domenica, Settembre 26

Liberia: il Governo privatizza l’educazione field_506ffbaa4a8d4

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Per la prima volta nella storia del continente un Paese privatizza l’intero sistema scolastico di base dandolo in gestione ad una azienda privata. È successo in Liberia, lo scorso gennaio quando il Ministro dell’Educazione George Werner ha annunciato di aver affidato gli asili nido e le elementari alla ditta americana Bridge International Accademies (B.I.A.) Per il servizio, definito in un contratto di cinque anni, il Governo liberiano pagherà 65 milioni di dollari.
La decisione è stata presa senza un serio dibattito parlamentare, presentandola alla popolazione come dato di fatto. Decisione contraria alla Costituzione che prevede l’obbligo dello Stato di provvedere direttamente ad una adeguata educazione dei suoi cittadini, considerata un diritto acquisito.

Le reazioni al più grande sperimento di privatizzazione della scuola pubblica in Africa sono state negative.  Il quotidiano liberiano ‘FrontPage‘ ha evidenziato dubbi sull’operazione, sia sul punto di vista etico che  della trasparenza. Nel siglare l’accordo, il Governo ha dato massima libertà di azione alla B.I.A., rinunciando a vincolarla al curriculum nazionale, che di fatto è stato cancellato. Il curriculum adottato è quello ideato dalla Agenzia per la Cooperazione Americana USAID per i Paesi poveri.
Un curriculum troppo standardizzato che non tiene conto delle realtà dei singoli Paesi e scimmiotta il curriculum adottato negli Stati Uniti, imponendo una educazione appartenente ad un contesto sociale e culturale totalmente alieno. Nel curriculum ristrettissimi sono gli spazi per la storia e la cultura locale, creando un pericoloso gap tra gli studenti e la conoscenza del loro Paese. «Il curriculum standardizzato di USAID, essendo modellato per i Paesi poveri, è praticamente un curriculum sotto gli standard internazionali. Fino ad ora è stato applicato nei campi profughi e in alcuni Paesi Africani in progetti di supporto alla alfabetizzazione di base. In pratica il curriculum USAID crea degli ignoranti che non conoscono nemmeno la storia del loro Paese. La maggioranza dei Paesi latinoamericani hanno rifiutato che questo curriculum venga adottato nei progetti di aiuti umanitari in quanto considerato degradante e irrispettoso della cultura nazionale e inadeguato per offrire una educazione di qualità», informa ‘FrontPage‘.

Il quotidiano liberiano ha pubblicato una seria indagine sulla Bridge International Accademies con l’obiettivo di far comprendere all’opinione pubblica non solo che l’idea di privatizzare l’educazione è errata ma che la ditta scelta è totalmente inadeguata per fornire una educazione di qualità.  La B.I.A. è la più grande ditta di educazione privata a livello mondiale con 100.000 studenti e 400 scuole in Asia e Africa, dove è presente in particolare in Kenya e Uganda. I suoi obiettivi sono ambiziosi: raggiungere i 10 milioni di studenti nei due continenti entro il 2025.

B.I.A. segue la logica imprenditoriale sottomettendo l’educazione all’esigenza del profitto. Il modello educativo proposto è basato sull’uso di moderne tecnologie, quali l’uso di tablet ed internet. Questo è presentato come  innovazione nel concetto tradizionale dell’educazione. In realtà è un espediente per ridurre i costi del personale. ‘FrontPage‘ rivela che tramite l’uso di tecnologie definite ‘povere‘ la B.I.A. evita di assumere insegnati qualificati. Una accusa fondata se si analizzano gli insegnanti impiegati in Kenya e Uganda: neo laureati senza alcuna esperienza. Essi devono leggere delle lezioni standardizzate che giungono via Internet sui tablet.

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