domenica, Maggio 22

Libertà di informazione e dintorni Cosa resta dopo l'ennesima Giornata Mondiale della libertà di stampa

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Cosa rimane dopo l’ennesima Giornata Mondiale della libertà di stampa (in realtà di informazione), quella di questo 2022? Sotto egida Unesco una riflessione generale sullo stato della situazione nel mondo, il premio andato all’Associazione della stampa in  Bielorussia chiusa dal Governo lo scorso anno, i dati di Reporters Senza Frontiere per cui Norvegia, Svezia e Danimarca sono tra le nazioni più libere, ventotto i Paesi in ultima fascia, il riproporsi all’attenzione della ‘Questione Assange‘, le ennesime parole pesanti come pietre di Francesco. Che poi ora ci sia almeno un po’ più libertà di informazione…

«Preghiamo insieme per i giornalisti che hanno pagato di persona, con la vita o con il carcere, per servire questo diritto. Un grazie speciale a quanti di loro, con coraggio, ci informano sulle piaghe dell’umanità» con queste parole, che richiamano quelle pronunciate domenica scorsa, il Papa ha ricordato questo cruciale appuntamento. Nel periodo appena trascorso, gli effetti dell’informazione online globale e non regolamentata hanno portato a un aumento delle fake news e della propaganda, provocando una doppia polarizzazione sia all’interno dell’opinione pubblica dei singoli Stati sia tra Paesi a livello internazionale. Lo afferma il ventesimo Rapporto sulla libertà di stampa di Reporters Senza Frontiere che analizza lo stato del giornalismo e dell’informazione in 180 Paesi del mondo. Le democrazie, si sostiene, sono state indebolite dall’asimmetria tra le società pluraliste e i regimi autoritari che controllano i loro media e le piattaforme online con cui diffondono propaganda. Un processo esemplificato dal conflitto in Ucraina. L’invasione russa del 24 febbraio 2022 è stata preceduta da una vera e propria ‘Guerra di propaganda informativa’ (specie informatica). A livello interno la polarizzazione dei media ha aumentato le tensioni sociali in Paesi come Stati Uniti e Francia.

La Scandinavia in testa alla classifica con Norvegia, Danimarca, Svezia, Estonia e Finlandia. Sono 28 invece i Paesi in cui la situazione è pessima, in primo luogo Myanmar, Turkmenistan, Iran, Eritrea, Corea del Nord. Per quanto ci riguarda l’Italia è passata da quarantunesima a cinquattottesima, perdendo diciassette posizioni. Certo, queste classifiche valgono quello che valgono, ma qualcosa valgono. In Uruguay, nel mese in corso dell’apposito incontro annuale, l’Unesco ha premiato l’Associazione Giornalisti della Bielorussia, riuniva più di 1300 professionisti dell’informazione ed è stata sciolta lo scorso agosto su richiesta del Ministero della Giustizia. In Europa la Commissione Europea ha annunciato la preparazione di un ‘Media freedom act‘ che prevede per la prima volta di istituire degli standard comuni per proteggere il pluralismo e l’indipendenza di giornalismo ed informazione.

Per quanto riguarda il contesto generale, e le doverose prospettive, abbiamo cominciato a delinearlo e delinearle in ‘Giornata Mondiale della Libertà di stampa 2022. Informazione, vita e tutto il resto‘ di ieri, 3 maggio 2022. Ad avercele…

E vediamo anche di essere assolutamente glocal, globali e locali, e più locali di così è difficile. Nasce in Italia il portale dell’Osservatorio nazionale sulla libertà di stampa. A Conselice, diecimila abitanti in provincia della romagnola Ravenna che fu ultima ‘patria’ di Dante. Con la collaborazione e l’impegno della locale amministrazione comunale, con la Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) e l’Associazione Stampa Emilia Romagna (Aser) ecco il portale online. Da tempo Conselice ha scelto di identificarsi come città per la difesa dei diritti dei giornalisti. È, per ora, l’unico Comune italiano che ospita un monumento dedicato alla libertà di stampa: una pedalina utilizzata dalla Resistenza per la stampa clandestina in epoca fascista. Il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi ne è il primo Presidente, presenti alla presentazione il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Davide Baruffi, i vertici di Aser, Matteo Naccari, e Fnsi, Raffaele Lorusso, rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti nazionale e locale. Il portale è uno strumento «per non lasciare soli i cronisti e avere informazioni sui casi di minacce ai giornalisti. L’obiettivo è quello di far sentire la vicinanza di sindacato, società civile e istituzioni agli operatori dell’informazione il cui lavoro è contrastato da intimidazioni, querele-bavaglio, minacce fisiche e digitali, odio in rete in un contesto in cui fenomeni di precariato limitano la libertà dei giornalisti e quindi il diritto dei cittadini di essere informati al meglio».

Sullo sfondo, ed all’interno, di tutto, la ‘Questione Assange‘, lo ‘Scandalo di Julian Assange‘ in realtà. Più globale di così è difficile. Ribadita anche con il presidio davanti alla sede romana della Rai in Viale Mazzini promossa da Free Assange Italia. La ‘Questione delle questioni’ potremmo definire quella del creatore di Wikileaks. E finché non si affronta sul serio questa…

LIBERTÀ DI STAMPA (ED ALTRE LIBERTÀ) /2 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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