mercoledì, Maggio 12

Liberazione è sempre Nella costituzione c'è tutta la nostra storia

0

«Ora vedete, io ho poco da dirvi.
In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli.
E a sapere intendere dietro questi articoli, ci si sentono delle voci lontane.

Quando io leggo: nell’articolo 2 «L’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà, politica, economica e sociale» o quando leggo nell’articolo 11 «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli», «la patria italiana in mezzo alle altre patrie» ma questo è Mazzini! Questa è la voce di Mazzini.
O quando io leggo nell’articolo 8: «Tutte le confessioni religiose, sono ugualmente libere davanti alla legge» ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell’articolo 5 «La Repubblica, una ed indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali» ma questo è Cattaneo!
O quando nell’articolo 52 io leggo, a proposito delle forze armate «L’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», l’esercito di popolo, e questo è Garibaldi!
O quando leggo all’art. 27 «Non è ammessa la pena di morte» ma questo è Beccaria!!

Grandi voci lontane, grandi nomi lontani.
Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!
Dietro ogni articolo di questa Costituzione voi dovete vedere giovani caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta.

Questo è un testamento, un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i Partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.» da Piero Calamandrei, 1955 (Discorso sulla Costituzione)

__________________________________

 Ed è questa Costituzionefiglia della Resistenza vittoriosa al nazifascismo, della Liberazione che celebriamo domani, della sintesi più alta tra le istanze ideologiche del cattolicesimo sociale, del progressismo laico e liberale, del sindacalismo, del socialismo e del comunismo italiano, della spinta popolare per la costruzione di una nazione libera e giusta – è questa nostra Costituzione che intralcia i disegni conservatori, o peggio reazionari, del grande potere transnazionale, dell’affarismo disumano e miope, della finanziarizzazione violenta delle vite e dell’ambiente, della guerra di classe verso il basso, della crisi sistemica del neocapitalismo che paga la gente comune, del circo mediatico con le sue armi di distrazioni di massa, dei sorrisi plastificati dell’élite che nasconde appena il pugno di ferro dei populismi e dei neofascismi in europa e in Italia.

Difendendo la nostra Costituzione, lottando per la sua piena applicazione, elaborando tutte le conseguenze che ne derivano – noi facciamo politica, nel senso più alto ed efficace che questi tempi bui consentono e richiedono.
E lo facciamo insieme – le tante anime della sinistra italiana, quella vera – costruendo una consuetudine comune, una reciproca fiducia e una speranza bella, che ci porteranno fino al voto europeo del 25 maggio e soprattutto dopo.

Ma intanto, domani è il 25 aprile. La Liberazione, che ci aspetta in tutte le piazze del Paese.
E Liberazione – è sempre!

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->