aspettano tempi molto pericolosi». Intanto il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha ribadito nelle ultime ore che l’Iran non rinegozierà o integrerà l’accordo nucleare internazionale sottoscritto nel 2015. E ha sottolineato che il programma missilistico di Teheran non può essere oggetto di negoziato internazionale, come chiedono invece alcuni occidentali, perché è una questione interna che riguarda la sicurezza dell’Iran.

Il presidente americano Donald Trump sembra preannunciare l’imminente liberazione di tre prigionieri Usa da parte della Corea del Nord: «Come tutti sanno, la passata amministrazione ha chiesto a lungo il rilascio di tre ostaggi da un campo di lavoro nordcoreano, ma invano. State sintonizzati!», ha twittato. E di imminente rilascio parlano anche i media Usa. Il tweet di Trump arriva dopo le voci, secondo cui la Corea del Nord avrebbe trasferito i tre americani detenuti dai campi di lavoro in un hotel nella periferia di Pyongyang, a poche settimane dal summit tra il tycoon e il leader nordcoreano, Kim Jong-un.

In Israele, l’esercito ha ferito e arrestato un palestinese mentre stava cercando di danneggiare la barriera di sicurezza nel nord di Gaza. Domani intanto, lungo la barriera tra Gaza e Israele, è prevista la sesta manifestazione della ‘Marcia del ritorno’ che nei venerdì passati è sempre sfociata in violenti scontri con l’esercito. Oggi poi l’ambasciatore israeliano al Palazzo di Vetro, Danny Danon, ha inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza dell’Onu chiedendo la condanna delle dichiarazioni sulla Shoah del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen: «Una tale diatriba odiosa contro un popolo che ha subito migliaia di anni di intollerabile persecuzione è assolutamente inaccettabile».

Disordini in Germania in un centro di accoglienza profughi di Ellwangen, nel Baden-Wuerttemberg, dove la polizia è intervenuta nel tentativo di fermare fra l’altro un richiedente asilo la cui espulsione sarebbe fallita nei giorni scorsi. Sul posto diversi rifugiati si sono lanciati dalle finestre del centro, ferendosi in alcuni casi. Alcuni uomini africani sono stati fermati.

In Gran Bretagna, i media hanno svelato il risultato del consiglio di gabinetto britannico convocato ieri dalla premier Theresa May per ridiscutere la linea negoziale con Bruxelles sui futuri rapporti doganali post Brexit fra il Regno e l’Ue. Secondo la ‘Bbc‘, la May ha alla fine ordinato a una task force di funzionari una revisione della piattaforma delineata finora: piattaforma contestata dall’ala più euroscettica che non s’accontenta dell’impegno già preso di far uscire Londra dall’unione doganale, ma chiede di ritirare dal tavolo anche l’ipotesi d’una qualsiasi forma di partnership doganale, invocando mani libere per futuri accordi commerciali con Paesi terzi.

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