domenica, Maggio 16

Libano: prima intervista di Hariri dopo le dimissioni Dice di potersi muovere in piena libertà in Arabia Saudita, che rientrerà presto a Beirut

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In Arabia Saudita «posso muovermi in totale libertà» e «tornerò presto in Libano». Sono alcune delle affermazioni più importanti che il premier libanese Saad Hariri ha rilasciato ieri nella sua prima intervista da quando, lo scorso 4 novembre, ha annunciato da Riyad le sue dimissioni. L’intervista è stata rilasciata alla tv libanese ‘Al Mustaqbal’.
«Ho visto che molti sviluppi stavano nuocendo al mio Paese e mi sono dimesso nell’interesse del Libano», ha proseguito.

Il premier libanese dice di essere libero in Arabia Saudita (dove invece secondo alcune forze politiche libanesi sarebbe trattenuto contro la sua volontà) e ammette che presentare le dimissioni da un altro Paese «non è il modo usuale» di farlo, ma si giustifica dicendo che sta «prendendo misure di sicurezza» per proteggersi e al tempo stesso avverte i libanesi che «sono in pericolo».
«Sono libero qui. Se domani voglio viaggiare, posso farlo», ha detto Hariri, che ha anche la doppia cittadinanza saudita, alla giornalista Paula Yaacoubian che ha realizzato l’intervista in esclusiva, «tornerò in Libano molto presto per avviare le necessarie procedure costituzionali». Il Presidente libanese Michel Aoun, infatti, non ha formalmente accettato le dimissioni del 4 novembre, chiedendo ad Hariri di tornare a Beirut per presentarle di persona.

Nel corso dell’intervista Hariri ha detto di avere un rapporto «eccellente» con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman. «Lo considero un fratello e lui mi considera allo stesso modo», ha spiegato Hariri.
Poche ore prima dell’intervista, Aoun aveva riferito di «oscure circostanze in cui il Primo Ministro Saad Hariri vive a Riyad», che «hanno raggiunto il punto in cui la libertà di Hariri è stata limitata, sono state imposte condizioni per quanto riguarda la sua residenza e i contatti che può avere, anche con i membri della sua famiglia», subito dopo le dimissioni in Libano si era diffusa la convinzione che le dimissioni fossero state in qualche modo imposte dal principe ereditario saudita e che il premier fosse prigioniero nel Paese.

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