giovedì, Maggio 6

Libertà di parola: quale dovrebbe essere il limite?

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Parigi – Il famigerato attore americano Jon Stewart quest’anno ha abbandonato prima del previsto il suo programma satirico ‘Daily Show’. Stewart non era certo un personaggio alla ricerca del consenso. Le sue battute erano, a volte, se non spesso, argute e cattive e non si fermavano di fronte a nulla. Durante la sua conduzione dello show, è stato divertente, intelligente e molto ostinato. È stato anche di larghe vedute oltre ogni limite rispetto alla libertà di parola. Ha dato l’impressione di credere che nulla possa essere considerato tabù o che le sue dosi di shock non abbiano bisogno di controllo.

Il successo del suo programma è dovuto a una caustica combinazione tra il suo carattere, il suo talento e le sue opinioni politiche, e in questo spazio sono stati lanciati altri attori simili, come Stephen Colbert, oggi protagonista del ‘The Late Show’ sulla CBS. Quando si è dimesso, la scelta per sostituirlo è andata all’attore sudafricano Trevor Noah. Noah, che si trova a dover affrontare un’eredità decisamente impegnativa, ha debuttato al ‘Daily Show’ con un paio di battute provocatorie, una sull’AIDS e l’altra sulla morte di Whitney Houston per overdose.

Nel corso di alcuni decenni, la comicità ha sempre più fatto ricorso allo shock e alla provocazione. Noah non è certo stato il primo a proporre battute su quella spaventosa e mortale malattia che è l’AIDS: il programma ‘South Park’ lo aveva già fatto anni fa. Tuttavia, il tema delle malattie mortali è delicato ed è difficile immaginare una persona normale ridere di simili argomenti tra gente educata. Ma la tendenza a scherzare su temi che ci atterriscono maggiormente può, a volte, alleviarne gli effetti sul nostro cuore. Si tratta di un meccanismo di difesa. Il problema è che l’AIDS e l’overdose uccidono la gente. Ne consegue che scherzare su una malattia mortale o la morte per droga è qualcosa da evitare, per rispetto della sacralità della vita umana o almeno per la serietà dell’argomento.

Dobbiamo combattere le nostre paure, certo, ma abbiamo anche bisogno di mantenere integra la nostra prospettiva rispetto a ciò che minaccia la nostra sopravvivenza. Qui è dove simili battute provocatorie sono più pericolose.

Obiettività, correttezza e valori morali sono ancora importanti nelle nostre vite nonostante la rivoluzione dei costumi degli anni Sessanta e nonostante le trasformazioni sociali che si sono verificate in Occidente negli ultimi trent’anni. Insieme a fattori socio-economici, tali profondi cambiamenti hanno originato un’assoluta perdita di punti di riferimento morali e spirituali nelle società occidentali di oggi.

Quando iniziò la sua carriera, Elvis Presley, che era un uomo religioso, era considerato un pericolo per il decoro pubblico a causa del suo modo di cantare e di muoversi. Più tardi, disse che era stato ‘buono’ in confronto alle persone di spettacolo venute dopo.

Quando iniziò il programma ‘I Simpson‘, suscitò talmente tante polemiche che il Presidente George H. W. Bush li citò in un discorso in cui parlava della necessità di rendere le famiglie americane ‘più come i Walton e meno come i Simpson’. Oggi, se confrontiamo i ‘Simpson’ con ‘South Park’, che è stato creato alcuni anni dopo, potremmo dire che i ‘Simpson’ sono stati ‘buoni’, come Elvis Presley aveva detto di sé, in confronto a coloro che sono giunti dopo di lui.

Accade spesso nella cultura popolare che gli artisti suscitino polemiche, in maniera intenzionale o non intenzionale. Alcuni sono tentati di ostacolare il progresso di coloro che secondo la loro opinione hanno oltrepassato il limite. E molti direbbero che Trevor Noah ha oltrepassato il limite fin dall’inizio. Difatti è impensabile che le persone care a Whitney Houston possano sorridere a una simile battuta. Al contrario, devono essersi sentite profondamente ferite, così come probabilmente si sono sentiti tutti quelli che, tra il pubblico di Noah, possono aver perduto un loro caro per un’overdose. Questo ci porta a una domanda: dovremmo stabilire dei limiti alla libertà di parola per proteggere le persone più sensibili?

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