venerdì, Ottobre 22

Liberia: il Governo privatizza l’educazione field_506ffbaa4a8d4

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Secondo il quotidiano la scelta di privatizzare l’educazione nazionale è totalmente insana in un Paese dove si registra l’80% di analfabetismo. La scolarizzazione è disponibile solo ed esclusivamente nella capitale, Monrovia, e nel contratto stipulato con la B.I.A. non si prevede l’estensione del servizio all’interno del Paese.  Il sistema educativo liberiano non ha mai brillato, escluso il breve periodo dell’Amministrazione del Presidente Samuel Doe, fatto a pezzi nella prima guerra civile dai ribelli finanziati dall’attuale Presidente. Durante le due guerre civili il sistema educativo è stato distrutto. Le infrastrutture rase al suolo, gli insegnanti uccisi. L’epidemia di Ebola del 2014 ha ulteriormente danneggiato il sistema scolastico liberiano. Per paura di contagio, per due anni furono chiuse la maggioranza delle scuole, privando della necessaria educazione i bambini liberiani. Notare che i figli della élite al potere frequentano fin dalle elementari prestigiose scuole a Washington, New York, Boston, Baltimora e Los Angeles.

Rimane un mistero su come sarà garantito il proseguo degli studi dopo le scuole elementari, visto che l’educazione pubblica per le superiori, college e università, è ancora più disastrosa rispetto quella di base. Gli studenti passati sotto B.I.A. avranno serie difficoltà ad accedere alle scuole private o a quelle pubbliche anche nei vicini Paesi, causa la deplorevole qualità di insegnamento offerto dalla ditta americana. Vi è il sospetto che la privatizzazione della scuola di base  sia solo il primo passo per affari più lucrosi che possono, nel futuro, offrire alla ditta americana anche la gestione dell’educazione superiore.

Vi sono, inoltre, sospetti di conflitti di interesse che gravano sul Ministro dell’Educazione George Werner. Secondo il quotidiano liberiano, Werner avrebbe da tempo rapporti ‘privilegiati’ con la B.I.A., e rientra nel cerchio d’affari malavitosi della Presidente Ellen Johnson Sirleaf, responsabile di quattordici anni di orrenda guerra civile e che ha svenduto le risorse naturali a Stati Uniti e Cina, protetta dai caschi blu e dai soldati americani in quanto teme che le sue forze armate possano organizzare un colpo di Stato. La Liberia è agli ultimi posti nella classifica dell’indice di sviluppo umano e in quella relativa al rispetto dei diritti umani.  La Presidente non è stata in grado di fermare l’epidemia di Ebola nel 2014 causa la sanità pubblica inesistente nel Paese e ha permesso alle multinazionali farmaceutiche americane ed europee di somministrare ai malati vaccini e cure sperimentali, trasformando la popolazione in cavie umane gratuite.

«Spendere 65 milioni di dollari per affidare l’educazione pubblica  a dei pirati internazionali solo a Monrovia, al posto di utilizzare i profitti petroliferi per rafforzare la scuola pubblica in tutto il Paese, è incomprensibile a meno che vi siano, anche stavolta, i soliti interessi siglati nel retrobottega», afferma ‘FrontPage‘, famoso l’informazione indipendente capace di denunciare i crimini commessi da Sirleaf, e per questo multato e chiuso varie volte. Il quotidiano non è una voce isolata, il progetto di privatizzazione della educazione pubblica è stato duramente condannato dal Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per il Diritto alla Educazione Kishore Singh, che  ha descritto la manovra come «un caso senza precedenti che viola i doveri morali e legali della Liberia nei confronti delle sue future generazioni. Fornire una educazione pubblica di buona qualità ed accessibile a tutti è una tra le principali funzioni di uno Stato. Abbandonarla ai profitti commerciali di ditte private costituisce una grave violazione del diritto universale all’educazione».

 

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