venerdì, Ottobre 22

Liberia: il Governo privatizza l’educazione field_506ffbaa4a8d4

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Il Sindacato keniota degli insegnanti denuncia che la B.I.A. in Kenya si spinge ad assumere giovani che non possiedono un diploma o una laurea che li può abilitare al delicato compito di educare gli studenti. Questo, ovviamente, per ridurre ulteriormente i costi sul personale. Gli insegnanti, o improvvisati tali, ricevono un training di cinque settimane, basato su come leggere le lezioni ricevute dalla sede centrale in America. Le lezioni standardizzate sono affidate ad un computer centrale che gestisce un software educativo oltre che a gestire a distanza l’amministrazione delle varie scuole sparse nel mondo. Questo software è estremante generico e sotto gli standard internazionali come denuncia il sito specializzato sullo sviluppo sociale ed economico Developeconomies.com

«Gli insegnati assunti dalla Bridge International Accadamies sono semplicemente robotizzati. Devono leggere delle lezioncine ricevute via internet sui tablet dati loro a disposizione. Questo compromette la qualità del insegnamento e non motiva gli studenti che sono privati delle tecniche di interazione, stimolo della creatività, senso critico ed analisi, che sono alla base degli standard base internazionali previsti per l’educazione. Semplicemente memorizzano lezioni elaborate a 10.000 chilometri di distanza da un programma installato su un computer centrale. La B.I.A. non è certamente una attraente possibilità di impiego per insegnanti qualificati, sia per l’assenza del loro ruolo educativo sia per i salari elargiti: 150 dollari mensili», denuncia il quotidiano liberiano ‘FrontPage‘.

Una denuncia supportata da quelle fatta dai sindacati degli insegnanti in Kenya e Uganda, che evidenziano, inoltre, la mancanza di un chiaro contratto che tuteli gli insegnanti assunti dalla B.I.A. La ditta americana offre un contratto di collaborazione esterna esentandosi di pagare tasse e oneri sociali, che sono a carico del lavoratore. I contratti sono legati alla durata dell’anno scolastico, e rinnovabili secondo la fedeltà e la capacità degli insegnati  di replicare il povero modello educativo imposto dal computer centrale, senza avanzare critiche od osservazioni. Spesso gli insegnanti della B.I.A. considerano l’impiego come temporaneo, in attesa di trovare un vero e proprio lavoro nelle scuole pubbliche o private. La B.I.A., assumendo anche giovani che non possiedono un diploma in educazione, crea il pericolo che questi in futuro si propongano come insegnanti veri e propri, aprendo scuole private che replicano il modello didattico B.I.A. del tutto inadeguato e dannoso per il corretto apprendimento dei bambini.

La B.I.A. non rispetta nemmeno il numero massimo di studenti per aula e non offre adeguate infrastrutture scolastiche. La maggioranza dei Ministeri dell’Educazione africani è stata costretta ad aumentare il numero di studenti permesso per ogni classe da 25 (numero ideale) a 40, 50 studenti a causa della carenza di strutture scolastiche sufficienti. Le classi medie della B.I.A. sono composte da 70 studenti. In alcuni casi 90. La ditta americana utilizza le strutture esistenti, spesso fatiscenti,  attuando una sommaria riabilitazione. Dove si riscontra l’assenza di strutture scolastiche la B.I.A. costruisce scuole in legno e lamiera che vengono montate in una settimana. In queste strutture si nota una grave carenza di ventilazione, impianto elettrico provvisorio e servizi igenici non conformi con gli standard nazionali.

La B.I.A. mente sulla validità dei certificati scolastici rilasciati. Giocando sull’ambiguità della definizione ‘International Accadamies’, BIA fa credere che i suoi certificati sono riconosciuti a livello internazionale, sopratutto nei Paesi sviluppati. Al contrario BIA non rientra nella classificazione di scuola internazionale ma come Organizzazione Caritatevole. Nessun Ministero della Educazione occidentale, latinoamericano, africano, medio orientale e asiatico riconosce i certificati rilasciati da questa associazione caritatevole. La Bridge International Accademies ha scelto di classificarsi come ente caritatevole per evitare le tasse sia negli Stati Uniti che nei Paesi ospitanti e per poter addirittura ricevere i finanziamenti dei donatori per i programmi di sviluppo. Finanziamenti impropri in quanto  B.I.A. è una vera e propria ditta privata.
La Bridge sostiene che la sua missione non è a scopo di lucro in quanto offre ‘educazione moderna e di alta qualità’ alle famiglie povere del Terzo Mondo. La retta scolastica richiesta dalla B.I.A. è di 6 dollari al mese per studente. Una retta abbordabile si può pensare. Al contrario un vero e proprio ostacolo ad accedere al diritto all’educazione.  Le famiglie nei Paesi poveri sono spesso composte da quattro o più bambini. Le entrate mensili medie di una famiglia africana si aggirano sui 70 dollari. La spesa per la scolarizzazione di quattro figli presso questa associazione caritatevole (26 dollari) rappresenta il 34,2% delle entrate mensili.  Il costo per l’educazione aumenta se si considera che occorre aggiungere i costi dei trasporti e del pranzo dei figli. La BIA non prevede queste agevolazioni che sono normalmente garantite dalle scuole private vere e proprie. Questi costi aggiuntivi aumentano la percentuale di spesa destinata alla educazione sulle entrate mensili che giunge al 50% creando una situazione finanziariamente insostenibile.  Questo obbliga i parenti a selezionare tra i loro figli chi accederà alla educazione che, per ironia è completamente inadeguata. «Le povere famiglie liberiane si  toglieranno il cibo dalla bocca per far studiare i propri figli che riceveranno una educazione sotto standard, per poveri, giustappunto» fa notare ‘FrontPage‘.  La B.I.A. permette il pagamento mensile della retta scolastica ma è ferrea sulla puntualità. Un ritardo superiore a cinque giorni fa scattare la sospensione dello studente dalla classe. Un concetto assai strano per una Associazione Caritatevole.

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