giovedì, Luglio 29

Libere associazioni di pensiero

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I giornalisti indipendenti, si sa, sono maliziosi. Un po’ malignetti, a volte. A loro, la abusatissima massima andreottiana secondo cui a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca spesso, va a pennello, soprattutto poi se costoro, i giornalisti, non tengono in gran considerazione il concetto di peccato, in senso cattolico.

E’ appena arrivata la notizia dello sconto di pena che permetterà  a Silvio Berlusconi di festeggiare l’8 marzo, in anticipo di 45 giorni, l’anno di affidamento in prova ai servizi sociali cui fu condannato per il Caso Mediaset.

Naturalmente il provvedimento, più volte richiesto da Berlusconi per la sua “buona condotta”, è ineccepibile nell’ambito della legge cosiddetta svuotacarceri, che consente in via temporanea (dal 1 gennaio 2010 al 24 dicembre 2015) una detrazione di pena da 45 a 75 giorni, col parere vincolante del Tribunale di Sorveglianza. Il quale ha appunto espresso parere favorevole, in contrasto con la Procura che aveva invece ravvisato da parte dell’ex  Cavaliere comportamenti poco riguardosi nei confronti della magistratura nel corso del processo Lavitola, a Napoli.

Facciamo un gioco di fantasia, una libera associazione di pensieri nel quale poniamo, per assurdo, che lo sconto di pena in questione abbia una qualche relazione col clima di palpabile nuova stabilità creatosi in Italia a valle della straordinaria operazione-Quirinale, che ci ha restituito un Matteo Renzi meritatamente ultrarafforzato nella percezione comune alla guida del governo.

Credo che l’uscita dalla  scena politica di Silvio Berlusconi, la più disgraziata delle sventure passate dalla repubblica e per giunta in anni di grave incertezza economica globale, sia un valore in sé di rilevantissima importanza. Credo anche che il nostro abbia capito che non esista più alcuno spazio per una riconquista del potere, leggendario, esercitato per tanti lunghi anni nel Paese, a differenza di quanto, forse per scaramanzia, forse interpretando malamente l’essenza del patto del Nazareno, alcuni abbiano ritenuto, al punto di considerarlo fino a poco tempo fa un candidato credibile per la presidenza della Repubblica.

Ne consegue che la strategia renziana, fin qui perfettamente riuscita a dispetto di valutazioni rivelatesi ostinate quanto strumentali, da parte soprattutto da parte della minoranza PD, possa favorire orientamenti mirati ad agevolare l’oblio e il ritiro del satrapo di Arcore dal quadro politico in modo “soft” e senza ripercussioni rilevanti sul futuro italiano.

Abbiamo detto che, nella fattispecie, quello che stiamo facendo è un puro gioco di fantasia che non ha riscontri oggettivi nell’andamento dei fatti che porteranno alla chiusura definitiva della parabola berlusconiana. Siamo tuttavia convinti che il clima, le condizioni giuste per questa svolta risolutiva siano stati creati dall’ex presidente Giorgio Napolitano, da Mario Draghi e da Matteo Renzi con grande sapienza tecnico-politica sopportando, in nome di un rilancio che si auspica imminente attraverso il completamento delle riforme necessarie per il nostro scenario vergognosamente da decenni stagnante, critiche a volte sanguinose fino all’autolesionismo più ottuso.

E’ ora il momento degli investimenti, da realizzare senza perdere un solo minuto. E che ognuno per quanto di competenza sia all’altezza di recitare fino in fondo la sua parte.

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